Nel cuore di Montparnasse, quartiere chiave per gli artisti tra il 1910 e il 1940, si trova la Cité Falguière. Iniziata dallo scultore Jules-Ernest Bouillot nel 1861, questo complesso residenziale, costituito principalmente da studi, ha ospitato alcuni dei più grandi nomi dell'arte, tra cui Modigliani, Brancusi e Soutine. Purtroppo, in seguito a progetti di sviluppo urbano, gran parte del complesso è scomparso, lasciando solo gli studi 9 e 11.
I tesori della Cité Falguière:
L'Atelier 11 non è solo una reliquia del passato, ma una vibrante testimonianza del patrimonio artistico. Per oltre sei decenni, la comunità locale ha lottato per preservare questo spazio unico. Nel 2022, i loro sforzi hanno finalmente dato i loro frutti con il sostegno istituzionale della Fondation du Patrimoine, che ha lanciato un progetto per preservare l'Atelier 11 come residenza artistica e di ricerca internazionale. Tuttavia, la battaglia non finisce qui. La necessità di finanziare i lavori di ristrutturazione degli interni persiste, mantenendo viva la speranza che questo studio continui a ispirare gli artisti contemporanei.
Per le Giornate del Patrimonio, in programma il 19 e 20 settembre 2026, vi invitiamo quindi a una scoperta unica. Prima che l’Atelier 11 inizi la sua nuova fase di riqualificazione, venite a comprenderne il patrimonio vivente, testimonianza degli artisti in residenza, e immergetevi in questa epopea di 60 anni per la sua salvaguardia.
{Schools} Laboratorio 11: ravvivare, resistere, reimmaginare
Laboratorio 11: ravvivare, resistere, ripensare
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Il Laboratorio 11 apre le sue porte in occasione delle Giornate europee del patrimonio 2026, con una presentazione che richiama il tema di quest’anno, « Patrimonio in pericolo », in un momento in cui le domande sul patrimonio, cosa sia, a chi appartenga e come sopravviva, sono quanto mai urgenti.
Nascosto nel cuore della storica Cité Falguière, a Montparnasse, il Laboratorio 11 è uno degli ultimi atelier di artisti del XIX secolo ancora in attività in un quartiere un tempo fiorente di creatività. Costruito nel 1875 da artisti per artisti, ha attraversato oltre 150 anni di vita creativa ininterrotta. Scultori francesi come Joseph Bernard e Paul Gauguin, insieme ad artisti della École de Paris come Modigliani, Soutine, Brancusi e Foujita, hanno accolto generazioni di artisti provenienti da tutto il mondo nell’Atelier 11.
Oggi è contemporaneamente un atelier vivo e un monumento fragile. Ufficialmente riconosciuto come sito di interesse patrimoniale regionale in Île-de-France, l’Atelier 11 porta avanti attualmente una campagna di raccolta fondi per la sua restaurazione, indispensabile, in partenariato con la Fondazione Patrimonio.
Venerdì 18 settembre, giornata dedicata alle classi scolastiche, proponiamo una visita guidata dell’Atelier 11, Cité Falguière, accompagnata da una mediazione sulla storia della Cité Falguière, dell’Atelier 11 e degli artisti che qui hanno lavorato. La visita è consigliata per bambini a partire da 10 anni.
18 settembre: Visite gruppi scolastici su appuntamento
Laboratorio 11, Cité Falguière, 75015 Parigi
### La conservazione in azione: proteggere un patrimonio vivente
Partecipare alle Giornate europee del patrimonio 2026 « Patrimonio in pericolo » non è una scelta simbolica per l’Atelier 11: esso stesso è un patrimonio in pericolo, con un’eredità materiale e immateriale minacciata.
Il progetto di conservazione patrimoniale dell’Atelier 11 si situa all’incrocio di tre assi fondamentali del tema di quest’anno: ravvivare una filiera artistica quasi scomparsa e la memoria dell’École de Paris; resistere alla scomparsa di questo luogo evidenziando le questioni legate all’urbanizzazione e alla gentrificazione; e ripensare la maniera in cui il patrimonio si tramanda attraverso la creazione contemporanea, con residenze di artisti e programmi collettivi.
L’Atelier 11 è un luogo in transizione, dove il patrimonio si costruisce, si trasforma e si trasmette quotidianamente. Le Giornate europee del patrimonio 2026 invitano a riflettere sulle condizioni fragili del patrimonio culturale in un mondo in mutamento. L’Atelier 11 incarna appieno queste sfide, confrontandosi con il rischio di perdere sia la sua integrità materiale sia la trasmissione artistica.
Attraverso le Giornate europee del patrimonio, invitiamo i visitatori a entrare in questo spazio sospeso tra passato e futuro, tra conservazione e trasformazione, tra sparizione e reinvenzione. Aprendo le sue porte, l’Atelier 11 si allinea alle riflessioni più ampie di questo appuntamento annuale: il patrimonio non è solo ciò che ereditiamo, ma ciò che scegliamo di far vivere.
### Open Studio: sguardi incrociati sul patrimonio
Durante questo Open Studio, l’Atelier 11 ospita gli artisti in residenza Māhina Bennett e Matariki Bennett, le cui pratiche instaurano un dialogo potente tra patrimonio, memoria e sopravvivenza dei sistemi di sapere immateriali in tutto il mondo.
Māhina e Matariki Bennett sono donne indigene māori originarie della Nuova Zelanda. Matariki è una poetessa e scrittrice, Māhina è un’artista visiva multimediale. Attraverso il loro lavoro esplorano temi quali identità, genere, storia e l’impatto duraturo del colonialismo sui popoli māori nel loro paese d’origine. Le loro pratiche si ancorano al whakapapa, concetto māori di genealogia e sapere relazionale che collega gli individui agli antenati, alla terra e alle tradizioni.
All’Atelier 11 il loro lavoro amplia il tema del « patrimonio in pericolo » oltre l’Europa, aprendolo a una riflessione globale e postcoloniale. Attraverso la poesia, la performance e il lavoro visivo, esplorano i cicli della vita, il lutto, la rottura e la continuità. La loro presentazione interroga una domanda fondamentale, al centro anche del progetto dell’Atelier 11: come conservare ciò che rischia di essere cancellato?
### Fotografia: la memoria come resistenza
Parallelamente a questa immersione nel cuore di un laboratorio vivo, l’edizione 2026 richiama anche il secondo tema delle Giornate europee del patrimonio, « Patrimonio della fotografia », celebrando in questa occasione il bicentenario dell’invenzione della fotografia.
La fotografia è centrale nel modo in cui il patrimonio viene visto, memorizzato e trasmesso. All’Atelier 11 questa questione è esplorata attraverso il lavoro dell’artista croata SofijaSilvia, ex residente dell’atelier, il cui progetto Transmissions (2025) ha trasformato l’edificio in un autentico soggetto fotografico a tutti gli effetti.
Attraverso il suo sguardo fotografico, SofijaSilvia mostra l’Atelier 11 non come un monumento congelato, ma come un organismo fragile, le pareti segnate dal tempo, le superfici portatrici delle tracce di generazioni di artisti. La fotografia diventa così un atto di cura e di conservazione: un modo per documentare ciò che scompare lentamente e per rendere visibile ciò che rischia l’estinzione.
Le sue opere ricordano la memoria viva dell’atelier attraverso le sue texture, resistendo alla perdita registrando il suo stato fisico attuale, fragile, pur attivando un dialogo transnazionale tra Parigi e altri luoghi della memoria europei e internazionali.
Condizioni di partecipazione: Solo su appuntamento - Gratuito | Prenotazione obbligatoria - program@lairarts.com
Orari: venerdì 18 settembre 2026 - dalle 10:00 alle 18:00
Laboratorio 11: riaccendere, resistere, reimmaginare
Laboratorio 11: ravvivare, resistere, reinventare
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Il Laboratorio 11 apre le porte in occasione delle Giornate europee del patrimonio 2026, con una presentazione che risuona con il tema di quest’anno, « Patrimonio in pericolo », in un momento in cui le questioni legate al patrimonio—cos’è, a chi appartiene e come sopravvive—sono più urgenti che mai.
Immerso nel cuore della storica Cité Falguière, a Montparnasse, il Laboratorio 11 è uno degli ultimi atelier d’artista del XIX secolo ancora attivi in un quartiere un tempo florido di creatività. Costruito nel 1875 da artisti per artisti, ha attraversato oltre 150 anni di vita creativa ininterrotta. Scultori francesi come Joseph Bernard e Paul Gauguin, insieme ad esponenti della École de Paris quali Modigliani, Soutine, Brancusi e Foujita, hanno accolto generazioni di artisti provenienti da tutto il mondo nell’Laboratorio 11.
Oggi è al tempo stesso un atelier vivo e un monumento fragile. Riconosciuto ufficialmente come sito di interesse patrimoniale regionale in Île-de-France, il Laboratorio 11 sta attualmente conducendo una raccolta fondi per la sua restauro, indispensabile, in partnership con la Fondation du Patrimoine.
19 & 20 settembre: 14h - 19h
Laboratorio 11, Cité Falguière, 75015 Parigi
### La salvaguardia in azione: proteggere un patrimonio vivo
Partecipare alle Giornate europee del patrimonio 2026 « Patrimonio in pericolo » non è per l’Laboratorio 11 una questione simbolica: è esso stesso un patrimonio in pericolo, minacciato sia sul piano materiale sia su quello immateriale.
Il progetto di conservazione del Laboratorio 11 si colloca all’incrocio di tre assi fondamentali del tema di quest’anno: ravvivare una linea artistica quasi scomparsa e la memoria dell’École de Paris; resistere alla perdita di questo luogo mettendo in luce le questioni legate all’urbanizzazione e alla gentrificazione; e reinventare la maniera in cui il patrimonio si perpetua attraverso la creazione contemporanea, con residenze artistiche e programmi collettivi.
Il Laboratorio 11 è un luogo in transizione, dove il patrimonio si costruisce, si trasforma e si trasmette quotidianamente. Le Giornate europee del patrimonio 2026 invitano a riflettere sulla fragile condizione del patrimonio culturale in un mondo in cambiamento. Il Laboratorio 11 incarna appieno queste sfide, data la minaccia di perdere sia l’integrità materiale sia la continuità della sua trasmissione artistica.
Attraverso le Giornate europee del patrimonio, invitiamo i visitatori a entrare in questo spazio sospeso tra passato e futuro, conservazione e trasformazione, sparizione e reinvenzione. Aprendo le porte, il Laboratorio 11 si collega alle riflessioni più ampie portate da questo appuntamento annuale: il patrimonio non è solo ciò che erediamo, ma ciò che scegliamo di far vivere.
### Open Studio: sguardi incrociati sul patrimonio
Durante questo Open Studio, il Laboratorio 11 ospita gli artisti in residenza Māhina Bennett e Matariki Bennett, le cui pratiche instaurano un dialogo potente tra patrimonio, memoria e sopravvivenza di sistemi di sapere immateriali in tutto il mondo.
Māhina e Matariki Bennett sono due donne autoctone māori provenienti dalla Nuova Zelanda. Matariki è una poeta e scrittrice, Māhina è un’artista multimediale. Attraverso il loro lavoro esplorano temi quali identità, genere, storia e l’impatto duraturo del colonialismo sui popoli māori nel loro paese d’origine. Le loro pratiche si fondano sul whakapapa, un concetto māori di genealogia e sapere relazionale che collega gli individui agli antenati, alla terra e alle tradizioni.
All’interno del Laboratorio 11, il loro lavoro allarga il tema del « patrimonio in pericolo » oltre i confini europei, aprendolo a una riflessione globale e postcoloniale. Tramite poesia, performance e lavoro visivo, esplorano cicli di vita, lutto, rottura e continuità. La loro presentazione interroga una domanda fondamentale, al centro del progetto del Laboratorio 11: come trattenere ciò che rischia di essere cancellato?
### Fotografia: la memoria come resistenza
Parallelamente a questo tuffo nel cuore di un laboratorio vivente, l’edizione 2026 risuona anche con il secondo tema delle Giornate europee del patrimonio, « Patromonio della fotografia », celebrando in questa cornice il bicentenario dell’invenzione della fotografia.
La fotografia è centrale nel modo in cui il patrimonio viene visto, conservato e trasmesso. Al Laboratorio 11, questa questione è esplorata attraverso il lavoro dell’artista croata SofijaSilvia, ex residente del laboratorio, il cui progetto Transmissions (2025) ha trasformato l’edificio in un vero soggetto fotografico a sé stante.
Con il suo sguardo fotografico, SofijaSilvia mostra il Laboratorio 11 non come un monumento statico, ma come un organismo fragile, con pareti segnate dal tempo, superfici che portano le tracce di intere generazioni di artisti. La fotografia diventa così un atto di cura e di conservazione: un modo per documentare ciò che lentamente scompare e rendere visibile ciò che rischia l’estinzione.
Le sue opere raccontano la memoria viva dell’atelier attraverso le sue textures, resistendo alla perdita registrando il suo stato fisico attuale, fragile, mentre attiva un dialogo transnazionale tra Parigi e altri luoghi di memoria europei e internazionali.
Condizioni di partecipazione : Gratis | Senza prenotazione
Orari: sabato 19 settembre 2026 – 14:00 ⤏ 19:00 | domenica 20 settembre 2026 – 14:00 ⤏ 19:00
Un'esperienza da non perdere, un patrimonio da celebrare e una storia da continuare. Intraprendete questo viaggio nel cuore dell'arte parigina, un buon affare che siamo orgogliosi di condividere con voi.
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Date e orari di apertura
Da 19 settembre 2026 a 20 settembre 2026
Posizione
Città di Falguière
Cité Falguière
75015 Paris 15
Pianificazione del percorso
Tariffe
Gratuito
Età consigliata
Per tutti