Saint Laurent, il biopic di Bonello su Disney+

Da Julie de Sortiraparis · Aggiornato il 2 dicembre 2025 alle 21:04 · Pubblicato su 29 aprile 2014 alle 18:01
Saint Laurent di Bertrand Bonello, biopic con Gaspard Ulliel, arriva su Disney+ il 26 dicembre 2025 dopo la sua uscita nel 2014: trailer e recensione.

Diretto da Bertrand Bonello, scritto con Thomas Bidegain e interpretato da Gaspard Ulliel, Jérémie Renier, Louis Garrel, Léa Seydoux, Amira Casar, Helmut Berger e Aymeline Valade, Saint Laurent è un biopic a metà strada tra il dramma e la commedia romantica, incentrato su un decennio della vita dello stilista Yves Saint Laurent. Uscito nelle sale francesi il 24 settembre 2014 e selezionato nella competizione ufficiale del Festival di Cannes, il film arriverà su Disney+ il 26 dicembre 2025, offrendo una nuova finestra di diffusione a questa rilettura molto estetica della leggenda della moda francese.

Piuttosto che ripercorrere un'intera vita, Saint Laurent si concentra sul periodo 1967-1976, momento cruciale in cui lo stilista, già all'apice della sua fama, affronta un decennio segnato dalla liberazione dei costumi, dagli eccessi notturni e dai mutamenti culturali. Il film segue un artista al lavoro, diviso tra ispirazione, esigenza e fragilità, mostrando il dietro le quinte delle collezioni, gli atelier, le sfilate, ma anche le relazioni intime con Pierre Bergé, i suoi amici, i suoi amanti e le sue muse.

Questo decennio è descritto come un faccia a faccia tra un creatore e la sua epoca, in cui ogni nuova collezione diventa un atto di sopravvivenza artistica oltre che un gesto di moda. La regia sottolinea il costo intimo e psicologico di un nome diventato marchio, tra feste, dipendenze, pressione mediatica ed esigenze creative. Senza spoiler, il film accompagna l'ascesa del mito Saint Laurent, lasciando affiorare la stanchezza, il dubbio e la sensazione di vertigine di fronte a un successo che a volte sembra sfuggire al suo autore.

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Carole Bethuel

Il trailer di Saint Laurent

Il progetto nasce poco dopo L'Apollonide - Souvenirs de la maison close, quando i produttori Eric e Nicolas Altmayer propongono a Bertrand Bonello di affrontare Yves Saint Laurent. Il regista accetta a condizione di allontanarsi dal biopic accademico per privilegiare un cinema molto visivo, romanzesco, volutamente viscontiano. Si circonda dello sceneggiatore Thomas Bidegain e sceglie di concentrare la trama su un decennio particolarmente intenso, scandito da collezioni emblematiche come "Libération" (1971) o "Ballet russe" (1976), ricreate per il film senza avere accesso agli archivi della fondazione Bergé Saint Laurent.

Il lungometraggio si inserisce in un contesto di "scontro tra biopic": alcuni mesi prima, il film di Jalil Lespert, con Pierre Niney, aveva ricevuto il sostegno di Pierre Bergé e dell'entourage ufficiale dello stilista. Quello di Bertrand Bonello segue un approccio diverso, incentrato sull'affettività, sul costo dell'essere Saint Laurent e sulle zone d'ombra di una vita mondana e creativa. Contestato da Pierre Bergé e realizzato senza il sostegno della fondazione, il film si distingue per la sua libertà di tono e per un'estetica decisa, alimentata da riferimenti che vanno da Visconti a Scorsese, passando per Bresson. È stato poi ampiamente riconosciuto dalla critica e dai professionisti, in particolare ai César, ai Lumières della stampa estera e ai Magritte.

Le riprese si svolgono principalmente in un hôtel particulier parigino trasformato in un vero e proprio studio, dove sono stati ricreati rue de Babylone, atelier, appartamenti e backstage delle sfilate. La costumista Anaïs Romand orchestra un minuzioso lavoro di ricostruzione, mentre Gaspard Ulliel si impegna in un'importante trasformazione fisica e vocale per avvicinarsi alla silhouette, alla dizione e alla fragilità dello stilista. Il cast riunisce anche fedeli dell'universo di Bonello, come Jasmine Trinca o Léa Seydoux, e invita Helmut Berger a interpretare un Saint Laurent anziano, in un richiamo diretto al cinema di Visconti.

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Carole Bethuel

La nostra opinione sul film:

Sublime. Adoriamo Bertrand Bonello, il cui ultimo film, L'Apollonide - souvenirs de la maison close, ci ha segnato per sempre. Saint-Laurent è un biopic: per un grande artista come Bonello, sembrerebbe quasi un peccato doversi limitare a una storia già scritta e ben nota al pubblico.

Tuttavia, affronta l'impresa con il proprio talento, la propria estetica, per darne una visione molto particolare, segnata dalla sua firma. Le sue immagini sono come quadri in movimento, brillanti di mille luci, di mille colori. Gli attori sono al culmine della loro bellezza: la scena del bacio tra Gaspard Ulliel e Louis Garrel è di una sensualità indimenticabile... Si trema di erotismo, abbagliati dalla bellezza, dal cast, dalla scelta della colonna sonora.

Bertrand Bonello offre qui uno sguardo sugli anni '70 in piena decadenza, tra dipendenze e divertimenti regressivi. Portando alla rovina ma anche all'arte di vivere più violenta e più pura, la festa è ciò che ha reso Yves Saint-Laurent una leggenda ambivalente, le cui sfumature sono perfettamente rese dal regista. Grandi entrambi, Bertrand Bonello e Yves Saint-Laurent si confrontano, si stimolano a vicenda, per dare vita a una storia estetica eccezionale.

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Carole Bethuel

Sostanzialmente, Saint Laurent privilegia il ritratto di un uomo già al vertice, piuttosto che il racconto della sua ascesa. La struttura del film, concepita in più fasi – il "giovane", la "star", poi la figura diventata marchio – organizza un andirivieni tra la luce delle passerelle e l'oscurità del backstage. La regia gioca con le ellissi, la voce fuori campo, le variazioni di ritmo e talvolta lo split screen per restituire la coesistenza del lavoro meticoloso, della festa e della malinconia. Il risultato si colloca al confine tra il biopic, il film d'autore e il grande melodramma contemporaneo.

Visivamente, il film si rivolge sia agli appassionati di moda che ai cinefili attratti da un cinema d'atmosfera e di sensazioni. Gli spettatori sensibili ai grandi ritratti di artisti, agli affreschi anni Settanta e alle opere in cui la forma si sposa con il soggetto troveranno qui un universo vicino ad alcune evocazioni dello star system di Scorsese, mescolato a una stilizzazione ereditata da Visconti. La diffusione su Disney+ permette a un pubblico più ampio di scoprire questo singolare biopic, agli antipodi di un approccio puramente illustrativo e sostenuto da una notevole interpretazione di Gaspard Ulliel.

Saint Laurent
Film | 2014
Uscita al cinema: 24 settembre 2014
Su Disney+ il 26 dicembre 2025
Biopic, dramma, romanticismo | Durata: 2h37
Di Bertrand Bonello | Con Gaspard Ulliel, Jérémie Renier, Léa Seydoux, Louis Garrel, Amira Casar, Helmut Berger, Aymeline Valade
Nazionalità: Francia

Ripercorrendo dieci anni decisivi della vita di Yves Saint Laurent attraverso una regia molto composta, Saint Laurent offre uno sguardo sensibile e stilizzato sulla creazione, il desiderio, la fatica e la creazione di una leggenda. La sua disponibilità su Disney+ offre l'opportunità di riscoprire un film che interroga sul significato di "essere Saint Laurent", tra le esigenze dell'alta moda e il vertigine di un'epoca in piena trasformazione.

Per approfondire, scoprite anche la nostra selezione delle novità Disney+ del mese di dicembre, la nostra guida alle uscite in streaming su tutte le piattaforme e la selezione del giorno Cosa vedere oggi in streaming.

Informazioni pratiche

Date e orari di apertura
Dal 26 dicembre 2025

× Orari di apertura approssimativi: per confermare gli orari di apertura, si prega di contattare la struttura.
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