Catturati: la schiavitù nel Mediterraneo in mostra all’Istituto del Mondo Arabo

Da Laurent de Sortiraparis · Foto di Cécile de Sortiraparis · Aggiornato il 8 gennaio 2026 alle 12:55 · Pubblicato su 7 gennaio 2026 alle 19:28
L’Institut du Monde Arabe di Parigi ospita una mostra dedicata alla storia della schiavitù tra cristiani e musulmani nel Mediterraneo, dal XVII secolo fino al 1830. Intitolata "Captivi. Arte ed Esclavismo nel Mediterraneo Moderno", l’esposizione sarà aperta dal 31 marzo al 19 luglio 2026. Attraverso opere d’arte, oggetti rari e documenti inediti, questa mostra offre uno sguardo storico sui prigionieri ridotti al lavoro nei porti dell’Europa e dell’Africa del Nord.

E se la storia dell’schiavitù nel Mediterraneo non fosse quella che pensavate di conoscere? A Parigi, l’Istituto del Mondo Arabo presenta la mostra Captifs. Arte e schiavitù nel Mediterraneo moderno, aperta dal 31 marzo al 19 luglio 2026. Pensata come un’indagine storico-artistica, l’esposizione ripercorre le vicende di uomini e donne ridotti in schiavitù tra il XVII secolo e gli anni 1830, nei porti dell’Europa meridionale, in particolare in Francia, Italia e Malta. L’evento si focalizza su figure spesso escluse dai racconti storici prevalenti: musulmani catturati lungo le coste dell’Africa settentrionale e africani dell’Ovest deportati in Europa, ma anche cristiani rinchiusi nelle regioni meridionali del Mediterraneo.

Il percorso propone una lettura incrociata dei ruoli sociali e artistici assunti dagli schiavi. Attraverso la loro presenza come galéri, domestici, musicisti o assistenti di artisti, l'esposizione affronta le molteplici implicazioni di questa forma di schiavitù sulle culture materiali europee. Confrontando oggetti d'arte, documenti manoscritti e pezzi storici, il visitatore scopre un aspetto spesso trascurato delle dinamiche mediterranee dell’epoca.

Visuel Paris Institut du Monde ArabeVisuel Paris Institut du Monde ArabeVisuel Paris Institut du Monde ArabeVisuel Paris Institut du Monde Arabe

Opere rare per avvicinarsi a una realtà complessa

Tra le opere esposte spiccano alcuni pezzi raramente accessibili al pubblico. Tra questi, si trova un disegno di uno schiavo musulmano realizzato da Charles Le Brun, pittore ufficiale di Luigi XIV, e anche rappresentazioni del celebre monumento dei Quattro Mori di Pietro Tacca, una scultura simbolo di Livorno. Il lavoro grafico di Fabroni, che ha catturato scene di vita quotidiana dei galeotti, offre uno sguardo approfondito sulle dure condizioni fisiche degli schiavi costretti a salpare forzatamente sui navi.

Alcune opere richiamano eventi storici precisi, come la repressione della rivolta degli schiavi a Malta nel 1749, mettendo in evidenza le tensioni profonde di queste società portuali. La mostra comprende anche lettere scritte da prigionieri, cristiani e musulmani, alcune delle quali vengono lette ad alta voce, offrendo un’occasione per riscoprire voci sepolte nel tempo.

Uno spazio dedicato a riflettere sulla memoria collettiva

L’esposizione si conclude con una installazione contemporanea, pensata per interrogarsi sul ruolo di questa memoria nelle società odierne. Affronta il progressivo oblio di queste storie dopo la presa di Algeri nel 1830, e le attuali controversie riguardo alle rappresentazioni artistiche della schiavitù, come nel dibattito attorno ai Quattro Mori. Questa apertura moderna permette di collegare le sfide del passato con le tematiche di memoria, rappresentazione e decolonizzazione dello sguardo.

Il percorso non segue una sequenza cronologica rigida, ma mira a mettere in relazione pratiche di schiavitù, modalità di rappresentazione artistica e gli oggetti realizzati in questo contesto. Diversi talismani, armi marittime, sculture di prua o oggetti rituali arricchiscono le opere principali e sottolineano la varietà dei materiali e delle prospettive.

Cattivi. Arte e schiavitù nel Mediterraneo moderno all'Istituto del Mondo Arabo offre così un’esperienza museale incentrata su un tema poco trattato nelle esposizioni d’arte europee. Grazie alla ricchezza delle sue opere e alla precisione delle sue analisi, questa mostra fornisce uno sguardo complementare rispetto ai grandi racconti storici tradizionali.

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Informazioni pratiche

Date e orari di apertura
Da 31 marzo 2026 a 19 luglio 2026

× Orari di apertura approssimativi: per confermare gli orari di apertura, si prega di contattare la struttura.

    Posizione

    1 Rue des Fossés Saint-Bernard
    75005 Paris 5

    Pianificazione del percorso

    Informazioni sull'accessibilità

    Accesso
    Metro Jussieu linea 7, linea 10

    Tariffe
    Tarif réduit : €7
    Plein tarif : €10

    Sito ufficiale
    www.imarabe.org

    Prenotazioni
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    Ulteriori informazioni
    Aperto da martedì a venerdì dalle 10 alle 18, e nei fine settimana e giorni festivi dalle 10 alle 19.

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