Lo sai, il Palais de Tokyo è sempre pronto a scatenarsi in festa: sia in serate speciali sia in esposizioni contemporanee, questo punto di riferimento della scena culturale parigina attira artisti e visitatori tra i più vivaci. Prenotate la vostra serata di sabato 23 maggio 2026 perché il Palais de Tokyo ha in programma un ricco programma per questa nuova Nuit des Musées che promette grande fascino.
Con una magnifica vista sulla Torre Eiffel, il Palais de Tokyo si concentra sull'arte moderna e contemporanea. Inaugurato nel 1937 per l'Exposition Internationale des Arts et Techniques, si è evoluto negli anni in un centro d'arte d'avanguardia con un'architettura audace e mostre innovative.
La Nuit des Musées è l'occasione perfetta per esplorare gratuitamente questo edificio eccezionale, durante un notturno unico che ci immerge nel cuore della scena contemporanea.
Questa mostra nasce dalle immagini di un documentario su Cheryl Marie Wade, poetessa californiana disabile, girato da Diane Maroger. Soprannominata «The Queen-Mother of Gnarly», Cheryl Wade fa parte di una scena di artisti disabili che emerge a Berkeley a fine anni Settanta, in parallelo agli studi sulla disabilità. I suoi testi e quelli degli artisti che la circondano distaccano la disabilità dal linguaggio medico per mostrare come sia un’esperienza sensibile e condivisa del mondo.
Il periodo della mostra è impiegato per sbrogliare decine di ore di girato documentario su questa comunità ai margini tra gli anni Novanta e Duemila, e per costruire un montaggio che raccolga le opere di artisti direttamente o metaforicamente legate alla scena crip di Berkeley.
« Virages Vierges » indica quei momenti di svolta in cui corpi, racconti, credenze e costruzioni lasciano i sentieri battuti per aprire, in modo irriverente e indocile, altri possibili futuri.
Questa ampia mostra monografica permette a Pauline Curnier Jardin di espandere la sua pratica attraverso una selezione di installazioni principali e nuove produzioni. Qui si scoprono le sue atmosfere fantasmagoriche, tra teatro, cinema e ritualità, al servizio di temi ricorrenti: la fluidità tra vulnerabilità e potenza dei corpi, il posto delle donne nella società, nonché le forme di spiritualità e sincretismo popolare.
AVVERTIMENTO : Questi video contengono immagini suscettibili di urtare alcune sensibilità, in particolare i più giovani :
* Fat to Ashes, trasmesso nel Colosseo all'inizio del percorso
* Qu’un sang impur, trasmesso nella foresta alla fine del percorso
Con gesti al contempo semplici, minimali e spettacolari, le sculture e installazioni di Jesse Darling rivelano i racconti clandestini che inquietano gli oggetti, le sostanze e le forme che popolano la nostra vita quotidiana. Lavorando con materiali industriali, oggetti usati o scarti, li assembla in composizioni insolite, reliquie ibride o paesaggi fantastici, enfatizzando le tracce del tempo sul loro stato fisico, tra logoramento e degradazione, come a sottolinearne la fragilità e la precarietà.
Diffuso da una forma di malinconia critica o di romantico allarme, il suo lavoro ci mette in contatto con l’emozionante precarietà delle materialità che ci circondano, ma anche con quella delle strutture di produzione, consumo e dominazione che le hanno rese possibili.
Questa stagione provoca una lettura positiva delle nozioni di vulnerabilità, fragilità e, in generale, delle discontinuità rispetto alle norme, proponendo esperienze estetiche e sensoriali in grado di capovolgere gerarchie e preconcetti.
oggi molto presenti nella société, questi temi segnano profondamente l’arte contemporanea, interrogando l’apertura delle istituzioni e mettendo l’accessibilità al centro delle riflessioni e delle pratiche. Attraverso forme diverse, dalle più astratte a quelle più esplicitamente militanti, si tratta di pensare, insieme agli artisti, come posizioni minoritarie possano parlare al maggior numero di persone.
Con: Jessie Darling, Cathy de Monchaux, Benoît Piéron, Pauline Curnier Jardin, Joseph Grigely, Sheryl Marie Wade.
Dispositivi adeguati
Handicap uditivo:
• Anelli magnetici al banco.
Disponibili agli Sportelli Biglietteria e Informazione e Adesione, nonché al hamo.
• Dispositif di amplificazione sonora nelle esposizioni Virages Vierges di Pauline Curnier Jardin e Cheryl Marie-Wade, regina-madre dei nodi di Lucie Camous e Etienne Chosson.
Prestito al banco Informazione e Adesione.
• Video LSF di presentazione: un video di presentazione generale del Palais de Tokyo nell’atrio + una presentazione per mostra.
Un codice QR è disponibile per ogni mostra, situato sotto il cartello di un’opera. Per accedervi, scaricate l’app Lingua Vista e inquadrare il codice QR per ottenere un video di Léandre Chevreau, mediatore sordo.
Handicap visivo:
Tre sedute opportunamente attrezzate per audiodescrizione sono disponibili nelle tre esposizioni seguenti:
• Cathy de Monchaux: audiodescrizione e tavola tattile dell’opera Unicorn.
• Pauline Curnier Jardin: audiodescrizione e tavola tattile di Fat to ashes.
• Joseph Grigely: audiodescrizione e tavola tattile di tutta la scenografia dell’esposizione.
Handicap psichico: I mediatori del Palais de Tokyo sono formati al Primo Soccorso in Salute Mentale. Non esitate a chiedere il loro aiuto se necessario.
Handicap motorio:
• Prestito sedie a rotelle.
Disponibili presso il PC Sicurezza.
• Sedie cantoniere.
Disponibili nel foyer.
• Planimetria per persone con mobilità ridotta (PMR).
Disponibile all’ingresso amministrativo e allo sportello Informazione e Adesione.
Handicap intellettuale:
• Documento in Francese facilissimo.
Disponibile al hamo e al salone di mediazione.
• Dispositivo di QR code che rimanda a un testo del documento in Francese facilissimo.
Un codice QR è disponibile per ogni mostra, situato sotto il cartello di un’opera.
Per preparare la visita : Plan du Palais - Palais de Tokyo
Per qualsiasi richiesta sul posto, non esitate a rivolgervi agli addetti all’accoglienza-biglietteria e ai mediatori/delle.
È nell’architettura stessa di un luogo che si legge l’accessibilità. Invitato dal Palais de Tokyo a realizzare un gesto in uno dei suoi spazi particolarmente poco fruibili alle persone con mobilità ridotta, Joseph Grigely affronta le questioni legate al handicap e all’accessibilità che lì si pongono. In che modo l’architettura del luogo potrebbe essere modulata? Cosa significherebbe l’incontro tra una scala e una rampa? Come l’accesso per ciascuno diventa una responsabilità condivisa?
Con un insieme di opere, l’artista si propone qui di pensare e tentare di progettare una « protesi d’accesso », uno strumento sia concettuale sia materiale, attraverso il quale propone di misurare la propria circolazione nel mondo in qualità di persona sorda, delineando al contempo piste per rendere questo percorso più accessibile e significativo.
Il Palais de Tokyo propone la prima retrospettiva di Cathy de Monchaux, figura di rilievo della scena artistica britannica, attraverso un corpus di una cinquantina di opere datate dal 1984 a oggi.
La mostra ci strattona tra desideri e pericoli epidermici, maltratta i riferimenti, in particolare la falocrazia del linguaggio filosofico e artistico. Propone anche un gioco di dimensioni, dall'intimo al dimostrativo, e di materiali, dalla grana del velluto al gelo del metallo. Il lavoro di Cathy de Monchaux manipola forme ed emozioni fino a lasciare quel gusto nel nostro occhio: quello del metallo sotto la lingua, dove ci si può persino raccogliere.
Le opere di Benoît Piéron offrono esperienze di tempo sospeso, attesa, allucinazione e sogno, attraverso la deviazione di un’estetica funzionale e sanitaria. Riadattando dolcezza e desiderio là dove erano stati relegati, l’artista mette in scena racconti alternativi sui corpi, gli affetti e gli spazi legati alla malattia.
La mostra propone un film erotico e astratto, presentato come un teatro d’ombre, proiettato in una mise-en-scène di inquietante straniamento. Ispirato al design funzionale urbano e al registro del meraviglioso, questo scenario inquietante dà forma al concetto di impermanenza – ruoli, identità, stati fisici e psicologici – trasformandosi in un luogo di immaginazione collettiva.
Luogo di scoperta della creazione contemporanea e spazio di vita per tutti, il Palais de Tokyo si impegna pienamente a democratizzare l’arte contemporanea. I mediatori e le mediatrici culturali del Palais de Tokyo accompagnano il pubblico nella scoperta del programma artistico e culturale, riducendo la distanza tra l’esperienza estetica di ciascuno e l’intento degli artisti. Una domanda sulle opere? Volete esprimere una sensazione o condividere un punto di vista? Venite a incontrare il nostro team all’Ufficio della mediación, nell’atrio del Palais de Tokyo, dalle 18 alle 23!
Dispositivi adattati
Disabilità uditiva:
• Anelli magnetici al banco
Disponibili presso i Desk Biglietteria e Informazione e Adesione, nonché al hamo.
• Dispositivo di ampliamento sonoro nelle esposizioni Virages Vierges di Pauline Curnier Jardin e Cheryl Marie-Wade, reina madre degli alberi nodosi di Lucie Camous e Etienne Chosson.
Prestito al banco Informazione e Adesione.
• Video LSF di presentazione: un video introduttivo generale del Palais de Tokyo nell’atrio + una presentazione per esposizione.
Un codice QR è disponibile per ogni esposizione, situato sotto il cartel di un’opera. Per accedervi, si prega di scaricare l’app Lingua Vista e poi inquadrare il codice QR per ottenere una video-presentazione di Léandre Chevreau, mediatore sordo.
Disabilità visiva:
Tre postazioni dotate di audiodescrizione sono disponibili nelle tre esposizioni seguenti:
• Cathy de Monchaux: audiodescrizione e tavola tattile dell’opera Unicorn.
• Pauline Curnier Jardin: audiodescrizione e tavola tattile di Fat to ashes.
• Joseph Grigely: audiodescrizione e tavola tattile di tutta la scenografia dell’esposizione.
Disabilità psicologica: I mediatori del Palais de Tokyo sono formati al Primo Soccorso in Salute Mentale. Non esitate a rivolgervi a loro se ne avete bisogno.
Disabilità motoria:
• Prestito sedie a rotelle.
Disponibili presso il PC Sicurezza.
• Sedie con ruote.
Disponibili nell’atrio.
• Planimetria per persone con mobilità ridotta (PMR).
Disponibile all’ingresso amministrativo e allo sportello Informazione e Adesione.
Disabilità intellettuale:
• Documento in Francese facile.
Disponibile al hamo e nel salone della mediazione.
• Dispositivo di QR code che rimanda al testo del documento in Francese facile.
Un codice QR è disponibile per ogni esposizione, situato sotto il cartel di un’opera.
Per preparare la visita : Mappa del Palais - Palais de Tokyo
Per qualsiasi richiesta in loco, non esitate a rivolgervi agli addetti all’accoglienza-biglietteria e ai mediatori e mediatrici.
Una visita lampo alle tre esposizioni del Livello d'Ingresso, accompagnati da uno dei nostri mediatori culturali, per una prima chiarificazione sui contenuti.
Al termine della visita, potrete proseguire il percorso tra le esposizioni come preferite, per scoprirle nel dettaglio.
Gli ambasciatori. Jessie Darling
Con gesti allo stesso tempo semplici, minimali e spettacolari, le sculture e le installazioni di Jessie Darling rivelano i racconti clandestini che abitano gli oggetti, le materie e le forme che popolano le nostre vite quotidiane. Lavorando con materiali industriali, oggetti usati o scarti, li assemblа in composizioni insolite, reliquie ibride o paesaggi fantastici, accentuando le tracce del tempo sul loro stato fisico, tra logoramento e degrado, come per sottolinearne la fragilità e la precarietà.
Tintato da una forma di malinconia critica o di romanticismo in allerta, il suo lavoro ci collega alla commovente precarietà delle materialità che ci circondano, ma anche a quella delle strutture di produzione, di consumo e di dominio che le hanno rese possibili.
Vernici a ombre. Benoît Piéron
Le opere di Benoît Piéron propongono esperienze di tempo sospeso, di attesa, di allucinazione e di sogno ad occhi aperti, attraverso il travisamento di un’estetica funzionale e sanitaria. Reinserendo dolcezza e desiderio dove erano stati esclusi, l’artista sviluppa racconti alternativi intorno ai corpi, agli affetti e agli spazi legati alla malattia.
L’esposizione presenta un film erotico e astratto nella forma di un teatro delle ombre, proiettato in una messa in scena di inquietante stranezza. Prendendo in prestito dal design funzionale urbano e dal registro del meraviglioso, questo scenario inquietante dà forma al concetto di impermanenza – ruoli, identità, stati fisici e psicologici – per diventare un luogo di immaginazione collettiva.
Studio, wounds and battles, desire is the reiteration of hope. Cathy de Montchaux
Il Palais de Tokyo propone la prima retrospettiva di Cathy de Montchaux, figura di rilievo della scena artistica britannica, attraverso un corpus di circa cinquanta opere datate dal 1984 a oggi.
L’esposizione ci strattona tra desideri e pericoli epidermici, mette in crisi i riferimenti, in particolare la falocrazia del linguaggio filosofico e artistico. Propone anche un gioco di dimensioni, dall’intimo al dimostrativo, e di materiali, dalla grana del velluto al gelido metallo. Il lavoro di Cathy de Montchaux maltrae le forme come le emozioni fino a lasciare nel nostro occhio quel sapore: il metallo sotto la lingua, dove ci si può anche raccogliere.
Il Palais de Tokyo quest'anno ha avviato un progetto di Educazione Artistica e Culturale intitolato « Mini-Mediatori e Mini-Mediatrici », realizzato con i 18 studenti delle classi quarta e terza della CHAAP (classe a orari adattati in Arti Plastiche) della prof.ssa Garance Malbreil del collège Louise Michel di Corbeil-Essonnes. Per mesi, al Palais de Tokyo e nel collège, gli studenti sono stati introdotti alla pratica della mediazione culturale e hanno potuto scoprire in modo più ampio il funzionamento del centro d’arte.
Durante la Notte Europea dei Musei, troverete questi giovani mediatori in erba negli spazi espositivi. Un’occasione per loro di mettere in pratica l’apprendimento di questi saperi e competenze per accompagnare le loro famiglie e i visitatori del Palais de Tokyo nell’esplorazione delle esposizioni, dalle 18:30 alle 19:30. Non esitate a andare a incontrarli!
Una visita lampo alle tre esposizioni al Livello Rotonda, guidata da uno dei nostri mediatori culturali, per avere subito un primo assaggio del loro contenuto.
Al termine del vostro percorso potrete proseguire la passeggiata tra le esposizioni come preferite, per scoprirle nel dettaglio.
Viraggi Vergini. Pauline Curnier Jardin
“Viraggi Vergini” richiama quei momenti di svolta in cui corpi, racconti, credenze e costrutti prendono strade diverse dal percorso segnato, aprendo, in modo irriverente e indocile, altri futuri possibili.
Questa monografia di grande respiro permette a Pauline Curnier Jardin di sviluppare la sua pratica attraverso una selezione di installazioni fondamentali e nuove produzioni. Si possono cogliere qui le sue atmosfere fantasmagoriche, tra teatro, cinema e rituale, al servizio di temi ricorrenti: la fluidità tra vulnerabilità e potenza dei corpi, il ruolo delle donne nella società, nonché le forme di spiritualità e di sincretismo popolari.
This is where we are. Joseph Grigely
È nell’architettura stessa di uno spazio che si può leggere l’accessibilità. Invitato dal Palais de Tokyo a realizzare un gesto in uno degli ambienti particolarmente inaccessibili alle persone con mobilità ridotta, Joseph Grigely affronta le questioni di handicap e accessibilità che qui emergono. In che modo l’architettura del luogo potrebbe essere modulata? Cosa succederebbe all’incontro tra una scalea e una rampa? Come trasformare l’accesso per ciascuno in una responsabilità condivisa?
Attraverso un insieme di opere, l’artista si propone di pensare e ideare una “protesi di accesso”, uno strumento sia concettuale sia materiale, mediante il quale propone di misurare la propria circolazione nel mondo da persona sorda, disegnando al contempo percorsi per rendere questo cammino più accessibile e significativo.
Cheryl Marie Wade, Regina madre dei nodosi. Lucie Camous et Etienne Chosson
Questa mostra nasce dalle immagini di un documentario sulla poetessa californiana Cheryl Marie Wade, realizzato da Diane Maroger. Ribattezzata «The Queen-Mother of Gnarly», Cheryl Marie Wade fa parte di una scena di artisti disabili che emerge a Berkeley alla fine degli anni Settanta, in parallelo ai “Disability Studies”. I suoi testi e quelli degli artisti che l’accompagnano distaccano il tema della disabilità dal discorso medico per mostrare come sia un’esperienza sensibile e condivisa del mondo.
Il tempo della mostra è impiegato per rimontare decine d’ore di filmati che documentano questa comunità all’alba degli anni Novanta–2000, e per assemblare una montaggio con opere di artisti collegati direttamente o in modo metaforico alla scena crip di Berkeley.
Siete pronti a vivere al meglio la Nuit des Musées di quest'anno al Palais de Tokyo?
Date e orari di apertura
Il 23 maggio 2026
Posizione
Palazzo di Tokyo
13, avenue du président Wilson
75116 Paris 16
Accesso
Linea 9 della metropolitana, stazione "Iéna" o "Alma-Marceau
Tariffe
Gratuito
Sito ufficiale
palaisdetokyo.com