Mostra di Villeglé al Museo Carnavalet: Parigi strappata si svela

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Da My de Sortiraparis · Foto di My de Sortiraparis · Aggiornato il 14 ottobre 2026 alle 14:36
L’esposizione Paris à l’arraché celebra al museo Carnavalet il centenario di Jacques Villeglé, l’artista che strappava gli affiches di Parigi per trasformarle in opere. Ci spostiamo nel Marais dal 14 ottobre 2026 al 14 febbraio 2027 per ripercorrere la storia dell’arte urbana parigina.

La mostra Paris à l'arraché apre le porte al museo Carnavalet, nel terzo arrondissement di Parigi, dal 14 ottobre 2026 al 14 febbraio 2027. Celebra il centenario di Jacques Villeglé (1926-2022), quell'artista che strappava i manifesti strappati dai muri della capitale per esporli al museo. Siamo andati a scoprirlo e vi raccontiamo tutto.

Aragon diceva che strappandogli il cuore si avrebbe trovato Parigi. Da Villeglé, sono i muri quelli che si strappano, ed è proprio Parigi quello che appare da sotto. Il percorso si segue come un film girato in soggettiva: si avanza al passo dell'artista, quartiere dopo quartiere, su settanta anni di trasformazioni della città.

Colonne Morris nel dopoguerra parigino fino agli adesivi di oggi, ci si imbatte in manifesti cinematografici strappati, slogan politici in brandelli, archivi mai mostrati e persino una vecchia targa «Divieto di affissione». Uno sguardo complice che fa sorridere, data la tematica.

Chi era Jacques Villeglé, "lo storico rilevatore"?

Nato a Quimper nel 1926, Jacques Mahé de La Villeglé si stabilisce a Parigi nel 1950. Per quasi settant'anni, la capitale diventa il suo studio all'aperto. Qui realizza circa 4.500 prelievi, raccogliendo quella che lui chiamava la "pelle dei muri".

Il suo metodo è semplice e singolare. Individua una palizzata coperta di manifesti sovrapposti, strappati da passanti anonimi o deteriorati dalla pioggia, poi li stacca e li incolla sulla tela. Ogni opera porta come titolo il nome della via e la data del prelievo. I veri autori, secondo lui, sono i passanti: per questo raccoglie le proprie creazioni sotto il nome di Lacéré anonimo.

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Sua figlia, Valérie Villeglé, ricorda che per molto tempo lui ha lavorato per la prefettura e poi per la Città di Parigi. Un mestiere che lo porta a percorrere le strade ogni giorno. Sottolinea anche che questa mostra rappresenta la prima occasione di rendere accessibili le archivi del fondo Villeglé: quaderni, appunti, documenti inediti. Si entra tanto nell’atelier quanto in strada. Diversi prestiti completano l’insieme, tra cui una bellissima tela proveniente dal Mucem di Marsiglia, prelevata in rue de la Fontaine-au-Roi il primo maggio.

Cosa si vede nella mostra Paris all'arremaggio?

La visita parte dalla Paris grigia dell’immediato dopoguerra. Le facciate non sono ancora state ristrutturate, e su quei muri scuri l’affissione esplode di colori. La città appare allora un’eccezione in Europa: mentre altrove la radio domina, Parigi resta fedele al poster incollato, su pareti divisorie tappezzate fin dal XVIII secolo.

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Si seguono quindi le peregrinazioni dell'artista nei quartieri di predilezione: Montparnasse, dove realizza la sua prima affissione con l'amico Raymond Hains nel 1949, nei pressi della Coupole, poi la Porte Maillot, Saint-Germain-des-Prés, il Marais e les Halles. Le tele dialogano con fotografie di Brassaï, Robert Doisneau o Sabine Weiss, estratti di film e archivi sonori.

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A metà percorso, una pausa benvenuta ci immerge nella musica di Pierre Henry. Attorno a Villeglé, i compagni di viaggio di ieri e di oggi sono tutti presenti, donando all'insieme un autentico respiro narrativo.

In che modo la locandina racconta la storia di Parigi?

È uno dei passaggi più affascinanti. Elezioni, guerra d'Algeria, referendum della V Repubblica: i muri fanno da diario, e Villeglé ne strappa delle pagine. Si proclama estraneo a ogni ideologia, ma i suoi ritagli raccontano la cronaca delle scosse politiche del paese.

Lo sapevate? Nel maggio ’68 la BnF raccoglieva manifesti insieme a Villeglé. Bisogna muoversi in fretta e arrivare all’alba, prima degli interventi di pulizia. L’artista ammette di essere arrivato puntuale solo una dozzina di volte. Si ritrova in particolare La Chienlit, è lui, prelevata rue des Francs-Bourgeois nel giugno 1968.

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Negli anni Settanta i cantieri di Beaubourg e delle Halles si chiudono dietro palizzate. Villeglé si ritrova al centro delle rivolte popolari messe in mostra su quelle enormi superfici. Poi la città cambia: cartelli sotto vetro, squadre di rimozione dei manifesti, una nuova politica di pulizia. Parigi diventa pulita, e finisce così il muro parlante e chi lo faceva parlare. L’artista parte allora per raccogliere materiali in periferia e in provincia.

Qual è il ruolo di Villeglé nell’arte urbana?

Per inquadrare l'artista bisogna risalire al 1960. Quell'anno firma la dichiarazione fondativa del Nouveau Réalisme accanto a Yves Klein, Arman e Raymond Hains, sotto la guida del critico Pierre Restany. Con Hains e François Dufrêne forma il nucleo degli "affichistes", quegli artisti plastici che fanno della carta strappata il loro materiale.

Il suo percorso prosegue quello degli scrittori flâneur del XIX secolo, dei surrealisti e di Brassaï, che già fotografava i graffiti incisi nella pietra. Anche la sezione finale richiama quegli artisti e pensatori degli anni Cinquanta e Sessanta, che vedevano la città come un terreno di gioco, per poi aprirsi all’arte urbana. La cattedra Street ART(s) dell’École normale supérieure, dedicata allo studio di queste pratiche, rientra d’altronde nel comitato scientifico.

È davvero un pioniere dello street art? A lui divertiva scherzarci su. Diceva di fare esattamente l’opposto: gli street artist aggiungono qualcosa alla strada, lui passava la vita a toglierla. Ma, dato che lavoravano tutti all’aperto, si sono capiti alla perfezione. Collabora così con il duo Lek & Sowat, che nel 2013 lo invita al Palais de Tokyo per porre l’ultimo tocco a una performance a gesso.

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Se i manifesti hanno taciuto, gli sticker hanno preso il posto. Molto diffusi fin dagli anni 2000, accompagnano a fine visita gli stencil di Miss.Tic. La strada non ha ancora finito di parlare.

Come visitare la mostra di Villeglé al museo Carnavalet?

Il museo vi accoglie dal martedì alla domenica, dalle 10 alle 18, in rue de Sévigné, a due passi dalla Place des Vosges e dal museo Picasso. Si raggiunge con la metropolitana Saint-Paul (linea 1) o Chemin Vert (linea 8). L’ingresso della mostra costa 15 €, 13 € in tariffa ridotta, ed è gratuito per i minori di 18 anni. Si consiglia di prenotare un biglietto con fascia oraria sulla biglietteria di Paris Musées. Le collezioni permanenti, invece, sono ad accesso libero: l’occasione per proseguire la passeggiata nel museo più antico dedicato alla storia della capitale.

Le visite guidate si svolgono ogni sabato alle 10. Alcuni sabati alle 14:30 è prevista una visita attiva semplificata rivolta a persone con disabilità, alle famiglie e a chi sta imparando il francese, basata su testi facili da leggere e da capire (FALC). Tutte le informazioni sono disponibili sul sito ufficiale del museo, e il catalogo esce presso le edizioni Paris Musées.

Qual è il programma della mostra?

Durante l'intera durata della mostra, l'Orangerie del museo ospita una serie di appuntamenti dedicati alle strade di Parigi:

  • 4 dicembre 2026, dalle 9:30 alle 23:00: carta bianca alla cattedra Street ART(s) dell'ENS, una giornata e una serata dedicate all'arte urbana
  • 12 novembre 2026, dalle 19:00 alle 20:30: Jacques Villeglé al lavoro, dalla fotografia al film documentario
  • 26 novembre 2026, dalle 19:00 alle 20:30: La vita dei muri, i manifesti parigini, segni della storia della città
  • 21 gennaio 2027: Parigi in cantiere, l'evoluzione della città tra parole e immagini
  • 4 febbraio 2027: L'arte urbana a Parigi, da Villeglé allo street art

A chi è rivolta questa mostra?

Questa mostra parla innanzitutto agli amanti della storia di Parigi, curiosi di rileggere la città dagli anni Cinquanta a oggi attraverso i suoi muri. Anche se la mostra non è immensa, il percorso è denso, ricco di documenti, e richiede un po' di tempo per goderla. Calcolate almeno un'ora e mezza.

Un piccolo avvertimento per gli appassionati di street art: siamo indubbiamente nel mondo dell’arte urbana, ma consideratelo soprattutto come una pagina di storia. Non aspettatevi una mostra di graffiti colorati o di murales maestosi. Qui si delinea piuttosto la genealogia di questa pratica, ed è proprio questo elemento a renderla una scoperta interessante da fare.

Per chi vuole vedere bombolette spray e stencil, la Expo des 150 et StreetArt Denfert si può visitare gratuitamente nel 14e fino al 25 ottobre 2026, previa prenotazione. E per una passeggiata all’aria aperta, la nostra guida Dove vedere street art a Parigi? vi accompagna tra i murales della capitale. Altre idee vi aspettano anche nella nostra selezione delle esposizioni di street art a Parigi e in Île-de-France.

Questa pagina può contenere elementi assistiti da AI, maggiori informazioni qui.

Informazioni pratiche

Date e orari di apertura
Da 14 ottobre 2026 a 14 febbraio 2027

× Orari di apertura approssimativi: per confermare gli orari di apertura, si prega di contattare la struttura.

    Posizione

    23 Rue de Sévigné
    75003 Paris 3

    Pianificazione del percorso
    Informazioni sull'accessibilità

    Sito ufficiale
    www.carnavalet.paris.fr

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