Una tema di grande attualità, sia nelle discussioni in Parlamento che nella sfera pubblica. Mercoledì 14 gennaio 2026, in commissione, i deputati hanno approvato una proposta di legge che mira a limitare il diritto di sciopero nei trasporti pubblici durante alcune fasi strategiche dell’anno. La notizia è riportata in particolare da Ouest-France, che segue da vicino questa questione molto delicata.
Il testo, di ispirazione centrista, non è una novità. Come ricordato dai media, era già stato approvato al Senato nell’aprile del 2024 prima di essere inserito all’ordine del giorno dell’Assemblea su iniziativa del gruppo dei Républicains. La sua proposta principale è :
destinare al governo un contingente di trenta giorni all’anno durante i quali il diritto di sciopero sarebbe limitato nei servizi pubblici di trasporto, principalmente ferroviari, escludendo esplicitamente i trasporti aerei.
In concreto, durante i giorni specificamente interessati, il personale essenziale per il funzionamento dei trasporti non potrebbe scioperare per più di sei ore al giorno né per più di sette giorni consecutivi. I periodi interessati dovrebbero essere stabiliti ogni anno attraverso un negoziato tra sindacati, organizzazioni professionali, autorità di gestione e rappresentanti degli utenti. In caso di fallimento delle trattative, si sarebbe quindi ricorso a un decreto del Consiglio di Stato, secondo quanto precisato da Ouest-France.
Il testo delimita in modo preciso queste restrizioni: giorni festivi, periodi di vacanze scolastiche, elezioni, concorsi ed esami nazionali, così come eventi di rilevanza regionale, nazionale o internazionale. Prevede inoltre di prolungare il termine per la comunicazione delle adesioni allo sciopero da 48 a 72 ore e di contrastare i cosiddetti "preavvisi dormienti".
Mentre la destra e il RN difendono un testo sostenendo che mira a garantire la continuità dei servizi pubblici e la libertà di circolazione, la sinistra lo considera, secondo quanto riportato da TF1 Info, una violazione senza precedenti di un diritto costituzionale. La discussione si preannuncia molto accesa in vista dell’esame in Aula previsto per il 22 gennaio.
Diciamocelo chiaramente: il tema è ancora molto lontano dall'essere risolto...
Questa pagina può contenere elementi assistiti da AI, maggiori informazioni qui.















