Okaïdi, Oxybul... IDKIDS presenta istanza di fallimento: tanti posti di lavoro a rischio

Da My de Sortiraparis · Aggiornato il 3 febbraio 2026 alle 10:15 · Pubblicato su 3 febbraio 2026 alle 08:03
Il gruppo IDKIDS, proprietario dei marchi Okaïdi e Oxybul, ha annunciato martedì 3 febbraio 2026 la richiesta di essere collocato in liquidazione giudiziale presso il tribunale commerciale di Lille Métropole. Questi problemi hanno coinvolto circa 2.000 posti di lavoro in Francia, con numerosi espatri in Île-de-France.

Il colosso del pronto moda per bambini sta attraversando una crisi profonda. Martedì 3 febbraio 2026, il gruppo IDKIDS ha presentato domanda di collocamento in amministrazione controllata per la maggior parte dei suoi marchi francesi presso il tribunale di commercio di Lille Métropole. L’udienza è fissata alle ore 16:00. Con sede a Roubaix, nel Nord, il gruppo, specializzato nel mondo dell’infanzia, rischia di entrare nella lunga lista di marchi tessili francesi in difficoltà, tra cui ormai si contano IKKS, Camaïeu, Kookaï e Pimkie.

Questa richiesta di protezione riguarda i marchi Obaïbi (abbigliamento per bambini da 0 a 3 anni), Okaïdi (3-14 anni), Oxybul (giocattoli educativi) e la piattaforma logistica IDLOG. Tuttavia, il marchio di alta gamma Jacadi Paris, le filiali estere e tutte le franchising del gruppo IDKIDS non sono interessate da questa procedura. IDKIDS impiega 2.000 persone in Francia e conta 6.000 dipendenti nel mondo, con un fatturato complessivo di circa 800 milioni di euro. Il marchio Okaïdi da solo genera un fatturato mondiale di 600 milioni di euro, di cui 300 milioni in Francia.

La direzione del gruppo giustifica questa decisione con la necessità di "ridare tempo e capacità finanziaria" all’azienda, che deve "accelerare la sua trasformazione". Nel suo comunicato, IDKIDS parla di un "contesto economico difficile" e punta il dito contro la concorrenza, in particolare rispetto ai "grandi catene low-cost, al secondo mercato e alla concorrenza aggressiva dell’ultra fast-fashion". Il gruppo spiega di essere colpito da un "effetto clessidra": mentre il segmento premium resiste in alto sul mercato e "il low-cost e l’ultra fast-fashion prosperano" in basso, i marchi di fascia media come Okaïdi si trovano stretti nella morsa. "Okaïdi deve rinnovare il suo modello operativo e riaffermare la propria identità per rimanere competitivo", sottolinea la direzione.

Quali sono le cause di questa crisi?

Il settore dell'abbigliamento francese attraversa una fase difficile da diversi anni. Dopo l'espansione del commercio online, la pandemia di Covid-19 e l'inflazione, oggi la concorrenza si fa sempre più agguerrita grazie all'usato e alla moda ultra-rapida, rappresentata da piattaforme asiatiche come Shein e Temu. Secondo l'Istituto francese della moda (IFM), il comparto abbigliamento/tessile ha registrato una flessione del 1,3% nel 2025 e un calo totale dell’8,5% rispetto al 2019, con un impatto più evidente sulle catene di fascia media.

Per Farida Khelifi, delegata sindacale della CGT presso IDKIDS, questa procedura di risanamento giudiziario era nell’aria da anni, a causa di un " debito a nove cifre" derivante da "errori strategici" in un settore ormai "in declino". La dirigente segnala inoltre collezioni "meno alla moda", caratterizzate da uno stile ritenuto "troppo carnevalesco" e "troppo costoso per la classe media". La perdita di potere d'acquisto dei consumatori francesi e la competizione delle piattaforme online pesano pesantemente sulle vendite dei negozi fisici.

Quanti posti di lavoro sono a rischio?

L'annuncio solleva preoccupazioni tra i sindacati. Farida Khelifi teme un "impatto sui salari" con la "chiusura di negozi", senza conoscere ancora l'entità precisa di questa situazione. Secondo lei, questa procedura porterà "automaticamente alla chiusura di alcuni punti vendita" e alla "scomparsa di posti di lavoro". Ricordiamo che il marchio aveva già annunciato a marzo 2024 una "strategia di semplificazione" che si era tradotta nell'eliminazione di 250 posti nell'intera rete e 50 al quartier generale, secondo quanto comunicato da una portavoce del gruppo.

Ne negozi, i clienti dimostrano il loro affetto per il marchio. Spesso si apprezza il buon equilibrio tra qualità e prezzo offerto dalla catena. Tuttavia, la concorrenza online, più economica, si fa fatica a contrastare: "tutti tengono d'occhio il portafoglio".

Qual è lo stato di avanzamento delle altre aziende del gruppo?

Contrariamente alle sue insegne in difficoltà, IDKIDS si compiace della crescita di Jacadi Paris, il marchio premium che nel 2025 ha registrato la migliore performance della sua storia con una redditività in aumento del 35%. Questa diversità nelle traiettorie evidenzia chiaramente quello che la dirigenza ha definito l’effetto clessidra: il segmento di alta gamma resiste, mentre quello di fascia media fatica. Jacadi, posizionata nel settore del lusso, si distingue grazie a una clientela meno sensibile alle variazioni del potere d’acquisto.

Questa potenziale nuova vittima si aggiungerebbe a un lungo elenco di marchi francesi di prêt-à-porter che negli ultimi anni hanno attraversato gravi difficoltà. Alcuni sono stati costretti alla liquidazione, come Kaporal e Jennyfer, mentre altri come Camaïeu, Kookaï, Gap France, Pimkie o Comptoir des Cotonniers hanno moltiplicato i piani di ristrutturazione.

Le groupe IDKIDS, presente in 70 nazioni, dovrà convincere il tribunale commerciale di Lille Métropole dell’efficacia del suo piano di risanamento durante l’udienza prevista per le 16:00. Il futuro di migliaia di posti di lavoro e di centinaia di negozi dipende da questa decisione. Le settimane a venire saranno decisive per capire quali negozi potranno restare aperti e quanti posti di lavoro si potranno salvare. Per conoscere meglio le implicazioni del risanamento giudiziario, consultate il sito del servizio pubblico o seguite gli aggiornamenti delle attività in crisi nella regione sul sito del tribunale commerciale.

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