Il progetto ha fatto un passo avanti il 24 agosto 2026, con un protocollo d'intesa tra la Francia e l'Arabia Saudita che prevede tre parchi a tema nei pressi di Cergy-Pontoise, nel Val-d'Oise, con orizzonte al 2032, sul vecchio sito di Mirapolis a Courdimanche. Il primo parco sarà dedicato all'universo dei manga, con Dragon Ball come figura centrale; gli altri due manterranno un tema ancora segreto.
Resta però da mettere in sicurezza un punto. Toei Animation, titolare di una parte dei diritti della franchise, ha comunicato a fine agosto 2026 di non aver concesso alcuna licenza per questo progetto e di non esserne a conoscenza. L'uso dell'universo Dragon Ball resta dunque condizionato all'accordo dei detentori giapponesi. Tutto quello che segue, a questo stadio, è mera ipotesi.
Dietro questo cantiere fuori dagli schemi si cela Qiddiya Investment Company, filiale del fondo sovrano saudita PIF, che già lavora vicino a Riad alla creazione del primo parco Dragon Ball al mondo. È osservando questo modello che si può intuire cosa potrebbe, un giorno, prendere piede in Île-de-France. Nulla è ancora confermato sul fronte attrazioni, ma le intenzioni saudite offrono già ottime piste.
La scelta del territorio non è banale: la Francia è il primo mercato del manga al di fuori del Giappone, e Dragon Ball vi figura tra le licenze più vendute. Da qui nasce l’idea di un parco pensato per gli appassionati di pop culture giapponese, a poche fermate di RER da Parigi.
In Arabia Saudita, il pezzo forte è una statua del drago Shenron alta 70 metri, al suo interno ospita montagne russe integrate nella struttura. Un simile emblema potrebbe ispirare la versione francese, anche se il parco di France viene presentato come più modesto rispetto al suo grande fratello saudita.
Da notare che le immagini di questo Shenron gigante, ampiamente riprese sin dall'annuncio, riguardano effettivamente il parco di Qiddiya e non un futuro sito in Île-de-France, che al momento non dispone di alcun materiale visivo ufficiale.
Il parco di Qiddiya ricrea sette zone ispirate alle sette sfere del drago, con scenografie emblematiche come la Kame House, la Capsule Corporation o persino il pianeta di Beerus. Se il futuro parco del Val-d’Oise seguirà questa logica, gli appassionati potranno passeggiare tra questi luoghi leggendari e seguire il percorso di Goku, fin dalle origini della saga fino a Dragon Ball Super.
Il modello saudita annuncia oltre 30 attrazioni, tra cui cinque giostre presentate come primissime mondiali, insieme a hotel e ristoranti a tema. La declinazione di France sarebbe di dimensioni più contenute, ma l'ambizione resta immensa: Emmanuel Macron parla di un progetto mai visto dall'epoca di Disneyland Paris, mentre Valérie Pécresse richiama un'operazione dalle stesse dimensioni di Disney.
Il dettaglio delle attrazioni resta segreto, ma la logica del parco (sette zone e una Shenron che ospita montagne russe) lascia intravedere alcune direzioni probabili. Si immagina volentieri un percorso interattivo ispirato al Kamehameha, dove ogni visitatore caricherebbe la propria onda d'energia a bordo di un trenino di tiro, formato già testato nei grandi parchi. La celebre Capsule Corp si presterebbe bene a una torre di caduta tematizzata intorno alle invenzioni del dottor Brief, per l'emozione verticale della giornata.
Un'altra pista coerente con l'universo della saga: una caccia alle sette sfere del drago, un percorso a tappe dal vivo che collega le diverse zone, nello spirito del radar del drago. L'idea permetterebbe ai fan di spostarsi da un set all'altro, dalla Kame House al pianeta di Beerus. Nulla di tutto ciò è stato confermato, soprattutto perché la licenza resta da ottenere, ma questi format rispondono agli standard attuali dei parchi e a ciò che Qiddiya ha già accennato.
Ci vorrà pazienza. Secondo prime informazioni, l'apertura del primo parco sarebbe prevista entro il 2032, gli altri due seguirebbero a ruota senza una data precisa. Intervistato su franceinfo, un esperto di parchi ricorda che un cantiere di queste dimensioni richiede cinque-sei anni, il che sposterebbe l’apertura probabilmente al 2030-2031. A titolo di memoria, erano trascorsi sei anni tra la firma dell’accordo per Euro Disney (1987) e la sua inaugurazione (1992).
Rimane aperta la questione che potrebbe condizionare tutto: quella sui diritti. In un comunicato pubblicato alla fine di agosto 2026, Toei Animation, che detiene una parte dei diritti della franchise, ha affermato di non aver concesso alcuna licenza per questo progetto e di non esserne a conoscenza. Lo studio ha anche ricordato che i visual del parco Dragon Ball diffusi dalla stampa facevano riferimento al sito di Qiddiya, in Arabia Saudita, e non a un futuro parco in Francia.
Questa smentita non segna la fine del progetto per l’Île-de-France, ma ne sposta il baricentro. Senza l’ok dei detentori giapponesi dei diritti, né il nome, né i personaggi né l’universo della saga possono essere sfruttati. Rimangono possibili trattative, e il complesso di divertimenti annunciato nel Val-d'Oise resta sui binari. Resta da capire se sarà davvero un parc Dragon Ball che vedrà la luce alle porte di Paris, oppure un parco a tema ancora da definire.
Riassumiamolo: quanto sottoscritto alla fine di agosto 2026 è un protocollo d’intesa, non un permesso di costruzione e nemmeno un contratto di licenza. La localizzazione esatta dei tre parchi, l’identità degli altri due universi, i dettagli delle attrazioni e l’accordo degli aventi diritto su Dragon Ball restano da definire, così come l’organizzazione del servizio al sito, a una trentina di chilometri da Parigi. In attesa di ulteriori chiarimenti, è possibile consultare il progetto nel nostro articolo dedicato alla conferma dei tre parchi, oppure scoprire come sarà il parco Dragon Ball di Qiddiya in Arabia Saudita.
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