Manifestazione dei contadini: "La rivolta dei contadini" a Versailles

Da My de Sortiraparis, Caroline de Sortiraparis · Aggiornato il 26 settembre 2025 alle 12:41
Venerdì 26 settembre 2025, gli agricoltori della regione di Parigi protesteranno davanti al Castello di Versailles contro l'accordo Mercosur e le difficoltà economiche del settore. Questa azione simbolica fa parte di una giornata nazionale di protesta organizzata dalla FNSEA in 65 dipartimenti francesi.

Venerdì mattina, un centinaio diagricoltori delle regioni di Yvelines e dell'Ile-de-France hanno occupato la Place d'Armes del Castello di Versailles con una ventina di trattori. Secondo gli organizzatori della FDSEA e dei Jeunes Agriculteurs, l'obiettivo dell'azione era quello di evidenziare l'impatto che l'accordo Mercosur avrà sulla professione. L'azione si è svolta all'alba, prima dell'apertura al pubblico del castello, e i manifestanti sono partiti intorno alle 11.30 per non disturbare l'accesso dei visitatori al monumento storico.

Gli striscioni appesi ai trattori avevano un messaggio chiaro: "La rivolta dei contadini è tornata a Versailles", in riferimento agli eventi del 1789. Olivier Gousseau, un agricoltore della regione francese di Yvelines, ha dichiarato: "Siamo ancora nella stagnazione", lamentando il contadino "stufo" della "mancanza di reddito, dei costi sempre più alti e del prezzo del grano sempre più basso".

Perché gli agricoltori si stanno mobilitando contro l'accordo Mercosur?

Al centro di questa rabbia agricola c'è l'accordo di libero scambio tra l'Unione Europea e i Paesi latinoamericani del Mercosur, convalidato dalla Commissione Europea all'inizio di settembre. "Questo accordo rimane tossico, incomprensibile e pericoloso per gli agricoltori francesi", denunciano la FNSEA e i Jeunes Agriculteurs nei loro comunicati stampa.

I sindacati agricoli puntano il dito contro diversi aspetti problematici di questo accordo commerciale. Esso faciliterebbe l'importazione di prodotti agricoli sudamericani - carne, zucchero, riso, miele, soia - prodotti in condizioni ritenute incompatibili con gli standard europei. "È inconcepibile che l'Unione Europea autorizzi l'importazione di prodotti derivati da pratiche totalmente vietate in Francia e in Europa da anni, se non da decenni: l'uso di molecole fitosanitarie vietate, la deforestazione illegale, il maltrattamento degli animali".

Per Arnaud Rousseau, presidente della FNSEA, presente in Place d'Armes, "lo scopo di questa mobilitazione è ovviamente quello di attirare l'attenzione del Capo dello Stato". Gli agricoltori chiedono garanzie concrete e non solo promesse di misure di salvaguardia, che considerano insufficienti.

Mobilitazione nazionale per affrontare le difficoltà del settore

La manifestazione di Versailles fa parte di un movimento più ampio che interessa tutta la Francia. Quasi 70 azioni si stanno svolgendo simultaneamente in 65 dipartimenti, che vanno dalle operazioni con le lumache ai controlli dei prodotti nei supermercati e alle manifestazioni fuori dalle prefetture.

Gli agricoltori della regione parigina denunciano anche i dazi doganali imposti dagli Stati Uniti - in particolare un aumento del 15% per il settore vinicolo - e più in generale la concorrenza sleale delle importazioni non conformi agli standard europei. Pascal Verriele, segretario generale della FDSEA di Seine-et-Marne, fa riferimento al "Mercosur e ai contingenti di importazione senza dazi concessi all'Ucraina. Tutto questo sta destabilizzando le nostre aziende agricole".

Cosa succederà probabilmente quest'inverno?

Sebbene il periodo di raccolta limiti la mobilitazione, con gli agricoltori impegnati nella vendemmia, nella raccolta del mais e dell'insilato, i sindacati agricoli promettono di tornare con maggiore forza. I manifestanti promettono di "tornare quest'inverno" se non saranno ascoltati.

La FNSEA chiede già un incontro urgente a Matignon con il Primo Ministro Sébastien Lecornu. Arnaud Rousseau esorta inoltre Emmanuel Macron a "reagire" ai timori per la firma dell'accordo Mercosur, ai dazi di Donald Trump e alle crescenti difficoltà economiche del settore agricolo francese.

La giornata d'azione del 26 settembre potrebbe quindi essere solo un'anticipazione di grandi mobilitazioni future. Infatti, la Confédération paysanne ha già annunciato una manifestazione "trattori in testa" a Parigi il 14 ottobre, segno che il movimento di protesta agricolo non si sta esaurendo.

Per gli agricoltori francesi, la posta in gioco va oltre le semplici considerazioni economiche: si tratta di preservare la sovranità alimentare del Paese e di garantire un'agricoltura conforme agli standard ambientali e sanitari più severi al mondo.

Informazioni pratiche

Date e orari di apertura
Il 26 settembre 2025

× Orari di apertura approssimativi: per confermare gli orari di apertura, si prega di contattare la struttura.
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