"Allons enfants de la Patrie…" così risuonano le prime note della Marsigliese. Intonata durante cerimonie ufficiali, gare sportive o commemorazioni nazionali, accompagna i francesi da oltre due secoli. Eppure pochi sanno che questo inno nazionale nacque in una sola notte, in un contesto di guerra e rivoluzione, per poi conoscere una storia movimentata fatta di divieti, riabilitazioni e simboli.
La storia di La Marseillaise inizia nella notte tra il 25 e il 26 aprile 1792, a Strasburgo. Qualche giorno prima, la Francia rivoluzionaria aveva dichiarato guerra all’Austria. Il sindaco della città, il barone Philippe-Frédéric de Dietrich, chiede allora a un ufficiale del genio, Claude Joseph Rouget de Lisle, di comporre un canto in grado di galvanizzare i soldati.
Ispirato dal contesto patriottico, Rouget de Lisle scrive e compone il «Inno di guerra per l'Armata del Reno». La canzone ottiene rapidamente un enorme successo e si diffonde in tutto il paese.
Contrariamente a quanto si potrebbe credere, La Marsigliese non è stata scritta a Marsiglia.
Pochi mesi dopo la sua nascita, volontari provenienti da Marsiglia si dirigono verso Parigi per difendere la Rivoluzione. Lungo il viaggio cantano con fervore questo nuovo inno. I Parigini associano rapidamente questo canto a quei soldati meridionali e iniziano a chiamarlo \"La Marsigliese\".
Il nome rimarrà indissolubilmente legato a questa canzone rivoluzionaria.
Il destino di La Marseillaise non è certo una passeggiata. Nel 1795, la Convenzione la proclama inno nazionale della Repubblica. Ma sotto Napoleone I, viene progressivamente relegata a ruolo secondario in favore di altri canti più consoni al regime imperiale. Durante la Restaurazione, dopo il ritorno dei re Luigi XVIII e poi Carlo X, arriva perfino a essere vietata perché richiama troppo vividamente gli ideali rivoluzionari.
Riscopre popolarità durante la Rivoluzione del 1830, in particolare grazie al celebre dipinto di Eugène Delacroix La Liberté guidant le peuple, che incarna questo slancio patriottico. Tuttavia bisogna aspettare 1879, sotto la Terza Repubblica, perché La Marseillaise riacquisti ufficialmente il ruolo di inno nazionale della Francia. Da allora è iscritta nella Costituzione francese.
Se la maggior parte dei francesi conosce il celebre primo verso e il ritornello, La Marsigliese in realtà comprende sette strofe, a cui si aggiunge una "strofa dei bambini", redatta qualche tempo dopo. Ecco la parte più cantata di solito, che comprende il primo verso e il primo ritornello:
Alle armi, cittadini (formate)
i vostri battaglioni
Marciamo, marchiamo
Che un sangue impuro
inondi i nostri solchi
Che vuole questa folla di schiavi,
di traditori, di re conspiratori?
Per chi sono queste ignobili catene,
Queste catene già da tempo preparate? (Bis)
Francesi! Per noi, ah! Che oltraggio!
Quali emozioni dovrà suscitare ;
È a noi che osano tramare
di ricondurci nell'antica schiavitù!
REFRAIN
Cosa! Coorti straniere
Fanno legge nelle nostre case!
Cosa! Falegne mercenarie
Metterebbero al tappeto i nostri valorosi guerrieri! (Bis)
Dio! Le nostre mani sarebbero incatenate!
Le nostre fronti si piegherebbero al giogo!
Diventerebbero despoti meschini
Padroni delle nostre sorti!
REFRAIN
Tremate, tiranni e voi, perfidi,
lo sdegno di tutte le fazioni!
Tremate! I vostri progetti parricidi
Alla fine ne raccoglieranno il prezzo. (Bis)
Tutto è soldato per combattervi.
Secadono, i nostri giovani eroi,
la terra ne produce di nuovi
Pronti a combattere contro di voi.
REFRAIN
Francesi, in guerrieri magnanimi
Portiamo o tratteniamo i nostri colpi!
Risparmiamo queste tristi vittime,
A malincuore, armandoci contro di noi! (Bis)
Ma questo despota sanguinario!
Ma questi complici di Bouillé!
Tutti questi tigri che, senza pietà,
dilanciano il seno della loro madre!
REFRAIN
Amore sacro della Patria
Guidaci, sostieni i nostri bracci vendicativi!
Libertà! Libertà cara,
Combatti con i tuoi difensori! (Bis)
Sotto le nostre insegne che la Vittoria
corre ai tuoi ardenti accenti!
Che i tuoi nemici morenti
vedano il tuo trionfo e la nostra gloria!
REFRAIN
COUPLET DES ENFANTS
Entreremo nel binario della carriera,
quando i nostri anziani non ci saranno più;
lì troveremo la loro polvere
e la traccia delle loro virtù. (Bis)
Ben meno gelosi di sopravvivere
che di condividere la loro bara
avremo il sublime orgoglio
di vendicarli o di seguirli.
Queste parole riflettono l'atmosfera estremamente tesa del 1792, quando la giovane Repubblica si sentiva minacciata dalle monarchie europee. Alcune espressioni, come il celebre «sangue impuro», suscitano ancora oggi dibattiti. Gli storici ricordano però che vanno intese nel loro contesto storico: evocano gli eserciti nemici che combattono la Rivoluzione, e non una qualsivoglia nozione di supremazia tra i popoli.
Oggi, La Marseillaise viene eseguita durante molte cerimonie ufficiali ed è uno dei principali simboli della Repubblica francese.
Viene cantata soprattutto:
Viene inoltre eseguita durante le visite ufficiali dei capi di stato stranieri, insieme all'inno nazionale del paese ospite.
Nel corso dei secoli, La Marseillaise ha oltrepassato il semplice ruolo di canto militare per diventare uno dei simboli della Repubblica, al pari della bandiera tricolore o del motto "Liberté, Égalité, Fraternité".
Durante i grandi eventi sportivi, viene spesso intonato con fervore da migliaia di tifosi. Dopo gli attacchi del 2015, ha trovato eco anche in molti Paesi come segno di solidarietà verso la Francia, dimostrando che questo inno ormai trascende ampiamente i confini nazionali.
Più di duecento anni dopo la sua nascita, La Marsigliese continua così a incarnare la storia, i combattimenti e i valori della Repubblica francese. Dietro le sue parole talvolta bellicose si nasconde prima di tutto la testimonianza di un’epoca in cui la nazione difendeva la propria esistenza, facendo di questo inno uno dei più famosi al mondo.
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