Cambio dell'ora, estate o inverno: quale orario permanente sceglierebbe Parigi?

Da My de Sortiraparis · Foto di My de Sortiraparis · Aggiornato il 24 febbraio 2026 alle 09:26
Il prossimo cambio d'ora in Francia avrà luogo il 29 marzo 2026. Ma se dovessimo scegliere un orario permanente, quale preferirebbe Parigi? Tra serate luminose e mattine al buio, il dibattito continua a dividere anche nel 2026.

Il cambio ora del 29 marzo 2026 si avvicina, e con lui torna, immutata, la stessa domanda: conviene spostare avanti o indietro? Ma quest'anno, un'altra interrogazione prende slancio nel dibattito pubblico: e se mettessimo fine una volta per tutte a questo rituale? Da quando il Parlamento europeo ha votato l’abolizione del cambio ora nel 2019, senza che alcuna decisione concreta sia mai stata assunta, i francesi aspettano. In Île-de-France come nel resto, la stanchezza è palpabile. E il vero tema resta intatto: se la Francia dovesse scegliere tra l’ora legale permanente e l’ora solare permanente, come sarebbe la vita quotidiana parigina?

Ora legale permanente a Parigi: serate illuminate, ma le mattine restano al buio

Di gran lunga l’opzione preferita dai francesi. In seguito a una consultazione pubblica, il 59% dei francesi ha sostenuto l’ora legale permanente. Si capisce: mantenere la luce naturale fino alle 22 a giugno sui dehors del Marais o lungo le rive della Senna è una prospettiva allettante.

In estate la cosa non cambia molto, dato che è già la nostra ora attuale. È in inverno, però, che fa male. Se si mantenesse l’ora legale tutto l’anno, un parigino vedrebbe il sole sorgere intorno alle 9:45-10:00 a dicembre, invece delle 8:40 attuali.

In altre parole, gli studenti partirebbero per la scuola al buio totale, i lavoratori prenderebbero la metropolitana prima dell’alba e l’umore invernale, già messo a dura prova, ne risentirebbe ulteriormente. Con l’ora legale permanente, la Francia si troverebbe in ritardo di due ore rispetto all’ora solare naturale, uno scarto ancora più pronunciato di quello attuale.

Ora solare permanente: la scelta della salute, non del piacere

Gli scienziati, invece, si orientano nettamente verso l'altra opzione. Uno studio pubblicato nelle Proceedings of the National Academy of Sciences conclude senza ambiguità che l'ora legale permanente sia la scelta più benefica per l'organismo umano. Essa corrisponde di più al nostro ritmo circadiano naturale, quell'orologio biologico impostato sull'alternanza giorno‑notte che il cambio d'ora perturba due volte all'anno.

L'Inserm, da parte sua, conferma che questo spostamento stagionale provoca disturbi del sonno, irritabilità e diminuzione della vigilanza. Con l’ora solare permanente, le mattine sarebbero più luminose, i bambini e gli anziani — le popolazioni più vulnerabili a tali perturbazioni — risulterebbero meno colpiti.

Ma bisogna accettare una controparte di peso per i parigini: serate che finiscono verso le 17 a dicembre, rispetto alle 16:56 attuali. Le terrazze, le passeggiate nel Bois de Boulogne, le uscite dopo il lavoro... tutto verrebbe convogliato maggiormente durante la giornata.

Un blocco europeo, una decisione che non riguarda Parigi

Il problema è che Parigi non decide da sola. Il cambio d’ora è un obbligo comunitario ed è a Bruxelles, non all’Élysée, che tutto si decide. E a Bruxelles la questione è ferma dal 2020. I paesi del Nord Europa privilegiano l’ora legale invernale, più adatta alla loro latitudine, mentre quelli del Sud difendono l’ora legale estiva per godere di serate più lunghe. Questo dissenso geografico paralizza ogni compromesso.

Nel frattempo, l'Ademe stima che il risparmio energetico del cambio d'ora sia inferiore allo 0,1% dei consumi nazionali — dire che l'argomento economico che ha giustificato questa pratica fin dal shock petrolifero del 1976 non regge più.

Nel 2026, anche quest'anno i due appuntamenti restano in calendario: il 29 marzo per passare all'ora legale (gli orologi avanti di un'ora alle 2 di notte), e il 25 ottobre per il ritorno all'ora normale. Per sopravvivere al cambio del 29 marzo senza troppa sofferenza, gli esperti raccomandano di spostare di 15 minuti l'orario di coricarsi ogni sera nei giorni precedenti, di limitare l'uso degli schermi serali e di esporre il corpo alla luce naturale non appena ci si sveglia. Gesti semplici, in attesa che l'Europa prenda finalmente una decisione su una questione che, sia a Parigi che ovunque, torna puntuale: due volte all'anno, senza fallo.

Per seguire l’evoluzione della situazione sul fronte europeo, potete consultare i lavori della Commissione europea sul cambio dell’ora e le raccomandazioni dell'Inserm sul ritmo circadiano.

Informazioni pratiche

Date e orari di apertura
Il 29 marzo 2026

× Orari di apertura approssimativi: per confermare gli orari di apertura, si prega di contattare la struttura.

    Età consigliata
    Per tutti

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