Si prevedono forti perturbazioni sul periferico parigino ce lundi matin. Circa 110 autobus e 70 camion partecipano a una operazione lumaca tra le 10:00 e le 11:00, secondo un dirigente sindacale citato dall'AFP. I manifestanti si sono radunati tra le 9:00 e le 10:00 vicino alla porta di Vincennes, prima di lanciarsi sul périphérique. Se avevate previsto di prendere la macchina stamattina in Île-de-France, è consigliabile attendersi rallentamenti significativi e predisporre un itinerario alternativo.
La mobilitazione dei trasportatori su strada e degli autotrasportatori si inserisce in un contesto di vertiginoso aumento dei prezzi dei carburanti dall’inizio del conflitto nel Medio Oriente. Da settimane, gli operatori della strada lanciano l’allarme: riempire un serbatoio costa ormai talvolta più della prestazione fatturata al cliente. Di fronte all’emergenza, venerdì il governo ha annunciato un aiuto di circa 50 milioni di euro per il settore dei trasporti, indirizzato alle PMI in grado di dimostrare gravi difficoltà di tesoreria legate alla crisi, ovvero l’equivalente di un sostegno forfaitario di 20 centesimi al litro per le aziende interessate.
Ma questo piccolo aiuto non convince i professionisti. L'OTRE (Organizzazione dei trasportatori su strada europei) ha affermato, in un comunicato pubblicato sabato, che tali annunci non sono « all'altezza », auspicando che i primi fondi sbloccati possano essere « solo una prima tappa ». Il sindacato chiede misure più ambiziose, paragonabili a quelle ottenute durante la crisi ucraina del 2022.
Da parte del governo, il ministro dei Trasporti Philippe Tabarot ha però lasciato una porta aperta a CNews, dichiarando che gli aiuti alle imprese potrebbero essere «forse rinnovabili se la situazione dovesse perdurare, a maggio e giugno», precisando però che la situazione di bilancio attuale del paese non permette di replicare i meccanismi messi in campo all’epoca della guerra in Ucraina.
Il ministro del Lavoro Jean-Pierre Farandou ha, da parte sua, annunciato a franceinfo di essere « pronto a mettere in atto » misure di cassa integrazione parziale per alleggerire le aziende di fronte a una contrazione dell’attività direttamente legata alla crisi, in tutti i comparti.
Sul piano politico, anche la discussione è entrata all’Assemblea Nazionale. Il deputato del Rassemblement National del Loiret Thomas Ménagé ha sostenuto, nel programma « Questioni politiche », una riduzione dell’IVA sui carburanti dal 20% al 5,5%, e una decurtazione dell’IVA sull’energia, ritenendo che si tratti della «soluzione più giusta». Una proposta che il gruppo valuta in circa 1 miliardo di euro al mese, cioè 12 miliardi l’anno.
In attesa di un eventuale accordo tra sindacati e Stato, le mobilitazioni dovrebbero proseguire nei prossimi giorni anche in altre regioni francesi. Per seguire in tempo reale le perturbazioni, è possibile consultare Bison Futé o il sito della prefettura di polizia di Parigi.















