Da alcuni estati, il bianco di Meudon sta vivendo una vera rinascita di interesse. Sui social come sui media, questa polvere bianca naturale è spesso presentata come una soluzione economica per rinfrescare la casa senza climatizzatore. Dietro questo nome un po’ enigmatico si cela però un prodotto ben noto agli artigiani e agli abitanti della regione parigina: una fine polvere di gesso proveniente dalle vecchie cave di Meudon, nei Hauts-de-Seine. Composto principalmente da carbonato di calcio, il bianco di Meudon era una volta usato per preparare vernici, pulire i metalli o ancora sbiancare le vetrine dei negozi. Oggi conquista per la sua capacità di riflettere i raggi del sole.
Per secoli, le colline di Meudon sono state sfruttate per il loro gesso particolarmente fine e bianco. Le carriere hanno chiuso all'inizio del XX secolo, ma il materiale ha conservato il proprio nome, diventando una vera icona nel mondo dell'artigianato e del restauro.
Questo polvere è costituita principalmente da carbonato di calcio, con una modesta quantità di argilla. Il suo aspetto estremamente fine ne ha permesso l’uso sia nella pittura sia nella doratura, nell’incisione e nelle faccende domestiche. Per molto tempo, quasi ogni famiglia possedeva una confezione di bianco di Meudon per far brillare l’argenteria o per pulire i vetri.
Il principioio si fonda su un fenomeno fisico molto semplice: la riflessione della luce. Mescolato all'acqua e applicato su una finestra, il bianco di Meudon crea una velatura bianca temporanea. Questo sottile strato funziona da schermo, riflettendo una parte significativa delle radiazioni solari prima che penetrino nell’abitazione. Il fenomeno è paragonabile a quello utilizzato in alcune serre agricole, i cui vetri vengono imbiancati durante l’estate per evitare il surriscaldamento delle colture.
Questa tecnica potrebbe permettere di abbassare la temperatura interna di qualche grado nelle stanze più esposte al sole. I risultati variano in base all’orientamento delle finestre, all’isolamento dell’edificio e all’intensità del caldo esterno. Si potrebbe dunque ipotizzare una diminuzione compresa tra 3 e 7 °C in condizioni favorevoli. Successivamente basterà risciacquare con l’acqua per rimuovere questa pellicola dai vetri.
L'uso del bianco di Meudon per proteggersi dal caldo non è così nuovo. Ben prima dell'arrivo dei condizionatori, gli abitanti cercavano già sistemi semplici per limitare gli effetti del sole. Gli agricoltori biancheggiavano le serre, mentre alcuni edifici ricorrevano a intonaci chiari per riflettere più luce. Il suo principale vantaggio resta la semplicità: costa solo qualche euro, non richiede alcuna installazione e si rimuove facilmente una volta terminata l'estate. A un'epoca in cui le ondate di calore si fanno più frequenti, il bianco di Meudon torna sotto i riflettori.
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