Lara Croft si è più volte reinventata… Dal 1996, Tomb Raider ha rivisto il suo passato, le sue motivazioni e il modo in cui si lancia nell’avventura. Questi cambiamenti possono destabilizzare: eventi che sembravano fondamentali in una versione scompaiono o si trasformano in un’altra. La serie ha infatti vissuto diverse continuità narrative, piuttosto che una singola biografia arricchita regolarmente da nuovi capitoli. A 30 anni dal lancio, questo 30 anni, il 24 ottobre 2026, queste ricominciare raccontano anche la difficoltà di far crescere un’eroina diventata icona.
La distinzione conta. Il Tomb Raider del 2013 riparte dalla storia in una nuova versione dell’universo. Non basta quindi inserirlo prima del gioco del 1996 per ottenere una cronologia perfettamente coerente. Quello che resta soprattutto da un periodo all’altro è un personaggio britannico, un ingegno pratico, capacità fisiche e un gusto tenace per i misteri.
La biografia del manuale originale ritrae una Lara dell’aristocrazia, destinata a una vita in sintonia con il suo status. Un incidente aereo nell’Himalaya ribalta tutto. Sopravvissuta da sola, non sopporta più le costrizioni della grande società e decide di mettersi in viaggio. Rifiutata dalla famiglia, finanzia in parte le proprie spedizioni grazie agli scritti.
Questa origine mette l’emancipazione al centro dell’attenzione. Lara parte perché ha scoperto una vita che le calza a pennello. Il personaggio custodisce così una libertà quasi provocante: l’avventura può essere un desiderio, senza dover costantemente servire a riparare una tragedia.
L’incidente è già nel suo passato, ma il gioco non costruisce tutta l’esperienza intorno alla sua ricostruzione. Quando il giocatore la incontra, lei è competente. L’apprendimento riguarda prima la persona che impugna il controller, chiamata a farsi valere al livello di un’eroina che sembra sapere cosa sta facendo.
Il periodo di Legend, Anniversary e Underworld sposta l’equilibrio. I tre titoli rientrano in una stessa continuità narrativa, in cui la scomparsa della madre di Lara riveste un ruolo chiave. Anniversary rilegge l’avventura del primo Tomb Raider integrandola in questa nuova versione della sua storia.
Questa scelta conferisce alle spedizioni una direzione più personale. I monumenti e gli oggetti antichi possono offrire una risposta che tocca direttamente Lara. Il giocatore non cerca più solo di risolvere l'enigma di un luogo: avanza anche in quello della sua famiglia.
Il registro drammatico è evidente, ma cambia il carattere dell'avventura. Una parte della libertà dei tempi iniziali diventa una ricerca legata agli assenti. Lara ha legami e ferite più espliciti; il suo gusto per l'esplorazione convive ora con un obbligo emotivo.
Con il naufragio del 2013, Crystal Dynamics riavvicina ancora una volta la storia del personaggio all’esperienza di gioco. Lara scopre le sue capacità mentre il giocatore apprende i comandi. Le sue prime armi, le difficoltà e i progressi forniscono una cornice narrativa al percorso di crescita.
Rhianna Pratchett, la principale sceneggiatrice, spiegava allora che Lara d’allora, capace di cavarsela in quasi ogni situazione, offriva poche opportunità di trasformazione. Sottolineava inoltre che il primo omicidio del personaggio era stato pensato come una prova tra le altre, inserita in un arco narrativo più ampio.
Raccontare gli esordi è anche, per una serie di vecchia data, una porta d’ingresso comoda. Il nuovo pubblico può scoprire l’universo senza dover mestare in anni di racconti. Ma, tornando sempre su questa impostazione, si genera una nuova aspettativa: finalmente ritrovare Lara pienamente affermata nel suo mestiere di avventuriera.
Una protagonista esperta continua a offrire molte possibilità narrative. Può sbagliare, cambiare idea, incontrare qualcuno in grado di superarla o scoprire i limiti delle sue convinzioni. La sua sicurezza può generare conflitto tanto quanto la sua fragilità. Dopo tante origini, Lara Croft ha anche un territorio da esplorare: tutto ciò che può diventare una volta che non deve più dimostrare di meritare il proprio nome.
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