Il Grand Palais ospita This Will Not End Well, la prima retrospettiva in Francia dedicata a Nan Goldin, figura di spicco della fotografia contemporanea, dal 18 marzo al 21 giugno 2026. Disposta tra il salone d’onore del Grand Palais e la Chapelle Saint-Louis della Salpêtrière, l’esposizione raccoglie sei proiezioni e installazioni video che scandagliano il dialogo tra fotografia e cinema nel suo lavoro.
Pensata come un’esperienza immersiva, la scenografia firmata Hala Wardé trasforma gli spazi in racconti attraverso padiglioni dedicati, ognuno pensato per accogliere un’opera specifica. L’esposizione, realizzata sotto l’egida del Moderna Museet di Stoccolma, propone un’interpretazione inedita del lavoro di Nan Goldin, attraversando fotografia, sonoro, documenti d’archivio e cinema sperimentale.
Questa prima retrospettiva francese dell’artista esplora la sua opera nella forma più immersiva, mettendo in luce il suo approccio cinematografico ai diaporama, un mezzo che utilizza fin dagli anni ’80. Pensati per essere proiettati in club, cinema underground o festival alternativi, questi montaggi si presentano come testimonianze intime e sociali, riflettendo temi come la marginalità, l’identità di genere, la perdita, la festa o il dolore.
Attraverso sei opere chiave, la mostra svela la ricchezza del percorso di Nan Goldin. The Ballad of Sexual Dependency ripercorre gli anni di libertà vissuti a New York, Berlin e Londra, all’interno di comunità creative, prima dell’arrivo dell’AIDS. The Other Side rende omaggio agli amici transgender dell’artista nel corso di diversi decenni. Sisters, Saints, Sibyls, allestita alla Chiesa di San Luigi della Salpêtrière, affronta il tema del trauma familiare e del suicidio in un luogo intriso di memoria.
Le opere recenti, come Memory Lost e Sirens, guidano il visitatore in stati di coscienza alterati, oscillando tra euforia e crollo, esplorando dipendenze e perdita di punti di riferimento. Infine, Sindrome di Stendhal, realizzata nel 2024, attinge alla mitologia per esprimere il senso di vertigine provocato da una bellezza troppo intensa. Mescolando voci, archivi e immagini in movimento, Nan Goldin crea narrazioni potenti che catturano l’invisibile.
Questa mostra si rivolge a chi è sensibile alle esperienze artistiche intense, che amano essere stimolati, sconvolti, emozionati. Se siete appassionati di fotografia documentaristica, cinema sperimentale oppure interessati ai temi di genere, memoria e impegno, questa proposta saprà catturarvi. È anche l’occasione perfetta per un momento di riflessione tra amici, una visita da soli, o per gli amanti del Grand Palais, desiderosi di riscoprirlo sotto una luce nuova.
Al contrario, la mostra non è pensata per i bambini piccoli né per i visitatori alla ricerca di un’esperienza leggera o divertente. È rivolta a un pubblico consapevole, pronto ad affrontare narrazioni di vita autentiche, talvolta dure, ma spesso toccanti.
Il nostro resoconto sulla mostra di Nan Goldin al Grand Palais:
Una mostra che abbiamo potuto visitare in anteprima prima dell’apertura ufficiale. Ambientata in uno spazio molto intimo e suggestivo, questa retrospettiva vi invita a immergervi nei mondi dell’artista attraverso sei grandi aree installative, esposte con proiezioni video e slideshow. La sua opera, audace e spesso provocatoria, restituisce "istanti di intimità e di coppia, momenti di vita quotidiana e feste sfrenate, speranza e disperazione".
Una mostra fatta di sesso, droga e rock’n’roll, che svela la bellezza effimera della vita attraverso sequenze di vita, frammenti sospesi nel tempo e attimi di pura spontaneità.
Le nostre raccomandazioni:
Dato il tono piuttosto crudo e sofferto della mostra – e, si sottolinea, anche letteralmente, dato che l’ambiente è piuttosto oscuro – si raccomanda di fare attenzione mentre si cammina, soprattutto nei momenti di maggiore affollamento (anche se lo spazio è ampio). Ricordate che le fotografie e i video sono vietati, una precisa volontà dell’artista che desidera che i visitatori vivano "l’esperienza proposta [...] piuttosto che registrarla". In aggiunta: "Spero in rispetto nei confronti di chi ha immortalato e di chi appare in queste immagini". E conclude: "Vi chiediamo di non condividere fotografie o video di questa mostra sui social network o su internet".
Una mostra che può includere scene di nudità o immagini disturbanti, affrontando temi delicati e spesso duri come il suicidio, l’uso di droga e le violenze domestiche… Riservata, quindi, a visitatori consapevoli. Per quanto riguarda video e slideshow, la durata varia tra i 16 e i 42 minuti. In circa due ore si può visitare l’intera esposizione.
L’opera di Nan Goldin va ben oltre i confini delle esposizioni museali. Attivista impegnata, è anche promotrice del collettivo P.A.I.N. (Prescription Addiction Intervention Now), che lotta contro la crisi degli oppioidi negli Stati Uniti, puntando il dito anche contro i finanziamenti di importanti istituzioni culturali provenienti dalla famiglia Sackler. Questa tensione tra arte e attivismo, tra sfera privata e impegno sociale, permea ogni aspetto della sua attività.
Esposta al Moderna Museet di Stoccolma, successivamente al Stedelijk Museum di Amsterdam, alla Neue Nationalgalerie di Berlino e al Pirelli HangarBicocca di Milano, questa mostra internazionale trova a Parigi un’eco molto speciale, tra le pareti simboliche del Grand Palais e della Salpêtrière.
This Will Not End Well non è soltanto una mostra. È un viaggio emotivo, un tuffo nella memoria di un’epoca, un’opera viva da esplorare con tutti i sensi. Aperto a un pubblico consapevole e curioso.
Questa pagina può contenere elementi assistiti da AI, maggiori informazioni qui.
Date e orari di apertura
Da 18 marzo 2026 a 21 giugno 2026
Posizione
Grand Palais
3 Avenue du Général Eisenhower
75008 Paris 8
Informazioni sull'accessibilità
Accesso
M° Champs-Elysées Clemenceau
Tariffe
Tarif réduit : €13
Plein tarif : €17
Sito ufficiale
www.grandpalais.fr
Prenotazioni
Consulta i prezzi di questa biglietteria























