Sui sentieri neri è disponibile su Netflix dal 9 giugno 2026. Realizzato da Denis Imbert, questo dramma intimo portato in scena da Jean Dujardin adatta il memoir di Sylvain Tesson, che ha attraversato la Francia a piedi dopo un grave incidente.
Sulle Strade NereFilm | 2023
Disponibile su Netflix dal 9 giugno 2026
Drammatico | Durata: 1h35
Di Denis Imbert | Sceneggiatura: Denis Imbert e Diastème
Con Jean Dujardin, Joséphine Japy, Izïa Higelin, Anny Duperey e Dylan Robert
Tratto dal libro di Sylvain Tesson
Nazionalità : Francia
Dopo un grave incidente, Pierre, scrittore e avventuriero, decide di attraversare la Francia a piedi lungo la diagonale del vuoto. Lungo sentieri esqueciti? No: "sentieri dimenticati", parte per andare a ritrovare se stesso, ma anche una Francia rurale, lontana dalle grandi direttrici e dagli itinerari più battuti.
Il film segue in linea generale il percorso di guarigione raccontato da Sylvain Tesson: una caduta, un corpo da ricostruire, poi la decisione di avanzare passo dopo passo attraverso il paese. Sui sentieri neri mette così in scena una traversata fisica e interiore, dove la camminata diventa un modo per riprendere possesso del proprio corpo e del proprio racconto.
Il trailer racconta un viaggio interiore sorretto dai paesaggi francesi, dalla lentezza e dalla parola. Ne mette in evidenza i temi legati all’opera di Sylvain Tesson: la solitudine, la ricostruzione e il rapporto con il territorio.
Diretto da Denis Imbert, Sui sentieri neri affida al paesaggio un ruolo centrale nella narrazione. Montagne, villaggi, strade sterrate e tracciati dimenticati accompagnano l’avanzare di Pierre, in un film in cui la natura non è semplicemente uno sfondo, ma il terreno della sua ricostruzione.
Jean Dujardin, vincitore di un Oscar per The Artist, si allontana qui dalla commedia per interpretare un personaggio segnato dalla caduta, dal silenzio e dallo sforzo. Condivide il cast con Joséphine Japy, Izïa Higelin, Anny Duperey e Dylan Robert.
Sur les Chemins noirs potrebbe interessare agli abbonati Netflix sensibili al cinéma d’auteur, ai racconti di ricostruzione e ai viaggi interiori. Il film è meno rivolto agli spettatori che cercano una narrazione d'avventura ritmata dall'azione o a una trama fortemente dialogata.
La nostra opinione sul film Sulle strade nere
ci si potrebbe attendere un film opportunista e drammatico sul racconto di un uomo che affronta una lunga marcia di resilienza dopo un grave incidente. Invece, Sulle strade nere è precisamente l’opposto. Innanzitutto si apprezza che la ricostruzione dell’incidente (troppo presente nel trailer) venga omessa, lasciando solo frammenti. Nel corso della storia non sapremo mai con esattezza cosa sia successo a questo presunto Sylvain Tesson per averlo reso così sfigurato. il dramma emerge a piccoli accenni, prima di avere la vista d’insieme.
Denis Imbert evita così una narrazione convenzionale e un po’ noiosa, presentando fin dall’inizio il personaggio come un uomo spesso antipatico, ma rimesso in piedi da quel trauma. E tutto è reso da una performance dal registro raffinato di Jean Dujardin. Ma non mentiremo: ciò che interesserà maggiormente lo spettatore in questo lungometraggio è la splendidezza dei paesaggi naturali ripresi. Questo viaggio lungo le piccole strade della Francia è visivamente sontuoso, e conferisce al film un aspetto da cartolina tutt’altro che spiacevole.
Naturalmente, ciò non basterà a convincere i cinefili più accaniti, ecco perché la sceneggiatura si arricchisce del racconto scritto dal personaggio nel corso del suo viaggio. Il risultato è Sulle strade nere un film altamente letterario, attraversato dalla voce fuori campo del protagonista, testimone di quanto annotato in quei taccuini. Non abbiamo letto il libro di Sylvain Tesson, ma non ci stupiremmo affatto se questa voce interiore fosse direttamente tratta dalle sue pagine.
Nel cammino di questa traversata terapeutica, il personaggio incontra una galleria di figure, ma è da solo che l’avventura diventa per lui la più esaltante. Si tratta di perdersi sui sentieri per ritrovarsi, un bel viaggio di resilienza che impone rispetto quando si sa che è stato davvero realizzato da Sylvain Tesson. Ecco un film che conquisterà gli amanti di una bella lingua e dei angoli inesplorati del Paese.
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