The Apprentice su France 2: Sebastian Stan nei panni di Donald Trump, la nostra recensione

Da Julie de Sortiraparis, Manon de Sortiraparis · Aggiornato il 30 ottobre 2026 alle 11:45
The Apprentice va in onda su France 2 il 3 novembre 2026 alle 21:10. Ali Abbasi racconta i primi anni di Donald Trump e il suo rapporto con Roy Cohn, interpretati da Sebastian Stan e Jeremy Strong. Leggete la nostra recensione.

The Apprentice arriva su France 2 con una storia incentrata sulla giovinezza di Donald Trump e sul suo rapporto con l’avvocato Roy Cohn. Ali Abbasi affida i due ruoli a Sebastian Stan e Jeremy Strong, con Maria Bakalova nei panni di Ivana Trump. Il film è stato presentato in concorso al Festival di Cannes 2024.

Ci si aspettava molto da questo biopic sui primi anni di Donald Trump, una critica pungente e senza giri di parole alla vita di questo giovane imprenditore newyorkese, molti anni prima che diventasse uno showman e il presidente della più grande potenza mondiale. Ci avevamo creduto, e invece…

Se The Apprentice di Ali Abbasi, presentato in concorso ufficiale al Festival di Cannes 2024, si concede un ritratto poco lusinghiero dell’uomo dalla chioma dorata e dalla pelle abbronzata, siamo ben lontani dalla gogna pubblica che ci si aspettava per questa personalità privata e pubblica, quando il film è stato presentato a Cannes nel 2024.

Va comunque sottolineata l’interpretazione misurata di Sebastian Stan. La regia documentaristica e la grana anni ’80 delle immagini, invece, ci immergono in quell’epoca patinata.

L’idea di Ali Abbasi non era quella di farne una caricatura come al Saturday Night Live, dove Trump viene regolarmente ridicolizzato, in particolare da Alec Baldwin, ma di capire l’origine di questa personalità eccessiva. E, in misura minore, ci riesce piuttosto bene. Scopriamo, per esempio, il giovane Donald rimproverato a tavola dal padre, che non nasconde la propria delusione per le scelte professionali dei figli; oppure costretto a riscuotere gli affitti degli alloggi popolari per l’impero immobiliare del padre.

Il film inizia nel 1973. All’epoca, il padre di Trump è perseguito dal Dipartimento di Giustizia per aver discriminato le persone di colore nei suoi alloggi popolari. Donald Trump ha allora 27 anni e sogna in grande, in una New York che non è ancora quella che conosciamo oggi. Ha in programma di riqualificare il Commodore Hotel, a New York.

Ancora inesperto, incontra un uomo che gli cambierà la vita, l’avvocato Roy Cohn, e il film si sofferma a sviscerare questa relazione di potere, prima da un lato e poi dall’altro. Il suo mentore gli insegnerà i trucchi del mestiere, e la prova attoriale di Jeremy Strong riesce a lasciar intravedere un barlume di umanità negli occhi di quest’uomo, eppure diabolico: la scena finale del suo compleanno è particolarmente dura. In realtà, Ali Abbasi gira il suo biopic come un mob movie, un film di gangster in cui prevalgono i valori di lealtà, potere e tradimento, e dove gli intrighi e le manovre losche si susseguono.

Raffigurato nel film come narcisista e aggressivo nei confronti delle donne, in particolare della prima moglie Ivana, Donald Trump riceve un ritratto ricco di contrasti, ma troppo esitante, che avrebbe guadagnato da un approccio più diretto al soggetto.

Recensione di Manon

 

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Informazioni pratiche

Date e orari di apertura
Il 3 novembre 2026

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