Gustave Fayet è una di quelle figure che la storia dell’arte moderna ha a lungo tenuto fuori dai radar. Eppure, dietro a questo nome ancora poco conosciuto si nasconde uno dei grandi segnali della modernità. Con Gustave Fayet, collezionista-creatore, in mostra dal 9 ottobre 2026 all’8 marzo 2027, la Fondazione Louis Vuitton riscopre un uomo che aveva l’occhio, l’audacia e una visione molto ampia di ciò che l’arte può essere.
L’mostra investe tutti gli spazi della Fondation Louis Vuitton e si sviluppa in due movimenti: Fayet collezionista, poi Fayet creatore. Il percorso raccoglie 767 opere e documenti, tra cui oltre 250 opere provenienti dalla sua collezione, riunite per la prima volta in un secolo, e 325 creazioni di Fayet, spesso inedite e restaurate per l’occasione. Un’indagine di diversi anni, sostenuta da 64 istituzioni internazionali e 71 collezioni private.
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Fayet sognava in grande e collezionava ancor di più. Riunì oltre 740 opere importanti d’arte moderna, escluse le stampe, e si schierò fin dall’inizio a favore dell’avanguardia. Nei suoi occhi, Van Gogh, Gauguin e Redon non sono scommesse rischiose, ma certezze. La mostra presenta così 10 dipinti di Van Gogh, 78 opere di Gauguin e 88 opere di Odilon Redon, accanto a Degas, Cézanne, Toulouse-Lautrec, Renoir, Berthe Morisot, Signac, Bonnard, Vuillard o Matisse.
Sequenza-evento all'interno della mostra: l’Autoritratto con l’orecchio bendato di Van Gogh torna in Francia, dove non era esposto dal 1937 né prestato per una mostra dal 1990. Dialogherà con l’Autoritratto con la tavolozza di Gauguin, mentre Il Cristo giallo, Ritratto dell’artista al Cristo giallo e Il Calvario breton ricorderanno il ruolo essenziale di Fayet nel riconoscimento di Gauguin.
Odilon Redon occupa anche un posto centrale. Amico e artista stimato da Fayet, realizza per lui lo sfondo della biblioteca dell’abbazia di Fontfroide, acquistata nel 1908 e trasformata in un’opera d’arte totale. Il Giorno, La Notte e Il Silenzio, a lungo celati agli occhi del pubblico, sono stati rivelati per la prima volta al grande pubblico.
Ma Fayet non si limita a comprare, a appendere e ad ammirare: crea. Pittore, acquerellista, ceramista, decoratore d'interni, progettista di tappeti, tessuti, carte da parati e libri illustrati, attraversa l'Art Nouveau e l'Art Déco con una libertà che entusiasma. I suoi fiori, motivi e colori sbocciano ben oltre il quadro.
Le sue acquerelli su carta assorbente diventano una firma visiva, poi trasposte nelle arti decorative tramite la Maison Della e l’Atelier de la Dauphine, fondati nel 1920 a Parigi. Le sue creazioni conquistano Paul Poiret, Jacques Doucet o Jeanne Lanvin.
Una programmazione musicale accompagnerà l’esposizione, in eco ai compositori della sua epoca. Con Gustave Fayet, collezionista-creatore, la Fondazione Louis Vuitton riapre un capitolo dimenticato dell’arte moderna e delle arti decorative. Sfavillante, prolifica, talvolta segreta, sempre abitata. André Suarès ne parlava così: "Ha fatto tutto con arte". L’esposizione sembra decisa a dimostrarlo, sala dopo sala.
Date e orari di apertura
Da 9 ottobre 2026 a 8 marzo 2027
Posizione
Fondazione Louis Vuitton
8 Avenue du Mahatma Gandhi
75116 Paris 16
Pianificazione del percorso
Informazioni sull'accessibilità
Accesso
1 stazione Les Sablons
Tariffe
Tarif -3ans : Gratuito
Tarif -18 ans : €5
Tarif étudiant : €10
Plein tarif : €18
Sito ufficiale
www.fondationlouisvuitton.fr



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