Matrimoni e rituali, la programmazione originale della Nuit Blanche 2026 alla Maison Popolare di Montreuil

Da Cécile de Sortiraparis, Laurent de Sortiraparis · Foto di Rizhlaine de Sortiraparis · Aggiornato il 19 maggio 2026 alle 12:31
La Maison Populaire di Montreuil partecipa alla 25a edizione di Nuit Blanche e propone una serata festosa e insolita, da vivere sabato 6 giugno 2026. Non perdete queste animazioni gratuite e insolite da vivere nel 93!

Gli habitué lo sanno, la Nuit Blanche è forse la serata più folle di Parigi e di Île-de-France. E per chi ancora non conosce l’evento, come descriverlo... ? È una notte in cui si può assistere a un concerto di talpe giganti. E una danza sufi al Petit Palais. E una schiuma multicolore che esce dal Centre Pompidou. O ancora sfilate di moda, spettacoli sonoro-luministici, karaoke giganti, incontri di wrestling, concerti di xilofono...

Come avrete capito, la Nuit Blanche è una grande celebrazione dell'artecontemporanea che trasforma Parigi e i suoi dintorni in un museo a cielo aperto. Durante questa serata eccezionale, tutto può accadere! In ogni caso, gli artisti partecipanti sono determinati a sorprenderci a ogni nuova edizione...

Quali follie ci attendono dunque nel 2026? La Nuit Blanche torna il sabato 6 giugno, per una 25ª edizione. E se siete in cerca della vostra prossima sorpresa, potete già aggiungere la Maison Popolare di Montreuil al vostro itinerario serale.

Il popolare centro d'arte e cultura del 93° distretto ha preparato alcuni eventi sorprendenti ed emozionanti, che dovrebbero senza dubbio interessare molti amanti dell'arte contemporanea.

Il programma della Nuit Blanche alla Maison populaire de Montreuil:

  • Notte Bianca 2026 alla Maison Populaire
    sabato 6 giugno 2026 dalle 21:00 alle 01:00

    JE EST UNE AUTRE — una rilettura della celebre massima di Arthur Rimbaud: « Je est un autre ». L’artista Béatrice Duport decide di rendere femminile questa espressione per ricordarci che il soggetto universale è stato a lungo maschile (etero, cis e bianco) e che è nelle nostre mani riappropriarci di questi spazi creativi di sé.
    Questa affermazione è destabilizzante: indica che l’unità del soggetto — su cui si regge la nostra società occidentale poiché permette l’orditura delle identità — non esiste. È anche un invito a considerare il «io» come una fiction in continua costruzione, costantemente in divenire. Il «io» decentrato ci arriva dall’altro, che ci tocca e ci contamina.
    Abbiamo quindi invitato l’Altro per riconoscerci in esso: Vava Dudu, Cuco Cuca, H·Alix, Hamza Maysarah, Mariam Chfiri e Annie Sprinkle & Beth Stephens hanno risposto positivamente alle nostre convocazioni…
    Per la Notte bianca 2026 della Maison Populaire, Annie Sprinkle e Beth Stephens sono anch’esse invitate dai curatori in residenza a proporre una conferenza per esplorare i legami tra amore, sessualità, ecologia e impegno sociale. Attraverso rituali collettivi, tra cui una serie di matrimoni simbolici, le artiste ci invitano a celebrare i nostri legami con gli esseri umani, gli esseri non umani, gli elementi o il pianeta.
    Annie Sprinkle e Beth Stephens PORTRAIT DI BETH STEPHENS ; Credits : © Beth Stephens Ritratto di Annie Sprinkle ; Credits : © Annie Sprinkle
    Dopo aver messo la sua esperienza di lavoratrice del sesso e attrice al servizio dell’arte con performance radicali negli anni Ottanta-Novanta, l’artista, performer e militante Annie Sprinkle sviluppa con la sua partner Beth Stephens - artista e profesora all’Università di Santa Cruz - una teoria ecofemminista che esse definiscono ecosexualità. Nel 2008 pubblicano insieme il « Ecosex Manifesto ».

    Apparsa agli inizi degli anni 2000, l’ecosexualità è contemporaneamente una pratica ecologica e erotica, che adotta una postura critica nei confronti dell’antropocentrismo — quella visione del mondo che mette l’uomo al centro di tutto. Decostruisce le norme di genere, di sessualità e di natura, mobilitando piacere, umorismo e gioia come strumenti politici. In questa impostazione, la Terra non è più una « madre » — figura tradizionalmente associata al patriarcato — ma un/una amante.
    Una proiezione del loro film Water Makes Us Wet—An Ecosexual Adventure permetterà di approfondire il loro approccio all’amore rivolto al pianeta! Ritratto di Vava DUDU ; Credits : © Palais de Tokyo
    Questo evento propone di esplorare il lavoro di Vava Dudu attraverso la tematica dell’amore, intesa come campo di sperimentazione artistica e sociale.
    Figura singolare della scena contemporanea, Vava Dudu sviluppa una pratica pluridisciplinare che interroga le norme legate al corpo, all’identità e alle relazioni affettive. Il suo approccio all’amore si inscrive in una riflessione più ampia sulle forme di marginalità, espressione individuale e costruzione delle soggettività.
    Una selezione di opere tessili di Vava Dudu sarà appesa nei giardini della casa popolare, e chiunque vorrà portare sui propri vestiti i suoi messaggi e disegni potrà essere dipinto in diretta durante una performance dell’artista. L’evento mette in luce la maniera in cui l’artista affronta le nozioni di attaccamento, trasformazione e rappresentazione di sé.
    Hamza Maysarah
    Hamza Maysarah è un/una artista multidisciplinare e umorista queer franco-palestinese con base a Parigi. Unisce immagine, performance, umorismo e attivismo per difendere le cause LGBTQ+ e palestinese tra le altre.
    Nato/a in una famiglia di esiliati ad Amman, in Giordania, esplora i temi dell’identità, dell’esilio e della resistenza.
    Mariam CHFIRI
    Mariam CHFIRI è direttrice esecutiva della Piattaforma delle ONG francesi per la Palestina (PFP), creata nel 1993 a seguito degli accordi di Oslo e destinata a portare alla creazione di uno Stato di Palestina accanto allo Stato di Israele.

    La missione della PFP resta invariata: sostenere lo sviluppo della società civile per agevolare l’istituzione di uno Stato democratico in Palestina.
    Ma la colonizzazione continua accompagnata dall’annessione di fatto o di diritto del territorio palestinese occupato da Israele fa sì che non si tratti più solo di accompagnare la costruzione dello Stato di Palestina ma di lavorare al ripristino delle condizioni di tale costruzione.
    Hot Bodies Choir & Club Hot Bodies x Gérald Kurdian ; Credits : ©Hot Bodies
    Hot Bodies è il nome d’arte di Gérald Arev Kurdian - musicista, performer, DJ poliedrico e Mother of Ceremony dei progetti Hot Bodies Club e Hot Bodies Choirs. Radicato nell’esperienza collettiva, Hot Bodies concepisce la musica pop come comunione sensoriale, uno spazio dove emozioni, desideri e trance scorrono liberamente. Le esperienze dei cori riuniscono un gruppo di partecipanti volontari attorno a una pratica di scrittura e canto corale. Qui si scambiano esperienze, idee e pratiche a partire da letture e visioni collettive di documenti provenienti da attivismi queer, femministi, pro-sexe e decoloniali, verso la scrittura di testi rivoluzionari. Questi documenti unici, polifonici e indocili, costituiscono la base di una partitura corale messa in musica elettronica da Gérald Kurdian, arrangiata insieme e interpretata in pubblico da tutti i partecipanti. Navigando tra rituali club collettivi e songwriting minimale, Hot Bodies Club abbraccia la pop nella sua accezione più ampia — popolare, permeabile e trasformativa. Il suo universo attinge tanto alle texture sintetiche quanto all’intimità melodica, modellando canzoni fragili ed euforiche, intime e coinvolgenti.
    Il suo ultimo EP, Digital Fairy / Folk Songs, prodotto da Don Turi (Jeanne Added, Chien Noir) oscilla tra cold wave in chiaro-oscuro e melodie pop luminose - un racconto contemporaneo per i club kid e gli outsider. Sul palco, Hot Bodies propone una performance incarnata, magnetica e sexy, in continua metamorfosi. I suoi concerti sfumano i confini tra live e dancefloor, invitando il pubblico in un universo pop mutante dove la vulnerabilità diventa forza e l’emozione collettiva, il motore principale.
    Vava Dudu è nata nel 1970 a Parigi, dove vive e lavora. Dal 2012 al 2018 Vava Dudu ha vissuto a Berlino. Nel 1985 abbandona la scuola a 15 anni e si iscrive alla classe preparatoria delle Belle Arti dell’Académie Grandes Terres, poi alla scuola di moda Fleuri Delaporte. Praticando da allora sia la creazione tessile, sia il disegno, la poesia e la musica, realizza abiti e opere testimonianza della sua multicurricularità. Stilista indipendente da correnti, ha lavorato come costumista per Jean-Paul Gaultier e ha collaborato con Björk, Lady Gaga, Marilyn Manson, Neneh Cherry, Kate Moss o John Galliano. Nel 2001, Vava Dudu e Fabrice Lorrain vincono il premio dell’Association Nationale pour le Développement des Arts de la Mode (ANDAM). Organizzano una sfilata nei backrooms del club gay Les Docs, Rue Saint-Maur. Il suo lavoro è stato presentato in esposizioni e performance, tra cui Confort Moderne (Poitiers, Francia), Palais de Tokyo (Parigi, Francia), Musée d’Art Moderne de Paris (Francia), Lafayette Anticipations (Parigi, Francia) o Komplot (Bruxelles, Belgio). Vava Dudu rivendica la sua posizione di outsider dell’arte contemporanea affermando « preferisco gli estremi al milieu ». Il suo lavoro di stilista e artista convive con l’attività di cantante nel gruppo La Chatte, fondato nel 2003 con Stéphane Argillet e Nicolas Jorio, con cui esce cinque album. Il suo universo artistico, che mescola testi e disegni con gioia, si declina su diversi supporti. Ritratto di Cuco Cuca ; Credits : © Zbigniew Kotkiewicz
    Cuco Cuca
    Cuco Cuca è un hacker-sognatore transgender nato nel 2011. Tra manifestazioni, feste clandestine e interventi notturni, trasforma la città in terreno di esperimento politico e artistico. Il suo lavoro mescola proiezioni piratesche, voci modificate, dispositivi illuminanti e détour musicali per interrogare la sorveglianza, le norme sociali e le identità fisse. Per lui/lei il queer non è solo un’estetica ma un modo di mettere fuori fuoco i codici, rendere i corpi e le narrazioni instabili, liberi e impalpabili. La notte occupa un posto centrale nella sua pratica: spazio di fuga, incontro e resistenza. Nei cortei come nei club, Cuco Cuca cerca il momento di bug collettivo, quell’istante in cui i sistemi di controllo vacillano e nuove forme di comunità emergono. Ritratto di H.Alix Sanyas ; Credits : ©Makoto C. Friedmann
    H. ALix Sanyas
    H·Alix Sanyas è un/una artista, regista, grafico e formatore in design grafico. La sua pratica è centrata sulla realizzazione di strumenti di resistenza e segnali di richiamo per le comunità transfemministe. H·Alix è stato/un/a membro attivo/a — come attivista e grafista — di numerosi gruppi. H·Alix collabora anche con numerosi/e collaboratori/trici femministi nel campo del design grafico. Ha co-fondato nel 2018 la collettiva di tipografie post-binarie Bye Bye Binary, che sostiene e sviluppa il disegno di caratteri post-binarie, iscrivendosi nel movimento libero nonché nell’organizzazione di mostre, conferenze e pubblicazioni.
    PROGRAMMA :
    21:00 : How to become ECOSEXUAL ? Corso in videoconferenza con Beth Stephens & Annie Sprinkle
    21:45 : Proiezione di Water Makes Us Wet—An Ecosexual Adventure, di Beth Stephens & Annie Sprinkle
    21:45 : Esposizione e performance di Vava DUDU
    22:30: Discussione sulla programmazione curatorial con Mariam Chfiri + Hamza Maysarah
    23:00 : Coro di Hot Bodies
    23:30 : Lettura-Performance di H·Alix Sanyas : JEAN REVIENT PAS
    00:00 : Hot Bodies Club
    00:30 : Cuco Cuca - interruzione del DJ set con la complicità di Hot Bodies
    Evento in collaborazione con i nostri amici/e della MABA di Nogent-sur-Marne per celebrare, nell’Amicizia, il loro 20° anniversario e i 60 anni della Maison Populaire.



Le programme est mis à jour en fonction des annonces officielles.

Buona Nuit Blanche!

Informazioni pratiche

Date e orari di apertura
Il 6 giugno 2026

× Orari di apertura approssimativi: per confermare gli orari di apertura, si prega di contattare la struttura.

    Posizione

    9 Rue Dombasle
    93100 Montreuil

    Pianificazione del percorso

    Tariffe
    Gratuito

    Sito ufficiale
    www.paris.fr

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