Dopo Elton John, Edith Piaf, Claude François, Johnny Cash, Bob Dylan, Bob Marley o anche Amy Winehouse, Better Man si concentra sul percorso di Robbie Williams. Diretto da Michael Gracey, il biopic musicale arriverà su Paramount+ il 22 giugno 2026, dopo la sua uscita nelle sale e la messa in onda su Canal+.
Better Man
Film | 2024
Uscita nelle sale: 22 gennaio 2025
Disponibile su Paramount+ il 22 giugno 2026
Biopic musicale | Durata: 2h14
Di Michael Gracey | Sceneggiatura: Michael Gracey, Simon Gleeson, Oliver Cole
Con Robbie Williams, Jonno Davies, Steve Pemberton
Nazionalità: Stati Uniti, Regno Unito, Cina, Francia, Australia
Il film racconta l’ascesa del cantante britannico, dall’infanzia nel nord dell’Inghilterra al periodo con Take That, fino alla carriera solista. Diventato una figura di primo piano nella pop, Robbie Williams deve anche affrontare gli eccessi, le fragilità e le tensioni familiari che accompagnano la celebrità.
La scelta stilistica più evidente di Better Man sta nella raffigurazione di Robbie Williams come una scimmia realizzata in CGI, interpretata da Jonno Davies. Questa scelta, annunciata già nel trailer di Paramount Pictures France, conferisce al biopic un'identità immediatamente riconoscibile e distingue il film dai racconti musicali più classici.
Michael Gracey torna in un terreno quasi familiare rispetto a The Greatest Showman, che aveva portato sul grande schermo nel 2017, adottando un approccio che mescola numeri musicali, racconto della carriera e un’analisi intima. Il film si regge soprattutto sulla voce di Robbie Williams e su brani legati al suo percorso, dalla fase Take That ai successi da solista.
Il trailer di Better Man
La nostra opinione su Better Man :
Con Better Man, Michael Gracey firma un lavoro maestosamente creativo, che racconta la vita e la carriera di Robbie Williams. Tra introspezione intensa e numeri musicali di grande spettacolo, questo biopic rilegge i codici del genere offrendo un’esperienza cinematografica profondamente commovente e visivamente audace. Jonno Davies, che interpreta Robbie Williams sotto la metaforica forma di un segno, regala una performance inedita e coinvolgente, a metà tra confessione intima e celebrazione sfavillante.
Nel cuore della ricerca identitaria di Robbie Williams c’è una relazione turbolenta con suo padre, Peter, interpretato da Steve Pemberton. Artista fallito e ossessionato dalla fama, Peter Abbandona la famiglia per inseguire un successo che gli sfuggirà sempre. Questo abbandono segna profondamente Robbie, che cresce convinto che la notorietà sia l’unica via per conquistare l’attenzione del padre e colmare il vuoto lasciato dalla sua assenza.
La performance misurata di Steve Pemberton rende giustizia a questo personaggio complesso, tra sognatore disilluso e figura paterna distante. Le scene in cui Peter e Robbie si incrociano, cariche di tensione e di speranza, rivelano la battaglia interiore dell’artista, diviso tra il desiderio di avere successo per compiacere il padre e la rabbia nata dall’abbandono. Questi scambi arricchiscono la narrazione offrendo una dimensione aggiuntiva al percorso emotivo di Robbie, esplorando al contempo il peso intergenerazionale dell’insuccesso e delle aspettative non godute.
L’audace scelta di rappresentare Robbie Williams con i tratti di un scimpanzé espressivo è tra le more significative del film. Questa trasformazione, che inizialmente sorprende, si rivela una metafora sottile per esplorare le lotte interiori dell’artista di fronte alla celebrità, alle dipendenze e al peso della sua immagine pubblica. Una simbologia, volutamente lontana dalla realtà, che rafforza l’umanità e la fragilità del personaggio, rendendo la storia universale nonostante i toni fantastici.
Il film non si limita a glorificare la carriera di Robbie Williams. Si sofferma anche sui suoi rapporti personali, in particolare con Nigel Martin-Smith, il manager visionario reso da un eccezionale Damon Herriman. Martin-Smith, creatore dei Take That, è qui descritto come un mentore complesso, oscillante tra manipolatore e costruttore, la cui impronta su Robbie è tanto marcata quanto contraddittoria. La dinamica tra i due personaggi offre momenti di tensione ed intensa emozione, illuminando le zone d’ombra dietro ai riflettori.
Nella parte della nonna di Robbie, Alison Steadman apporta calore e tenerezza benvenuti, incorniciando uno dei pilastri affettivi del cantautore. La sua presenza conferisce all’opera una tangibile umanità, ancorando le emozioni a una relazione familiare autentica. Le scene tra Robbie e la nonna si distinguono per la loro sincerità, regalando attimi di respiro e riflessione in mezzo al clamore della fama.
Fedele al suo stile, Michael Gracey propone una messa in scena grandiosa dove ogni numero musicale diventa un’opera d’arte visiva. I pezzi di punta di Robbie Williams, come She’s the One o i successi dei Take That, sono integrati in modo organico nel racconto, esaltando i passaggi chiave della sua vita. La scena dei Take That, con la loro iconica canzone Rock DJ, girata in un piano-sequenza audace nelle strade di Londra, è un vero momento di coraggiosa bravura cinematografica, dove l’energia e l’esuberanza del gruppo esplodono sullo schermo. Allo stesso modo, il duetto danzante su una barca con She’s the One cattura la grazia e la poesia agli inizi della relazione con Nicole Appleton.
Visivamente, il film alterna scintillii dei riflettori a sequenze più cupe e intime, delineando con finesse i contrasti tra vita pubblica e privata dell’artista. La fotografia e il lavoro di luci giocano un ruolo chiave nell’immersione, così come il mixaggio sonoro, che mette la musica al centro dell’esperienza cinematografica.
Sotto l’apparenza di uno spettacolo splendente, Better Man propone uno sguardo lucido sulla celebrità e i suoi eccessi. Esplora le dipendenze, la solitudine, la relazione paterna e i sacrifici legati al successo, rendendo al contempo omaggio alla resilienza dell’artista. Questo discorso universale sulla ricerca dell’identità risuona ben oltre la storia di Robbie Williams, offrendo una riflessione pertinente sul sistema delle star e sul rapporto con il pubblico in un mondo eccessivamente mediato.
Il personaggio di Robbie Williams sorprende per la capacità di fondere vulnerabilità ed euforia. Si mostra con una sincerità disarmante, pur portando uno sguardo ironico e critico sul proprio percorso. La sua interpretazione, sostenuta dalle performance notevoli di Damon Herriman e Alison Steadman, eleva il film a un livello di emozione e autenticità raro nel genere.
Better Man non è un biopic musicale ordinario. Va oltre il genere con la sua audacia artistica, la profondità emotiva e la messa in scena scintillante. Michael Gracey ottiene l’impossibile equilibrio tra spettacolo e introspezione, offrendo un film che parlerà sia agli appassionati di Robbie Williams sia agli amanti di grandi storie umane.
Con Better Man, Michael Gracey firma un’opera maestosa e indimenticabile. Questo biopic musicale, tanto audace quanto toccante, si erge a vera celebrazione della musica, della resilienza e della complessità umana. un capolavoro che lascerà il segno nel panorama dei biopic musicali e toccherà nel profondo chiunque vi si avventuri.
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