Giorno dopo giorno, i corridori affrontano le diverse tappe del Tour de France, seguendo le orme dei grandi atleti che li hanno preceduti. Nel 2026 assistiamo all'113a edizione della Grande Boucle! È il momento di guardare nello specchietto retrovisore e di scoprire alcune storie e aneddoti che hanno segnato la più celebre corsa ciclistica del mondo.
Il Tour de France nacque nel 1903, tra il 1° e il 19 luglio. Fu il quotidiano L'Auto a dare origine a questa competizione: la testata sportiva cercava un modo per conquistare più lettori e decise di mettere in campo una gara tutta sua. Nel primo Tour 59 corridori partirono dalla linea di partenza, ma non tutti riuscirono a chiudere le tappe. La corsa collegava Parigi, Lione, Marsiglia, Tolosa, Bordeaux e Nantes, per un totale di 2 428 km da percorrere. Un bel percorso!
Tour de France 2026: giallo, verde, a pois... cosa rappresentano le diverse maglie?
Ecco parole che sentirete spesso durante questo mese di luglio, se seguirete il Tour de France 2026! Maglia gialla, maglia a pois, maglia bianca o verde... Per poter seguire la competizione senza problemi, ecco un riepilogo del significato di queste maglie. [Per saperne di più]
L'origine del Tour de France è dunque una specie di operazione pubblicitaria per il quotidiano L'Auto... Ma è anche strettamente legata alla Storia della Francia. Il giornalista normanno Sylvain Letouzé, autore delle Storie insolite del Tour de France, racconta su Ouest France la nascita di questa corsa.
« Il Tour de France è nato davvero insieme all’affaire Dreyfus. All’epoca Pierre Giffard difendeva il capitano accusato di aver fornito informazioni al nemico sul quotidiano Le Vélo. Sennonché l’azionista, Jules-Albert de Dion, era un anti-dreyfusard: ritira le sue quote dal Vélo e dà vita a un concorrente, Auto-Vélo, che diventerà L’Auto nel 1902. I dirigenti della nuova pubblicazione cercano idee per ampliare il pubblico… e un giornalista propone una “corsa che farebbe il giro completo del paese”. La prima edizione del Tour partirà nel 1903. A dire il vero, se l’azionista non fosse uscito da Le Vélo, non sono sicuro che il Tour de France sarebbe mai nato.»
Nel 1903 il Tour fa la sua prima apparizione. Quella prima edizione è particolare, molto diversa da quella a cui siamo abituati oggi. È soprattutto in questa corsa che si registra la tappa più lunga della storia del Tour: 467 chilometri da percorrere in una sola tappa. Ossia quasi il doppio della tappa più lunga del 2021, che si estendeva su 249 chilometri.
Diversi record sono stati stabiliti nei primi anni di questa corsa leggendaria. D'altronde, Henri Cornet detiene ancora quello di vincitore più giovane del Tour. A soli 19 anni, il francese ha trionfato nel 1904.
E è sempre un francese a detenere il record di presenze sul podio al Tour de France. Raymond Poulidor è stato tre volte secondo e cinque volte terzo: dunque è riuscito a salire otto volte su quel podio.
Il ciclismo è uno sport davvero bello, purtroppo spesso macchiato da imbrogli. Sylvain Letouzé racconta i suoi aneddoti di imbroglio preferiti su Ouest France. La prima risale al 1935. «All’epoca non era raro che i corridori si fermassero a bere qualcosa in un bar. Durante la tappa torrida tra Pau e Bordeaux, a Le Barp, è allestito un banchetto di birre. La carovana si ferma… tranne il francese Julien Moineau che ne approfitta per scappare e conquistare la tappa! In realtà erano i suoi compagni ad aver montato lo stand di rinfreschi!»
Due anni dopo, un’altra storia di imbroglio prende forma, ma è molto meno bonaria. «Qui siamo in un periodo di tensioni tra belgi e francesi e al momento del riscaldamento il leader dei Tricolori si piega sull’asfalto. Il manubrio era stato tagliato!». Durante un’altra tappa, all’arrivo a Bordeaux, i belgi riceveranno pigne e soprattutto pepe negli occhi. A volte, dei tifosi bucano i pneumatici dei concorrenti…», racconta il giornalista.
Questi comportamenti negativi non devono ovviamente ripetersi. Ma non vediamo l’ora di scoprire i prossimi campioni e le future stor belle storie del Tour de France!



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