«Questa mostra ripercorre una storia delicata, che non è mai stata raccontata», spiega Clémentine Deroudille, curatrice della mostra (insieme a Lucile Humbert Beldjoudi e Chloé Dupont). È la storia di algerini, tunisini e marocchini che si sono trasferiti in Francia per un periodo o più a lungo, a partire dal 1960. Dopo l'indipendenza di questi tre Paesi del Maghreb, alcuni cineasti vengono a studiare in Francia, altri vi si stabiliscono: in altre parole, si insedia la prima generazione di immigrati maghrebini.
Da Samy Naceri a Jamel Debbouze, passando per Isabelle Adjani, Rachid Bouchareb, Camélia Jordana... La mostra ripercorre questa storia del cinema francese attraverso il prisma delle eredità maghrebine, tra segregazione, razzismo e storia coloniale. La mostra dedica ampio spazio all’audiovisivo, con una trentina di estratti di film, numerose locandine e poster di film, oltre a fotografie scattate durante le riprese.
È l’occasione per (ri)vedere alcuni estratti di Indigènes (diretto da Rachid Bouchareb), il film che ha dato risalto agli anonimi soldati maghrebini che parteciparono alla liberazione della Francia dall’occupazione nazista, nel 1943. Presentato al Festival di Cannes nel 2006, il film si aggiudicò il premio per la migliore interpretazione maschile per i suoi quattro protagonisti, interpretati sullo schermo da Jamel Debbouze, Roschdy Zem, Samy Naceri e Sami Bouajila. Oppure, per approfondire il fenomeno di La Haine, diretto da Mathieu Kassovitz, sulla storia delle banlieue e sulla visibilità che questo lungometraggio ha dato loro.
Il visitatore scopre anche le violenze della polizia, le date buie per questa popolazione di immigrati e discendenti di immigrati, in particolare il 17 ottobre 1961, giorno della sanguinosa repressione degli algerini scesi in piazza a Parigi per protestare contro un coprifuoco molto rigido, e i casi che hanno suscitato grande clamore, come la vicenda di «Omar m'a tuer», la morte di Malik Oussekine, ecc.
La mostra comprende anche un percorso per bambini, con didascalie rosa dedicate ai più piccoli. Tutti i testi della mostra sono redatti in francese, inglese e arabo. Calcolate almeno 1 ora e 30 minuti di visita: per ogni estratto da guardare, all’interno della mostra sono state installate vere poltrone da cinema, per offrirvi un’esperienza completa. Una sala, il cineclub, propone un approccio più ludico alla mostra, uno spazio per discutere o anche per fare una pausa durante la visita.
La mostra è in programma dal 30 ottobre 2026 al 21 marzo 2027. Il biglietto intero costa 12 €, quello ridotto 9 €; l’ingresso è gratuito per i minori di 18 anni e per i cittadini dell’Unione Europea con meno di 25 anni. Il museo è chiuso al pubblico tutti i lunedì. Una mostra interessante, molto ricca di contenuti storici, con riferimenti cinematografici che invitano a riflettere anche una volta terminata la visita.
Non è necessariamente consigliata ai bambini, perché è piuttosto complessa da comprendere, ma per gli adolescenti e gli adulti di tutte le età è una mostra imperdibile per comprendere la storia degli immigrati maghrebini in Francia dal 1960, attraverso la lente del cinema.
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Date e orari di apertura
Da 30 ottobre 2026 a 21 marzo 2027
Posizione
Museo della storia dell'immigrazione
293 Avenue Daumesnil
75012 Paris 12
Pianificazione del percorso
Informazioni sull'accessibilità
Tariffe
Moins de 26 ans : Gratuito
Tarif réduit : €9
Plein tarif : €12
Sito ufficiale
www.histoire-immigration.fr















































