avec Dossier 137, Dominik Moll propone un nuovo thriller poliziesco scritto a quattro mani con Gilles Marchand, continuando sui temi affrontati in La Nuit du 12. Il film è in competizione ufficiale al Festival di Cannes 2025 e sarà nelle sale francesi a partire dal 19 novembre 2025. Con Léa Drucker nel ruolo protagonista, affiancata da Guslagie Malanda e Mathilde Roehrich, questa volta il regista si può avventurare in un territorio poco esplorato nel cinema: quello dell’IGPN, ovvero la polizia delle forze di polizia.
Il fascicolo 137 sembra all’inizio una delle tante indagini di Stéphanie, investigatrice esperta incaricata di analizzare un intervento della polizia durante una manifestazione tesa. Un giovane è stato gravemente ferito da un colpo di LBD, e le responsabilità devono essere chiarite. Ma mano a mano che avanza l’indagine, quel semplice numero di protocollo si trasforma in una questione personale, mettendo in crisi le certezze professionali e morali della detective.
La narrazione si colloca in un contesto sociale e politico ben definito, ispirato a fatti realmente avvenuti durante le proteste dei Gilet Gialli. Dominik Moll si basa su un’immersione approfondita all’interno della delegazione parigina dell’IGPN, resa possibile grazie alla collaborazione delle autorità. Questo approccio di stampo documentaristico conferisce al film una precisione procedurale, con attenzione alle tecniche d’indagine, al linguaggio giudiziario e all’importanza delle contraddizioni prevailing.
Dicembre 2018. Il movimento dei Gilet Gialli infuria in tutta la Francia. A Parigi, i manifestanti si radunano ogni sabato sugli Champs-Élysées per sfilare, instancabili, indossando le loro gile fluorescenti. Un periodo di proteste dure e intense che fa riemergere – o piuttosto riaffiorare – il demone delle violazioni della polizia, che si imprimono, sotto gli occhi di tutti, nella storia delle lotte in Francia (pensiamo ovviamente al lavoro del giornalista e documentarista David Dufresne, che ha raccolto ogni singola di queste violenze), tracciando uno schema ineluttabile a cui nessuna manifestazione, nemmeno la più pacifica, sembrerebbe più sfuggire.
In un contesto tanto particolare, il nuovo film di Dominik Moll, Dossier 137, è stato presentato in competizione ufficiale al Festival di Cannes 2025. Come il suo precedente grande successo (La Nuit du 12), questa nuova opera del regista francese si configura come una inchiesta poliziesca, ambientata nel cuore stesso della polizia delle polizie, l’IGPN, conosciuta dai più come le "bue-rossa".
Léa Drucker interpreta Stéphanie, un’investigatrice dell’IGPN incaricata di indagare sui colleghi della BRI. Quattro di loro sono accusati di aver sparato con un LBD 40 a un manifestante pacifista, lasciandolo in condizioni critiche. Ovviamente altamente politica, Dossier 137 avrebbe potuto rivelarsi complesso se fosse propenduto troppo da un lato (ACAB) o dall’altro (pro-polizia). Eppure, si tratta di un’opera equilibrata e orientata alla ricerca di calma, presentata ai festival, con Dominik Moll che si rifiuta di schierarsi troppo in modo manicheo.
il regista francese riesce a trovare lo sguardo giusto e la giusta distanza per parlare dei fatti, basandosi su una demonstrazione inesorabile – nell’epoca della – e su una Léa Drucker in grandissima forma che interpreta questa investigatrice con riserbo, ma pronta a tutto (anche a superare certi limiti) per fare luce sulla verità, l’unico modo per conciliare la propria morale con una professione così criticata.
Ma il film non si nasconde dietro a un dito e mette in luce chiaramente come la “polizia se la scapa sempre”, smascherando così le scuse poor e le spiegazioni patetiche degli agenti coinvolti (la sala ha riso… per sdegno), protetti da un sistema instaurato da decisionisti bianchi, dove regna il silenzio complice. Difficile uscirne senza sentirsi amareggiati.
Il film si distingue anche per alcune decisioni registiche particolarmente significative. Le clip di smartphone, onnipresenti nelle indagini odierne, sono state in gran parte ricostruite e sceneggiavate per evidenziare il loro ruolo fondamentale nella ricostruzione dei fatti. Le riprese a Saint-Dizier, città operaia segnata dalla deindustrializzazione e dalle mobilitazioni sociali, ancorano la narrazione in una Francia periferica raramente rappresentata sul grande schermo.
Dominik Moll ha inoltre deciso di focalizzare la narrazione su una figura femminile, sovvertendo i consueti rapporti di potere. Léa Drucker si è preparata incontrando diverse investigatrici dell’IGPN, per ritrarre con grande fedeltà la realtà di una professione spesso intrapresa senza una vera passione iniziale.
Dossier 137
Film | 2025
Uscita al cinema: 19 novembre 2025
Disponibile in VOD all’acquisto dal 19 marzo 2026 e in affitto dal 25 marzo 2026
Giallo | Durata: 1h55
Di Dominik Moll | Con Léa Drucker, Guslagie Malanda, Mathilde Roehrich
Nazionalità: Francia
Con Dossier 137, Dominik Moll prosegue la sua riflessione su un cinema d’indagine radicato nel reale, attento ai meccanismi delle istituzioni e alle fragilità umane. Inserito nella selezione dei film in corsa per la Palma d’Oro, questo lungometraggio si inserisce in una tradizione di thriller francesi contemporanei dal forte impatto sociale.
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