Nel 18º arrondissement di Parigi, dietro una vetrina che riflette il sole con le sue splendide vetrate, si cela l’atelier di Justine Dablanc. Se Justine ha operato sui vetri delle opere più prestigiose (Notre-Dame in emergenza dopo l’incendio, il Sacré-Cœur, Saint-Eustache o per le vetrate di Claire Tabouret), oggi è Zoé a guidarci in un laboratorio di introduzione di 3 ore. L’obiettivo? Realizzare il proprio vetrocolorato, tra tecnica secolare e creazione contemporanea.
Naturalmente non aspettatevi di uscire con una rosetta di vetro di due metri: in tre ore si impara soprattutto la pazienza e la precisione su un piccolo formato di 15 × 15 cm, il tempo scorre a una velocità folle non appena si passa al taglio del vetro. Il corso inizia con la presentazione degli strumenti: si scopre che il diamante ha ceduto il passo al carburo di tungsteno per tagliare il vetro, nonostante un gesto invariato sin dal IX secolo.
Si sceglie tra i cinque piccolo modello quadrato disponibili il proprio preferito, e si opta per quello dalle forme arrotondate. Diciamolo: è il più bello secondo noi, ma vedrete più avanti che le curve sono più difficili da tagliare rispetto alle linee! sei calibri sono necessari per poter tagliare il vetro secondo una forma ben definita.
Non resta che pescare liberamente dai vassoi di pezzi di vetro di tutti i colori per immaginare la nostra futura vetrata, con tonalità violacee e gialle per noi, tra cui una preferita per la texture eccezionale.
Poi bisogna cimentarsi nel taglio del vetro, e ci vuole un po’ di tempo per prendere la mano con iltagliavetro! Bisogna premere abbastanza forte per sentire un rumore caratteristico, ma soprattutto seguire con precisione le linee segnate dal marcatore sul vetro in base allo spessore: dritto con una squadretta quando è dritto, con destrezza quando è curvo. Un consiglio: è meglio tagliare un po’ più largo e rifinire il vetro piuttosto che dover ricominciare da zero perché si è tagliato troppo corto!
Una volta segnato il vetro, bisogna romperlo! Si può tentare con le mani, ma se è troppo duro da separare, si usa l’altro lato, la punta del tagliavetro picchiettando per agevolare la fessura, oppure una pinza per staccare! A quel punto si può impiegare un’altra pinza, leggermente meno curvata, per sbavare, cioè togliere il profilo leggermente tagliente del vetro o, in alternativa, ritagliare per rimuovere i pezzi che non vanno bene.
E se non basta, si può anche passarci sopra con la smerigliatrice, per ottenere un risultato impeccabile! Si ripete l’operazione per tutti i pezzi, con maggiore o minore facilità, per avere l’insieme completo. Viene poi l’incastonatura, la fase in cui i pezzi si incastrano e l’opera prende vita. Poco a poco, si apre il piombo con un coltello speciale che permette di infilare uno ad uno i pezzi di vetro e farli restare al loro posto, giocando con spessori e piccole viti per tenere tutto insieme in attesa di aggiungere i pezzi successivi.
Una fase che richiede precisione e la capacità di maneggiare il martello, per schiacciare delicatamente il piombo senza rompere il vetro, affinché si richiuda su di esso. Per questo motivo i vostri pezzi devono combaciare perfettamente, perché se si trascura lo spazio necessario al piombo tra due pezzi, non potranno unirsi correttamente! Una volta alloggiati i pezzi, si ripiega il piombo prima di saldare ogni giunzione con stagno per un risultato pulito e durevole!
È proprio magico scoprire questo lavoro di luce terminato tra le nostre mani, dopo ore ed ore di lavoro dall'inizio alla fine, promettendo una vera dose di orgoglio! Perché l'esperienza rivela la complessità di questo mestiere d'arte eccezionale, che si ritrova ad ogni passaggio in una chiesa (da ora osserveremo i vetri colorati in modo diverso!).
Ma non è per tutti: il lavoro del vetraio resta pericoloso, quindi l'officina è accessibile solo a grandi adolescenti e adulti. Tra il taglio del vetro, che talvolta provoca microferite, e la lavorazione del piombo, non conviene provarci con un bambino!
Naturalmente si indossano guanti quando si lavora il piombo, ma non è così per il vetro. Bisogna anche avere un po' di forza per premere sul vetro o per romperlo, poi lavorare il piombo con i vari strumenti. È anche un lavoro minuzioso, che richiede pazienza, anche se non si ottiene il risultato al primo tentativo.
Ovviamente, Zoé viene a darvi una mano se incontrate difficoltà con qualcosa, soprattutto per permettervi di avanzare sul resto senza perdere troppo tempo. Si noti che si resta in in piedi per la maggior parte del laboratorio, anche se potete sedervi per riposare le gambe.
L'atmosfera è di studio e potete condividere il corso con altre persone, sei studenti al massimo per sessione. Se pensate di venire in gruppo, non siate troppi: altrimenti diventa più complicato riuscire a terminare in orario! Considerate anche mezz'ora in più nel caso in cui, non siate presi da un altro impegno successivo, meglio prendersi il proprio tempo e chiudere bene che sbrigarsi e non essere fieri della vostra vetrata.
Le lezioni si svolgono esclusivamente il venerdì, in tre turni tra cui scegliere: 9:30–12:30, 14:30–17:30 o 18:00–21:00. Per questo corso bisogna versare 90 euro, ma è possibile iscriversi a altri corsi successivamente, se ti è piaciuto, per costruire il tuo progetto personale con un accompagnamento adeguato!
Questo test è stato condotto nell'ambito di un invito professionale. Se la tua esperienza è diversa dalla nostra, ti preghiamo di comunicarcelo.
Date e orari di apertura
I prossimi giorni
Venerdì :
aperto
Posizione
Studio Dablanc
233 Rue Marcadet
75018 Paris 18
Tariffe
€90
Sito ufficiale
atelier-dablanc.com







































