Aveva fatto del nero una firma e della Torre Eiffel il suo sfondo prediletto. Anthony Vaccarello lascia Saint Laurent, dieci anni dopo la nomina alla direzione artistica, il 4 aprile 2016. La notizia, ufficializzata questo venerdì 9 ottobre 2026 da Kering, proprietario della maison, segna la fine di un lungo capitolo in un’industria della moda dove i direttori creativi cambiano ormai quasi quanto le collezioni. Il gruppo saluta la sua influenza sull’immagine e sul profilo culturale di Saint Laurent, senza precisarne le ragioni della sua partenza.
Arrivato dopo la partenza di Hedi Slimane, lo stilista belga di origini italiane aveva già una mano ferrea con i tagli. Diplomatosi alla La Cambre di Bruxelles, si era fatto le ossa da Fendi prima di lanciare il proprio marchio nel 2009, quindi di entrare in Versus Versace, dove è diventato direttore creativo nel 2015. Un percorso contrassegnato da tagli asimmetrici, silhouette aderenti e una sensualità senza mezzi termini.
Da Saint Laurent, Vaccarello ha proseguito questo lavoro sui contrasti: spalle robuste, smoking impeccabili, abiti drappeggiati, trasparenze e gambe interminabili. Una guardaroba allo stesso tempo rigorosa e provocatoria, alimentata dagli archivi di Yves Saint Laurent, ma saldamente ancorata al proprio tempo. Il suo primo défilé, andato in scena il 27 settembre 2016 in rue de Bellechasse, ha dettato il tono.
Ma ridurre la sua esperienza a una questione di tacchi a spillo e décolleté sarebbe tralasciare l’essenziale. Anthony Vaccarello ha inoltre fatto uscire Saint Laurent dalla sua garderobe. Nel 2019 immagina Saint Laurent Rive Droite, uno spazio ibrido che mescola moda, fotografia, musica, design e oggetti da collezione, situato in rue Saint-Honoré a Parigi, nei vecchi locali di colette. Un modo per prolungare lo spirito della Rive Gauche, nato nel 1966, su un terreno del tutto diverso.
Nel 2024, Anthony Vaccarello amplia l'universo Saint Laurent con Babilonia, una libreria-galleria aperta al 9, rue de Grenelle, nel settimo arrondissement di Parigi. Bei libri, vinili, fotografia ed esposizioni: lo stilista ne coltiva le passioni artistiche della casa, lontano dalle passerelle ma sempre nello stile Saint Laurent. Un luogo che richiama anche il quartiere Sèvres-Babylone, caro a Yves Saint Laurent e Pierre Bergé.
Lo stilista spinge anche la maison verso l'arte e il cinema, soprattutto attraverso il progetto SELF, legato a personalità come Gaspar Noé o Wong Kar-wai, poi Saint Laurent Productions. Il marchio non si limita più a vestire le star del Festival di Cannes, ma partecipa anche alla produzione di film.
E i numeri hanno seguito, almeno per buona parte del suo mandato. Il fatturato di Saint Laurent ha superato i tre miliardi di euro nel 2023, per poi scendere nel 2024 e nel 2025, in un contesto di rallentamento del lusso. Un decennio che ha dunque visto coniugare una crescita spettacolare e sfide commerciali più recenti.
Il casting resta aperto. Nel suo comunicato, Kering annuncia che una nuova direzione creativa sarà annunciata prossimamente, senza avanzare né un nome né una data. Nessuna successione è quindi ufficializzata al momento, nonostante le speculazioni che agitano il mondo della moda da diverse settimane.
Per quanto riguarda Anthony Vaccarello, la sua prossima destinazione resta incerta. Ritorno al proprio marchio, una nuova casa o un’avventura lontana dalle passerelle? Nulla è stato annunciato ufficialmente.



















