Cime tempestose, adattamento del romanzo Les Hauts de Hurlevent di Emily Brontë firmato Emerald Fennell, arriva in acquisto digitale il 11 giugno 2026, seguito da VOD il 17 giugno 2026. Uscito al cinema in Francia il 11 febbraio 2026, questo dramma romantico interpretato da Margot Robbie, Jacob Elordi e Hong Chau propone una rilettura gotica, pop e sensoriale del classico di Emily Brontë.
Cime tempestose
Film | 2026
Disponibile in acquisto digitale il 11 giugno 2026
Disponibile in VOD il 17 giugno 2026
Uscita al cinema il 11 febbraio 2026
Dramma romantico | Durata : 2h16
Di Emerald Fennell | Con Margot Robbie, Jacob Elordi, Hong Chau
Titolo originale : Wuthering Heights
Nazionalità : Regno Unito / Stati Uniti
Classificazione : Per tutti
Diretto e scritto da Emerald Fennell, Cime tempestose riprende la relazione tormentata tra Cathy Earnshaw e Heathcliff. Il loro legame si trasforma in una sequenza di tensioni emotive, plasmate da ostacoli familiari e sociali. L’evoluzione della loro storia mette in luce gli effetti di questa passione sul contesto circostante.
La trama esplora sentimenti distruttivi che legano i due protagonisti. Il loro legame alimenta una spirale di rotture, ricongiungimenti, vendette e gli effetti duraturi che si protraggono per intere generazioni.
Questa nuova disponibilità permette di scoprire o rivedere il film comodamente a casa, dopo l’uscita nelle sale. Warner Bros. Home Entertainment annuncia inoltre diversi contenuti bonus nelle edizioni fisiche: L’eredità dell’amore e della follia, I figli del desiderio, La costruzione di un sogno febbrile e i commenti della regista Emerald Fennell.
Warner Bros. Pictures presenta il film come un'interpretazione audace del romanzo di Emily Brontë. Il progetto è prodotto da Emerald Fennell, Josey McNamara e Margot Robbie. Tom Ackerley e Sara Desmond ne curano la produzione esecutiva. Le riprese si appoggiano a un gruppo di collaboratori della regista, tra cui Linus Sandgren per la fotografia, Suzie Davies per la direzione artistica, Victoria Boydell per il montage e Jacqueline Durran per i costumi. La colonna sonora originale include brani composti da Charli XCX.
Questa versione mette in risalto paesaggi naturali, un'atmosfera drammatica e un approccio contemporaneo alla narrazione. I temi riguardano amori impossibili, violenza emotiva, desiderio, dipendenza affettiva e la difficoltà dei personaggi a sfuggire al loro destino.
La nostra opinione su "Hurlevent" :
Con Hurlevent, Emerald Fennell affronta frontalmente uno dei monumenti più accesi della letteratura inglese, non proponendo una traduzione reverente, ma offrendo un’esperienza prima di tutto sensoriale, carnale e viscerale. Fin dalle prime immagini, il film dà la pagina: la brughiera diventa terreno di pulsioni, i corpi si abbandonano alla degradazione e la regia cerca di suscitare sentimenti più che di raccontare. La festa dei condannati che apre la storia funge da manifesto estetico: qui l’eccesso non è una deviazione, è una linea di condotta.
Questo approccio, profondamente divisivo, permea tutto il film. Fennell privilegia l’intensità emotiva e la superficie delle sensazioni a scapito della rigore narrativo o della complessità sociale del romanzo di Emily Brontë. La passione tra Cathy e Heathcliff è filmata come un’ossessione tossica, alimentata da ego fuori posto, vendetta e desiderio bruto, rischiando di svuotare la storia della sua dimensione tragica e politica. Il film non cerca mai di analizzare: impone, trabocca, saturando immagine e suono.
Sul piano formale, Hurlevent impressiona comunque senza difficoltà. La fotografia magistrale di Linus Sandgren esalta paesaggi selvaggi, scenografie e costumi, costantemente valorizzati da una luce quasi pittorica. Ogni inquadratura sembra pensata come un’immagine iconica, talvolta sull’orlo dell’illustrazione, ma sempre sontuosa. La colonna sonora, gutturale e onnipresente, avvolge il film in un’atmosfera opprimente, aumentando la sensazione di un lungo vertigine sensuale piuttosto che di una narrazione strutturata.
Questo sfarzo estetico è al contempo punto di forza e limite del film. Se non si può negare il potere attrattivo di una messa in scena così lussuosa, una volta terminata la proiezione resta poco. L’emozione è immediata, quasi fisica, ma fatica a perdurare nel tempo. L’ombra morale, la violenza sociale e la crudeltà generazionale che rendono radicale il romanzo qui sono importate in secondo piano, assorbite da una melodrammatizzazione erotica che privilegia lo choc delle immagini all’ampiezza del discorso.
Hurlevent si rivolge dunque prima di tutto a un pubblico sensibile alle opere eccessive, alle riletture pop e agli oggetti cinematografici che vivono il too much come gesto artistico. Gli spettatori in cerca di un’esperienza immersiva, sostenuta da musica, fotografia e iconografia volutamente contemporanea, qui troveranno un film ipnotico, talvolta affascinante, mai tiepido. Coloro che erano stati conquistati dall’approccio provocatorio di Fennell nelle sue opere precedenti ritroveranno qui una coerenza da autrice.
Al contrario, i lettori legati alla complessità letteraria dei Goti di Hurlevent, al suo taglio sociale e alla violenza morale rischiano di sentirsi defraudati. Il film non cerca di dialogare con il testo: lo attraversa, lo trasforma, a volte lo priva della sua sostanza. La conclusione, un po’ tirata, rafforza la sensazione di un oggetto che si abbandona al proprio abisso senza sempre sapere come uscirne.
Opera profondamente divisiva, Hurlevent è meno un’“adattamento” che una radicale riappropriazione. Maestoso da guardare, inquietante a tratti, spesso frustrante sul piano sostanziale, il film conferma la passione di Emerald Fennell per esperienze sensoriali estreme. Un gesto di cinema audace ma disomogeneo, destinato a dividere a lungo tra chi si lascia travolgere dalla tempesta di sensazioni e chi rimpiangerà che, nel cuore di questa furia visiva, la tragedia di Brontë abbia perso parte della sua oscurità e della sua profondità.
Questa pagina può contenere elementi assistiti da AI, maggiori informazioni qui.















