Lo sciopero intersindacale del 2 ottobre dovrebbe riunire la funzione pubblica e l'istruzione nazionale, dopo il fallimento dei colloqui tra il gruppo intersindacale e Sébastien Lecornu a Matignon il 24 settembre. Lo SNES-FSU, il principale sindacato della scuola secondaria, ha confermato che parteciperà a questa mobilitazione, che ha come obiettivo l'eliminazione del progetto di bilancio e l'aumento degli stipendi degli insegnanti. Anche il movimento di cittadini "Bloquons Tout", che si è già mobilitato il 10 settembre, si unisce a questo appello allo sciopero nei servizi pubblici della regione di Parigi. I sindacati FSU, CFDT, CGT, FO, CFE-CGC, CFTC, UNSA e Solidaires mantengono le loro rivendicazioni di fronte alla mancanza di risposte concrete da parte del governo.
Secondo Sophie Vénétitay, Segretario Generale dello SNES-FSU, il principale sindacato della scuola secondaria, lo sciopero del 2 ottobre 2025 dovrebbe essere "ben partecipato" nel sistemascolastico francese. Sophie Vénétitay ritiene che lo sciopero sia "una vera e propria mobilitazione nell'interesse generale" e rivolge le sue osservazioni ai genitori, che dovranno organizzarsi per far fronte ai previsti disagi nelle scuole. Durante il precedente sciopero del 18 settembre, il tasso di sciopero dei dipendenti pubblici ha superato il 12%, con quasi un insegnante su sei in sciopero nelle scuole primarie e secondarie, secondo i dati del ministero.
Nei collèges e nei lycées della regione dell'Île-de-France, la mobilitazione potrebbe essere particolarmente ampia. Lo SNES-FSU ha riferito che il 45% del personale ha scioperato durante la precedente mobilitazione. Questa volta il sindacato ha adottato un piano d'azione "commisurato alla gravità della situazione", con diverse giornate di sciopero previste in concomitanza con il piano d'azione interprofessionale.
Sophie Vénétitay ha denunciato lo scambio "lunare" con Sébastien Lecornu durante l'incontro a Matignon del 24 settembre. "Non ha nemmeno menzionato la riforma delle pensioni nelle sue osservazioni introduttive", afferma, criticando la mancanza di risposte concrete del Primo Ministro alle richieste dei sindacati: aumenti salariali senza compensazione, creazione di posti di lavoro e classi più piccole.
Il movimento cittadino "Bloquons Tout", che già il 10 settembre aveva mobilitato tra le 175.000 e le 250.000 persone, a seconda delle fonti, sta pensando di aderire all'appello intersindacale. I rappresentanti di questo movimento di base, nato sui social network, esprimono la loro rabbia per il "totale fallimento dell'incontro con il Primo Ministro".
"Non c'è nulla da aspettarsi da questo governo, nulla da negoziare: disprezzano le strade, disprezzano il popolo, disprezzano le nostre vite", scrive il movimento sulle sue piattaforme. Il movimento invita a una mobilitazione di massa: "Il 2 ottobre tutto il Paese si ferma. Blocchiamo, occupiamo, scioperiamo ovunque, insieme". Questa possibile convergenza tra i sindacati tradizionali e un movimento popolare spontaneo potrebbe segnare una nuova tappa nella protesta sociale.
Lo sciopero intersindacale del 2 ottobre ha diversi obiettivi principali. L'intersindacale chiede di abbandonare l'intero progetto di bilancio, in particolare il raddoppio delle franchigie mediche, la deindicizzazione delle pensioni e delle prestazioni sociali e la prevista riduzione di 3.000 posti nella pubblica amministrazione.
I sindacati chiedono anche giustizia fiscale, con l'introduzione di misure per tassare i grandi patrimoni e i redditi molto alti. Chiedono che i 211 miliardi di euro di aiuti pubblici alle imprese private siano soggetti a condizioni sociali e ambientali e che siano stanziate risorse di bilancio adeguate per i servizi pubblici.
Per il sistemaeducativo nazionale, in particolare, le richieste riguardano il potenziamento della professione docente "in modo che ci sia un insegnante davanti a ogni classe", un obiettivo che non è stato raggiunto all'inizio dell'anno scolastico 2025. L'obiettivo di questa mobilitazione è quello di difendere il servizio di istruzione pubblica di fronte ai tagli di bilancio annunciati.
I sindacati si stanno preparando attivamente a questa giornata con azioni nelle aziende, nei servizi e nelle amministrazioni. Lo SNES-FSU ha riattivato il suo fondo di solidarietà per sostenere gli scioperanti, in particolare i più precari. Si stanno organizzando assemblee generali del personale e incontri informativi per massimizzare la partecipazione.
Oltre all'istruzione nazionale, si prevede la mobilitazione anche dei servizi pubblici locali e ospedalieri. La federazione CGT dei servizi pubblici ha emesso un preavviso che riguarda tutti i dipendenti di città, dipartimenti, regioni e stabilimenti pubblici. Potrebbero verificarsi disagi anche sulla rete dei trasporti, sull'esempio dello sciopero del 18 settembre, quando sono stati contati più di 10.000 scioperanti alla RATP.
I sindacati si sono impegnati a mantenere la pressione sul governo. Hanno in programma di riunirsi subito dopo gli eventi della giornata per decidere quali azioni intraprendere. Lo SNES-FSU sta pianificando uno "sciopero di diversi giorni" se non ci saranno risposte soddisfacenti alle sue richieste.
Questa mobilitazione si inserisce in un contesto politico teso, con il Primo Ministro Sébastien Lecornu in una posizione di debolezza di fronte alla frammentazione dell'Assemblea Nazionale. L'esito di questo sciopero potrebbe influenzare l'equilibrio delle forze politiche e sociali nelle settimane a venire, con il progetto di bilancio 2026 che dovrà essere presentato entro il 13 ottobre.
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