Mia madre, Dio e Sylvie Vartan: il film con Leïla Bekhti arriva su Prime Video

Da Julie de Sortiraparis · Aggiornato il 30 luglio 2026 alle 18:12
Mia madre, Dio e Sylvie Vartan, con Leïla Bekhti e Jonathan Cohen, arriva su Prime Video il 19 agosto 2026. Scoprite la nostra recensione sul film.

Mia madre, Dio e Sylvie Vartan, la commedia drammatica di Ken Scott guidata da Leïla Bekhti e Jonathan Cohen, arriva su Prime Video il 19 agosto 2026. Uscito al cinema il 19 marzo 2025, il film approda sulla piattaforma con l'etichetta Prime Original, diciassette mesi dopo la sua uscita nelle sale.

Scritto e diretto dal cineasta québécois dietro Starbuck, questo lungometraggio adatta il romanzo autobiografico di Roland Perez. Ripercorre il percorso di questo avvocato e conduttore nato con il piede torto, insieme alla tenacia di sua madre Esther nel permettergli di superare le previsioni dei medici e di vivere la vita che lei gli aveva promesso.

Il film riunisce inoltre Joséphine Japy, Lionel Dray, Jeanne Balibar, , Milo Machado-Graner e Sylvie Vartan nei propri ruoli. Coprodotto da Amazon MGM Studios, Gaumont, Égérie Productions e Christal Films, rappresenta la prima produzione francese di Prime Video pensata per beneficiare prioritariamente di una release al cinema.

Nel 1963 Esther dà alla luce Roland, il più piccolo di una numerosa famiglia. Il neonato nasce con un piede torto che gli impede di stare in piedi. Mentre i medici esprimono pessimismo, sua madre gli promette che camminerà come gli altri e avrà una vita straordinaria. Da quel momento lei mette tutta se stessa nel mantenere questa promessa, mentre le canzoni di Sylvie Vartan accompagnano l’infanzia e poi il percorso di Roland.

La nostra opinione su Mia madre, Dio e Sylvie Vartan

Con Mia madre, Dio e Sylvie Vartan, il regista canadese-francese Ken Scott (Starbuck, Un po’, molto, cieco) firma una commedia drammatica nostalgica, guidata da una Leïla Bekhti magistrale e da un Jonathan Cohen inatteso in registro meno eccessivo. Basato su fatti reali, il film adatta il romanzo omonimo di Roland Perez, in cui l’autore racconta il proprio percorso segnato dal sguardo della società sul suo handicap e dall’amore materno incrollabile che lo ha accompagnato.

La storia parte negli Anni Sessanta, all’interno di una famiglia numerosa. Esther Perez, madre affettuosa ma invadente, non vuole che suo figlio Roland, nato con un piede botto, sia condannato a una vita di sofferenza. Tra musica yéyé, scene farsesche e momenti più intimi, il film segue la sua lotta contro pronostici medici e convenzioni sociali, raccontando al contempo la costruzione di un bambino sostenuto da una fiducia quasi assoluta nella madre.

Strutturato in due parti distinte, Mia madre, Dio e Sylvie Vartan incrocia le diverse tappe della vita di Roland. La prima metà, radicata negli anni sessanta, trabocca di colori, di energia e di musica. Ken Scott restituisce l’effervescenza di un’epoca attraversata dall’optimismo, dagli ideali e dall’entusiasmo popolare che circonda figure come Sylvie Vartan, vera icona per il giovane protagonista.

Quando Roland adulto prende in mano il racconto, il tono del film diventa progressivamente più introspectivo. Il montaggio dinamico delle prime fasi lascia spazio a una messa in scena più contenuta, centrata sui personaggi, sulle loro ferite e sui loro dilemmi. È proprio in questa seconda parte che compare Sylvie Vartan nel proprio ruolo, dando corpo al simbolo di sogno e di superamento che accompagna Roland fin dall’infanzia.

Oltre alla cronaca familiare, il film esplora con finezza la complessità del legame tra una madre e suo figlio. Esther, interpretata da una Imponente Leïla Bekhti, si rivela al contempo radiosa, protettiva e soffocante. La sua grinta, la sua testardaggine e il rifiuto di considerare suo figlio come diminuito la spingono a sfidare medici e convenzioni per offrirgli la vita che ritiene dignitosa.

Questa determinazione ne fa anche una vera turbine comica. Il suo modo di imporre la propria visione genera diverse scene davvero esilaranti. Alimentato da dialoghi taglienti e da un’energia contagiosa, il film talvolta ritrova la linfa delle grandi commedie popolari francesi, senza perdere di vista la fragilità dei personaggi.

Più spesso associato ai ruoli comici, Jonathan Cohen qui trova una qualità particolarmente commovente nel ritratto di Roland adulto. Il suo rapporto di complicità con Leïla Bekhti è evidente, rafforzando la carica emotiva della loro relazione. Anche la musica funge da fil rouge, tra jazz, pop e rock yéyé, con una centralità affidata alle canzoni di Sylvie Vartan, usate come vere madeleines de Proust.

Mia madre, Dio e Sylvie Vartan dovrebbe conquistare gli amanti delle commedie drammatiche sincere e calorose. Gli spettatori sensibili alle epiche familiari come La vita è un lungo fiume tranquillo o ai racconti nostalgici nello spirito di La famiglia Bélier potranno apprezzare questo tuffo negli anni ’60 e questa ode all’amore materno.

Chi cerca una commedia puramente leggera potrebbe al contrario rimanere un po’ destabilizzato da una seconda parte più posata, dove l’umorismo cede progressivamente il passo alle conseguenze di questa relazione fusionale.

Divertente, tenero e luminoso, il film riesce così nell’azzardo di un cinema popolare intelligente. Ken Scott passa dalla commedia al dramma senza cedere al patetismo né alla caricatura. Nonostante una seconda metà più classica nella costruzione, l’emozione resta, sostenuta da una regia attoriale notevole e da una messa in scena curata.

Per approfondire, date un'occhiata anche alla nostra guida alle novità di Prime Video di agosto 2026, la nostra selezione delle uscite streaming su tutte le piattaforme e la nostra guida Cosa vedere oggi in streaming.

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Informazioni pratiche

Date e orari di apertura
Dal 19 agosto 2026

× Orari di apertura approssimativi: per confermare gli orari di apertura, si prega di contattare la struttura.
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