Parigi: 6 piazze che il sindaco Emmanuel Grégoire vuole rendere più verdi e più tranquille

Da My de Sortiraparis · Foto di My de Sortiraparis · Aggiornato il 19 maggio 2026 alle 16:23
Concorde, République, Trocadéro, Italia, Stalingrad, Gambetta: il nuovo sindaco di Parigi, Emmanuel Grégoire, ha promesso di trasformare sei piazze della capitale entro il 2026 e oltre. Vi diciamo tutto.

Sei luoghi, un solo obiettivo: più verdi, più tranquilli e più belli. È la promessa del nuovo sindaco socialista di Parigi, Emmanuel Grégoire, che si è impegnato a trasformare piazza della Concorde (VIII), la piazza d’Italie (XIII), il Trocadéro (XVI), Stalingrado (XIXe), Gambetta (XXe) e la piazza della Repubblica (IIIe, Xe, XIe). Un cantiere ambizioso, nella continuità del lavoro avviato sotto Anne Hidalgo, ma con la volontà dichiarata di evitare certi errori del passato.

Perché Parigi vuole ripensare alle sue grandi piazze?

Da alcuni anni, la Cité della Ville di Parigi moltiplica le trasformazioni urbane per ridurre la presenza delle automobili, rendere più verde lo spazio pubblico e migliorare la qualità della vita degli abitanti. Sotto l’era Hidalgo, una dozzina di piazze è già stata rivista: la foresta urbana dell'Hôtel de Ville, la valorizzazione della fontana Daumesnil, oppure la recente ristrutturazione di place du Colonel Fabien, nel 10ᵉ arrondissement. Opere che hanno a volte suscitato polemiche, soprattutto attorno alla Bastille, la cui nuova viabilità divide ancora gli opinionisti, o a Gambetta, già rinnovata nel 2019 eppure di nuovo inserita nel calendario dei lavori.

Cosa propone Emmanuel Grégoire per ogni seggio

Per ciascuna delle sei piazze scelte si delineano delle direttrici. Le Parisien propone una panoramica su ciò che è in valutazione. Dal lato della Place de la Concorde si discute del ritorno dei fossati, un’idea che riconnetterebbe la piazza al suo stato originario. Il Trocadéro sarebbe invece parzialmente pedonalizzato, per valorizzare maggiormente la vista sulla Torre Eiffel senza la contesa del traffico. Nella Place d’Italie circola l’ipotesi di rimuovere i lastrici in pietra, per un suolo più praticabile. Stalingrad guadagnerebbe respiro aprendosi di più verso il bassin de la Villette, così ritrovando un forte legame con il canale. Infine, Gambetta e République, già ripensate nel 2013, dovrebbero entrambe aumentare la vegetazione, una forte aspettativa degli abitanti da diversi anni.

Quali lezioni trarre dai riadattamenti precedenti?

La domanda è lecita. Parigi accumula esperienza, ma anche feedback contrastanti da parte degli utenti. Emmanuel Grégoire dice di voler apprendere dalle gestioni precedenti per non ripetere gli stessi errori. In concreto, si tratta di un dialogo più ampio con i cittadini e le associazioni di quartiere, e di una particolare attenzione alla fluidità degli spostamenti, pedoni e biciclette inclusi. Perché se il contenuto resta lo stesso (meno auto, più verde), la forma deve evolversi per conquistare una maggiore adesione da parte dei Parigini.

Questi progetti rientrano in una visione d’insieme della Parigi di domani, dove gli spazi pubblici ritrovano una funzione di legame sociale tanto quanto di passaggio. Una bella pagina della storia urbanistica della città resta da scrivere, e seguiremo da vicino questi cantieri.

Allora, voi cosa ne pensate?

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