La televisione francese cambia letteralmente volto dai gli studi dei Buttes-Chaumont a Parigi, il 1° ottobre 1967. Alle 14:15, nello studio 13, la seconda rete della ORTF abbandona ufficialmente il bianco e nero per trasmettere per la prima volta immagini a colori grazie al processo francese SECAM.
Davanti alle telecamere, quattro uomini partecipano a questa sequenza storica: il ministro dell'Informazione Georges Gorse, il direttore generale dell'ORTF Jacques-Bernard Dupont, il responsabile delle attrezzature e dell'esercizio Claude Mercier e il direttore della televisione Émile Biasini. Dopo un conto alla rovescia, l'immagine fin lì monochrome cambia improvvisamente colore. Georges Gorse pronuncia allora una frase destinata a restare famosa: "Ed ecco il colore, nel giorno stabilito e all'ora fissata!"




Tuttavia va fatta una precisazione: non tutta la televisione francese passa al colore quel giorno; è solo la seconda rete a essere interessata. Lanciata nel 1964, la seconda rete trasmette in 625 linee sulle frequenze UHF, a differenza della prima rete, ancora diffusa secondo il vecchio standard francese delle 819 linee e rimasta in bianco e nero.
La scelta dei Buttes-Chaumont non è affatto casuale. Lo studio 13 fa capo al vasto polo di produzione televisiva installato in rue des Alouettes, nel 19e arrondissement. Adeguato a partire dagli anni Cinquanta su antiche strutture cinematografiche, il sito diventa una delle principali fabbriche di programmi della RTF, poi dell’ORTF. Set, regie, reparti scenografia e squadre tecniche vi producono allora una grande parte dei programmi e delle trasmissioni di intrattenimento della televisione francese.




La cerimonia del primo ottobre è affidata a una figura di spicco del piccolo schermo: Jean-Christophe Averty, noto per le sue sperimentazioni visive e per l’uso creativo degli effetti elettronici. Naturalmente questa rivoluzione non inizia certo questo pomeriggio di domenica!
Da parecchi anni ingegneri e aziende stanno lavorando alla trasmissione delle immagini a colori. Dal lato francese, la risposta porta un nome: SECAM, acronimo di «Sequenziale Colore A Memoria». Il sistema viene sviluppato sotto la direzione dell’ingegnere Henri de France che, già dal 1956, deposita un brevetto relativo al suo procedimento di televisione a colori.




La sfida è complessa: bisogna trasmettere informazioni aggiuntive senza rendere inutilizzabili milioni di televisori in bianco e nero già presenti nelle abitazioni. Una trasmissione a colori deve quindi rimanere visibile sui vecchi apparecchi, pur fornendo ai nuovi ricevitori le informazioni necessarie per restituire i colori! A quel punto il SECAM entra in una vera battaglia industriale.
Negli anni Sessanta, tre standard si contendono il mercato internazionale: l’NTSC statunitense, il PAL sviluppato in Germania Ovest e il SECAM francese. Parigi difende attivamente il proprio sistema all’estero, arrivando a trasformare questa tecnologia in una questione di rilievo diplomatico. L’Unione Sovietica sceglie soprattutto il SECAM a metà degli anni Sessanta, mentre buona parte dell’Europa occidentale adotta in definitiva il PAL.




Ma per i Parigini il colore non è più del tutto una novità quando arriva il lancio ufficiale! Qualche mese prima, nel maggio 1967, dei televisori a colori erano infatti stati installati al Drugstore des Champs-Élysées per permettere al pubblico di assistere alle emissioni sperimentali della seconda rete. Ma non tutti potevano permetterseli!
I primi televisori a colori costavano allora diverse migliaia di franchi, una cifra considerevole per una famiglia dell’epoca. Al lancio, la Francia vantava già circa 7,5 milioni di televisori, ma in servizio c’erano solo circa 1.500 ricevitori a colori. La stragrande maggioranza dei francesi scopre dunque questa cerimonia storica... in bianco e nero (!).




L’ORTF intende però mostrare subito ciò che questa nuova tecnologia può offrire. Dopo i discorsi, gli telespettatori equipaggiati scoprono in particolare un lancio di paracadutisti, filmato da Alexandre Tarta e commentato da Pierre Tchernia. Le vele vivacemente colorate costituiscono una dimostrazione perfetta delle possibilità del nuovo sistema, ma la trasformazione resta comunque progressiva.
Nell'autunno del 1967, solo una parte dei programmi della seconda rete è prodotto a colori. Le trasmissioni più vecchie continuano naturalmente a andare in bianco e nero e la copertura della seconda rete non è ancora estesa all'intero territorio. I grandi eventi accelerano poi l’adozione della tecnologia a colori.
A febbraio 1968, i Giochi olimpici invernali di Grenoble offrono al SECAM una vetrina internazionale e danno alle trasmissioni sportive a colori una visibilità nuova. Le vendite di ricevitori iniziano a crescere, mentre la quota di programmi realizzati a colori aumenta regolarmente. La prima rete resta però in bianco e nero molto più a lungo.
Dopo la scissione dell’ORTF nel 1974, TF1 inizia a trasmettere in colore sul suo nuovo network a 625 righe a partire dal 1976, mentre l’originaria rete a 819 righe resta operativa ancora per qualche tempo. I studi delle Buttes-Chaumont, oggi scomparsi, proseguono la loro storia dopo la dissoluzione dell’ORTF accogliendo soprattutto le produzioni della Société française de production.
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Date e orari di apertura
Il 1 ottobre 2026
Posizione
Les Buttes-Chaumont
38 avenue Simon Bolivar
75019 Paris 19
Pianificazione del percorso
Informazioni sull'accessibilità



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