Il cambio dell'ora torna a far discutere. Nella notte tra sabato 24 e domenica 25 ottobre 2026, Parigi e tutta l’Île-de-France riporteranno indietro le lancette per tornare all’ora solare. E come ogni autunno, una domanda rimbalza tra la macchinetta del caffè e le terrazze del Marais: la abolizione del cambio d’ora, approvata dai europarlamentari sette anni fa, diventerà finalmente realtà?
Per rispondere a questo, bisogna ripercorrere l’andamento di un dossier europeo che somiglia un po’ a un orologio fermo: le lancette sembrano pronte a muoversi, ma il meccanismo resta bloccato.
Il passaggio all’ora legale avviene l’ultima domenica di ottobre, come previsto dalla direttiva europea 2000/84/CE richiamata dal Servizio Pubblico. Alle 3:00 del mattino saranno le 2:00. Guadagniamo quindi un’ora di sonno.
Quest'anno il calendario fa una piccola imitate. Il 31 ottobre cade di sabato, quindi la prima domenica utile del mese arriva già il 25. È una data tra le più anticipate: la più precoce possibile, situazione che non si vedeva dal 2020 e che tornerà solo nel 2037, come segnala Selectra. Altro dettaglio del calendario: il cambio avviene proprio nel cuore delle vacanze di Ognissanti. Per capire nel dettaglio questa curiosità del calendario, vi spieghiamo tutto nel nostro articolo Cambio ora invernale 2026: perché la data è ancora più precoce quest'anno?
Tutto comincia nel 2018. La Commissione europea avvia una consultazione pubblica che raccoglie 4,6 milioni di risposte, di cui l'84% a favore della cessazione del sistema. Nella stessa iniziativa, presenta una proposta di direttiva per mettere fine ai cambi d’ora stagionali.
Il 26 marzo 2019, il Parlamento Europeo approva il testo con 410 voti favorevoli e 192 contrari. I deputati tuttavia posticipano la scadenza al 2021 e lasciano a ogni Stato membro la possibilità di scegliere tra ora legale permanente e ora solare permanente.
È lì che la macchina inceppa. Per entrare in vigore, il testo deve passare anche al Consiglio dell'Unione europea, dove siedono i governi. E gli Stati membri non riescono a trovare un accordo. Alcuni vogliono mantenere l’ora legale, altri l’ora standard, e molti temono una mosaico di fusi orari tra Paesi vicini. Immaginate un viaggio Parigi-Bruxelles con un cambio di orario in frontiera: i trasporti, gli scambi e i lavoratori transfrontalieri ne verrebbero colpiti. La crisi sanitaria del 2020 ha finito per relegare la questione nel cassetto.
Il dossier torna all'attenzione il 20 ottobre 2025. In quel giorno, il premier spagnolo Pedro Sánchez presenta, durante un Consiglio dei ministri europei dell'energia e dei trasporti a Lussemburgo, una proposta per mettere fine all'ora legale già dal 2026. Secondo L'EnerGeek, il commissario europeo all'Energia, Dan Jørgensen, ritiene che la fine dei cambiamenti semestrali sia la soluzione più logica.
La Finlandia e la Polonia sostengono l’iniziativa, e la Commissione europea ha reinserito la questione nel piano di lavoro per il 2026. Ma senza una maggioranza al Consiglio, nulla cambia davvero. La direttiva del 2000 resta vigente e l’orizzonte 2026 è confermato. Anche con un possibile accordo rapido, l’ultima svolta non avverrà prima del 2027, anzi forse del 2028, tempo utile a ciascun Paese per scegliere il momento giusto e organizzarsi.
In Francia, l'opinione pubblica sembra abbastanza chiara. Durante la consultazione avviata nel 2019 dall'Assemblea Nazionale, circa l'84% dei partecipanti si è espresso a favore della fine del cambio d'ora, e circa il 59% per una ora legale permanente. La prospettiva di serate lunghe e illuminate lungo la Senna è di quelle che conquistano.
I cronobiologi, però, propongono piuttosto l’ora legale. La Ville de Paris lo ricorda: la Francia è già in anticipo sul sole, di circa un’ora in inverno e due ore in estate. Mantenere l’ora legale tutto l’anno comporterebbe mattine invernali immerse nel buio ben oltre l’inizio del lavoro o della scuola. Il tema resta al centro del dibattito anche all’Assemblea nazionale, dove i deputati rivolgono regolarmente interrogazioni al governo, come nella domanda scritta sugli effetti del cambio d’ora sulla salute.
Per rappresentarvi meglio i due scenari nella capitale, il nostro articolo ora legale o ora solare, cosa sceglierebbe Parigi? esamina i vantaggi e gli svantaggi di ciascuna opzione nella vita di tutti i giorni.
Fuori dall'Unione Europea, diversi Paesi hanno già voltato pagina, come Islanda, Turchia ed Egitto. Più recentemente, nel marzo 2026, la Columbia Britannica, in Canada, ha annunciato di abbandonare il cambio di ora stagionale per restare permanentemente all’ora legale, come spiega Time Out Montréal. Esempi che dimostrano che la scelta è tecnicamente possibile, a condizione di decidersi autonomamente, cosa che invece i paesi europei si rifiutano di fare per non rischiare di disallinearsi dai vicini.
In attesa, il rituale resta lo stesso per noi. Smartphone e computer si aggiornano automaticamente nella notte tra il 24 e il 25 ottobre 2026, ma pensate al forno, al microonde, all’auto o all’antico orologio del salotto. Per trovare le date dei prossimi passaggi e tutte le risposte alle questioni pratiche, la nostra guida cambio ora 2026, quando si passa all’ora solare? resta a portata di clic. La fine del cambio ora non è sepolta, ma è ancora in attesa.
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Date e orari di apertura
Da 24 ottobre 2026 a 25 ottobre 2026















