E se, dopo aver ammirato quadri, sculture o vestiti di alta moda, si vada presto al museo per scoprire… come nasce il telegiornale delle 20? Parigi potrebbe accogliere entro il 2029 un museo dell’informazione e della stampa, chiamato Musip, dedicato alla storia dei media ma soprattutto ai retroscena della professione giornalistica.
Il progetto ha raggiunto una prima tappa lunedì 28 settembre 2026: il Musip ha aperto le sue porte virtuali per offrire contenuti didattici in attesa dell'apertura di una vera struttura parigina.
L’iniziativa è guidata dal giornalista di France 24, Antoine Mariotti e beneficia in particolare di una partnership con l'UNESCO. L’obiettivo dichiarato è particolarmente attuale: spiegare come nasce una notizia all’epoca dei social network, dell’intelligenza artificiale, delle immagini ritoccate e delle fake news, strumenti che possono seriamente confondere le piste.
A prima vista, il Musip non dovrebbe quindi essere un museo in cui ci si limita ad ammirare vecchi giornali ingialliti sotto vetro. Il progetto si propone immersivo e interattivo. I visitatori potrebbero scoprire le diverse fasi del lavoro giornalistico: la scelta di un soggetto, la ricerca e la verifica delle fonti, la realizzazione di un reportage o ancora la preparazione della sua diffusione. Studi radiofonici e televisivi nonché un laboratorio destinato alla stampa scritta sono tra le proposte per permettere al pubblico, per qualche istante, di immedesimarsi nella pelle di un giornalista.
Un approccio che risponde a una delle grandi sfide del progetto: piuttosto che dire al lettore cosa pensare dell'attualità, i suoi fondatori affermano di voler fornire gli strumenti necessari per capire come l'informazione viene prodotta e verificata.
Il progetto è sostenuto anche da professionisti dei media. Il suo consiglio scientifico è presieduto dalla giornalista e grande inviata Annick Cojean, e potrebbe già contare sul sostegno e sull'impegno di diversi attori del mondo dell'informazione e della difesa della stampa.
Per ora resta il grande punto interrogativo sul modellino: l’indirizzo del futuro museo non è ancora stato definito. Sarebbero in corso trattative per individuare una sede parigina adatta. Secondo le informazioni diffuse al lancio del progetto, la sede ideale disporrebbe di una superficie dell’ordine di 4.000–5.000 m².
La questione finanziaria resta altrettanto fondamentale. I portatori del progetto indicano un budget d’investissement d’environ 20 millions d’euros e mirano a coinvolgere sia finanziamenti privati sia fondi pubblici. Sarebbero già stati raccolti diverse centinaia di migliaia di euro per avviare l’iniziativa. L’obiettivo di un’apertura parigina nel 2029 va dunque inteso come horizon annunciato, e non come una data di inaugurazione già scolpita nella pietra.
Lo sapevate ? Parigi aveva già sognato un museo dedicato alla stampa. Nel 2000, una grande mostra organizzata al Palazzo Brongniart, allora noto soprattutto come l'antica Borsa di Parigi, doveva preludere a una vera e propria « Città della stampa ». L’idea era già quella di creare uno spazio vivo che permettesse al pubblico di capire il funzionamento dei media, con una parte museale ma anche attività pedagogiche.
Il progetto prevedeva addirittura di riunire in un unico luogo i diversi protagonisti del giornalismo. Ma mancava soprattutto qualcosa di importante per costruire un museo: un edificio definitivo. Più di un quarto di secolo dopo, il Musip torna dunque a rimettere sul tavolo l’idea che aveva già fatto riflettere il mondo della stampa parigina.
Fate anche attenzione a non confondere i due progetti parigini. A prescindere dal Musip, la Casa del disegno di stampa dovrebbe aprire al pubblico a Parigi entro settembre 2027. Situata in una vecchia scuola ristrutturata su circa 1.500 mq, sarà dedicata specificamente alla storia e alla creazione del disegno di stampa, dalla Rivoluzione francese ai giorni nostri.
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Il Musip, per sua parte, intende abbracciare molto più ampiamente la stampa scritta, la radio, la televisione, il digitale e i meccanismi di fabbricazione dell’informazione. Se il progetto dovesse andare in porto come previsto, Parigi potrebbe dunque disporre entro pochi anni di due luoghi complementari dedicati a questo curioso oggetto che ci accompagna dalla colazione all’ultimo sguardo sul nostro telefono: l’attualità.
E in una città che ha visto nascere e prosperare tanti giornali, caricaturisti, agenzie di stampa e grandi redazioni, l'informazione avrebbe finalmente trovato posto nel museo in modo piuttosto logico.
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