Grave, esordio cinematografico di Julia Ducournau, arriva su HBO Max il 15 maggio 2026. Uscito nelle sale in Francia il 15 marzo 2017, questo horror franco-belga ha segnato la Semaine de la Critique a Cannes, tracciando poi la traiettoria peculiare della regista, alcuni anni prima di Titane.
Grave
Film | 2017
Disponibile su HBO Max il 15 maggio 2026
Drammatico, horror | Durata: 1h38
Regia: Julia Ducournau | Sceneggiatura: Julia Ducournau | Con Garance Marillier, Ella Rumpf, Rabah Naït Oufella
Nazionalità: Francia, Belgio
Divieto ai minori di 16 anni
In Grave, Justine, una quindicenne brillante cresciuta in una famiglia vegetariana e veterinaria, entra in una scuola veterinaria dove studia già sua sorella maggiore. Durante un rito di iniziazione è costretta a mangiare carne cruda per la prima volta. Questa trasgressione provoca una metamorfosi fisica e interiore che trascina la narrazione nell’horror corporeo.
Presentato alla Settimana della Critica nel 2016, il film ha ricevuto il premio FIPRESCI e ha poi conquistato diverse distinzioni, tra cui il Grand Prix del Festival di Gérardmer nel 2017 e il Premio Louis-Delluc per il primo film. La sua reputazione si è costruita anche attorno a proiezioni notevoli nei festival, in particolare a Toronto, dove alcune proiezioni hanno suscitato malori tra il pubblico.
La recensione della redazione, pubblicata in occasione dell’uscita del film:
Grave non è ancora nelle sale francesi eppure la sua fama la precede. Quest'opera di Julia Ducournau già provoca brividi di terrore, anche prima della visione, a causa del malessere vagale di due spettatori durante la proiezione a Toronto. Ci si chiede allora: il film sarà davvero così “grave”?
C'era una volta Justine, una giovane dotata che, a prima vista, appare dolce quanto ingenua. L’intera sua famiglia è vegetariana e veterinaria, e per questo è naturale che segua lo stesso percorso. Prossima a entrare nella facoltà di veterinaria, la sua vita prenderà una svolta decisiva: da vegetariana passerà a cannibale.
Allora sì, detto così e con la fama che precede il film, ci si aspetta un vero bagno di sangue. In realtà il film è meno cruento di quanto si possa pensare. Eppure risulta decisamente inquietante.
In Grave, siamo spesso nel territorio dell'allusione. Immagini simboliche ci accompagnano con dolcezza verso la discesa agli inferi di Justine. I fari di un'auto che si spengono, un peluche a forma di agnello appeso... piccoli indizi si insinuano, come avvertimenti che solo noi riusciamo a cogliere.
La storia è permeata dall'ironia. All’arrivo all’università di veterinaria, Justine è smarrita, lo sguardo sbalordito e la paurale, e sembra intimorita mentre affronta la prova di iniziazione. I novizi appaiono come bestiame, ubbidienti agli studenti più anziani, seguono il movimento. Mentre la giovane cerca di rimanere fedele ai propri principi, le viene chiesto di non ribellarsi e di fare ciò che le viene imposto, anche quando significa mangiare carne. Ed è lì che, all’improvviso, le cose sfuggono di mano. I ruoli si invertono.
Per il ruolo di Justine, Julia Ducournau ha scelto Garance Marillier, già protagonista del suo cortometraggio Junior. Si celebra questa scelta: una giovane attrice capace di rendere Justine in modo impeccabile. All’inizio del film, vedendo questa studentessa così innocente, è difficile immaginare che possa trasformarsi in una persona così fredda e inquietante. Eppure, quando l’agnello diventa un lupo infiltrato tra le pecore, la sua interpretazione ci mette a disagio. Uno sguardo da animale, labbra tese e un’andatura ferina non lasciano alcun dubbio: Justine è diventata un predatore.
Un altro punto di forza di questo film è la musica. A volte offre un vero contrasto con la scena, ma il momento dello scatto decisivo di Justine, quello in cui la ragazza crolla davvero nell'oscurità, è segnato da un brano angosciante dalle venature gotiche. Realizzata dal compositore inglese Jim Williams, questa bande originale ci trascina dentro l'opera e arriva perfino a dare il tono dell'emozione che dovremmo provare, più pungente delle immagini.
Il film mescola umorismo nero e orrore. Scene di tutti i giorni in cui ci si riconosce vengono brutalmente interrotte da una svolta inaspettata. Oltre al cannibalismo, Grave affronta diverse tematiche quali l'iniziazione e l'umiliazione che essa può causare, l'omosessualità, nonché le molestie in generale. Nonostante tutto, è abbastanza difficile cogliere un eventuale messaggio dietro l'opera. Si rimpiange inoltre una finale che si potrebbe prevedere già a metà film.
Grave resta tuttavia un'opera abbastanza unica, che viene classificata, per difetto, nel genere horror.
Il trailer di Grave:
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