Siamo andati a vedere l'esposizione Eva Gonzalès al Petit Palais in occasione della sua apertura, in avenue Winston-Churchill, nel quarto arrondissement di Parigi, e vi raccontiamo tutto svelandovi le immagini. Il museo delle Belle Arti della Ville de Paris dedica alla pittrice Eva Gonzalès (1847-1883) la sua prima retrospettiva di grande livello, dal 15 settembre 2026 al 24 gennaio 2027, sotto il titolo Il percorso di un'artista libera. Quasi 100 dipinti, pastelli e stampe sono riuniti in un percorso cronologico.
L'ultima mostra di tale portata risale al 1885, due anni dopo la morte dell'artista. Centoquaranta anni di attesa, quindi. L'allestimento è firmato il Petit Palais in collaborazione con il Van Gogh Museum di Amsterdam, con il sostegno eccezionale del Museo d'Orsay.
Nata a Parigi nel 1847 in una famiglia della borghesia intellettuale, figlia dello scrittore Emmanuel Gonzalès e di una madre musicista, Eva cresce tra gli uomini di lettere. Poiché l'École des beaux-arts era chiusa alle donne, impara a dipingere nell’atelier riservato alle donne di Charles Chaplin.
Nel 1869, il pittore belga Alfred Stevens le presenta Édouard Manet. Diventa la sua unica e autentica allieva, e anche modella: il celebre Ritratto di Eva Gonzalès dipinto da Manet nel 1870, prestato dalla National Gallery di Londra, la ritrae seduta davanti al suo cavalletto. La mostra, del resto, affronta senza mezzi termini la domanda che la perseguita da tempo: questa pittrice è davvero solo l'allieva di Manet?
La risposta è nelle sale. Gonzalès espone al Salon tra il 1870 e il 1883 senza mai aderire al gruppo impressionista, come del resto faceva il suo mentore. Si ritrovano Une loge aux Italiens (1874, musée d'Orsay) e Le Clairon (1870, musée de Gajac), dove la pennellata è libera e l'interesse per i soggetti contemporanei richiama Manet, ma la sensibilità è già la sua.
Ciò che colpisce percorrendo le sale è la luce. La sua tavolozza dal forte contrasto e la pennellata fluida si dispiegano su temi intimi: sua sorella Jeanne Gonzalès, modella di riferimento, le scene domestiche, i bambini, i cappelli e i ventagli di una quotidianità borghese osservata senza sdolcinature.
Il Risveglio (1877), proveniente dalla Kunsthalle di Brema, fa parte delle tele sulle quali ci si ferma volentieri. I pastelli, invece, riservano una bella sorpresa: la materia è qui più libera che sugli oli.
Il percorso riserva anche uno spazio importante alle marine e ai paesaggi normanni, coltivati all’aperto vicino Dieppe e Grandchamp. Bambini tra le dune di sabbia o La passeggiata con l’asinello ci trascinano fuori dai chiusi interni parigini per offrire una rinfrescante sosta a metà percorso.
Due altre figure accompagnano l'artista: Henri Guérard, incisore e marito, e naturalmente Manet. In contrappunto, opere di Berthe Morisot, Mary Cassatt e Marie Bracquemond illuminano le condizioni della creatività femminile alla fine del XIX secolo, senza sommergere Gonzalès in un contesto collettivo. Un percorso di mediazione intitolato « Una vita d'artista al femminile » segue questo filo lungo tutta la sala, e si rivela piuttosto ben fatto.
Eva Gonzalès muore di un'embolia il 6 maggio 1883, pochi giorni dopo Manet e poco tempo dopo aver dato alla luce un figlio. Aveva 36 anni. Una vita breve, un'opera coerente e un riconoscimento che arriva con notevole ritardo.
Il Petit Palais è aperto da martedì a domenica, dalle 10:00 alle 18:00, con l’ultimo ingresso alle 16:45 e aperture serali fino alle 20:00 il venerdì e il sabato (ultimo ingresso alle 18:45). Il museo chiude il lunedì. Il prezzo intero è di 14 €, ridotto 12 €, con ingresso gratuito per i minori di 18 anni, i disoccupati e i visitatori in situazione di handicap. I dettagli delle gratuità sono disponibili sul sito di Paris Musées, e i biglietti orari si prenotano sulla biglietteria online. Il museo è raggiungibile con la metropolitana Champs-Élysées-Clemenceau (linee 1 e 13). Da sapere: le collezioni permanenti restano gratuite, salvo durante le aperture serali del weekend riservate alle esposizioni temporanee.
Un consiglio utile tratto dalla nostra visita: preferite venire verso la fine della giornata o durante le ore serali. Le sale si riempiono rapidamente nel pomeriggio, e i pastelli meritano di essere osservati da vicino senza spingere. Il museo propone anche un ciclo di conferenze gratuite sull'artista, dal 22 settembre 2026 al 12 gennaio 2027, oltre a visite guidate e concerti.
È una mostra che si prende i suoi tempi e non esagera nulla. Si rivolge agli appassionati di impressionismo che vogliono oltrepassare i sentieri battuti Monet-Renoir, a chi è interessato alla storia delle artiste donne, e alle famiglie, poiché le scene di infanzia offrono un ingresso semplice ai più piccoli.
Il formato resta accessibile: ci si impiega circa un’ora, senza fretta. Unica avvertenza, l’affluenza nei weekend può togliere un po’ di intimità al racconto, salvo che negli orari di punta. E l’esposizione partirà poi al Van Gogh Museum di Amsterdam a febbraio 2027, quindi è proprio ora di approfittarne.
Se prolungate la giornata, il Petit Palais prosegue l’anno dedicato alle donne artiste con Visionnaires, una carta bianca gratuita a Prune Nourry dal 20 ottobre 2026 al 24 gennaio 2027, seguito da Bruxelles 1900 dall’10 novembre 2026 al 25 aprile 2027. E per due altri bei appuntamenti nello stesso genere, vi consigliamo Eternel Tintoretto al museo Jacquemart-André, a due passi dagli Champs-Élysées, così come la nostra guida alle mostre di pittura da non perdere a Parigi e nell’Île-de-France. E per sapere tutto sul luogo stesso, avanti con il nostro articolo su il Petit Palais e i suoi tesori.
Date e orari di apertura
Da 15 settembre 2026 a 27 gennaio 2027
Posizione
Petit Palais
Avenue Winston Churchill
75008 Paris 8
Pianificazione del percorso
Informazioni sull'accessibilità
Età consigliata
Per tutti
Sito ufficiale
www.petitpalais.paris.fr















































