God of War: Figlio di Sparta, il videogioco in 2D su PS5 – la nostra recensione

Da Rizhlaine de Sortiraparis · Aggiornato il 4 marzo 2026 alle 09:53
Annunciato alla fine dello State of Play di febbraio 2026, il gioco God of War: Son of Sparta è ora disponibile su PS5. Questo titolo in 2D ci porta alle origini di Kratos, il protagonista della saga iconica.

Per gli appassionati di God of War, questo mese di febbraio 2026 si è rivelato ricco di ottime notizie. Mentre si attende il lancio del sesto capitolo, Santa Monica Studios ha annunciato durante l’ultimo State of Play un progetto di grande spessore: il remake della prima trilogia di God of War, ambientata nella mitologia greca. Dopo aver esplorato le leggende del Nord, ci si prepara quindi a tornare alle origini e rivivere le origini di ciò che diventerà uno dei videogiochi più amati di sempre.

Ma attenzione, bisogna armarsi di pazienza: lo studio ha precisato che il progetto è ancora lontano dall’essere pronto. Per intrattenere gli appassionati, questa comunicazione è stata subito affiancata da una sorpresa. Un nuovo gioco di God of War, realizzato in collaborazione con Mega Cat Studios, è già disponibile su PlayStation 5. Si tratta di God of War: Son of Sparta.



Questo metroidvania in 2D ci porta a scoprire le primi passi di Kratos a Sparta. Durante questa avventura, i giocatori dovranno sbloccare nuove abilità, alla ricerca dei doni dell'Olimpo, affrontando numerose creature ispirate alla mitologia greca e non solo!

Il gioco è visivamente affascinante e ci regala quella dolce nostalgia tipica dei tempi passati, grazie al suo stile rétro. È soprattutto un’opportunità per esplorare più nel dettaglio il passato di Kratos, di cui ne conoscevamo solo alcuni frammenti, arricchendo così la profondità del personaggio. In questo modo si crea un ponte tra gli ultimi capitoli, in cui avevamo già rivisto il crudele dio della guerra sotto una luce diversa, e il remake della prima trilogia.

Per quanto riguarda il gameplay, si presenta abbastanza semplice, con meccaniche piuttosto classiche, forse un po’ troppo considerate la durata del gioco (circa 13 ore), il che potrebbe rendere tutto abbastanza ripetitivo. Pur facendo qualche riferimento ben piazzato alle interfacce dei primi God of War, lo stile si differenzia nettamente. Qui il gioco è uno strumento per raccontare una storia, e non viceversa, motivo per cui si consiglia principalmente a quei giocatori che desiderano immergersi nella narrazione della vita di Kratos.

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