Martedì 17 ottobre 1961, una manifestazione pacifica notturna organizzata a Parigi dal Front de Libération Nationale a favore dell'indipendenza dell'Algeria fu duramente repressa dalla polizia dell'epoca su ordine del prefetto di polizia di Parigi, Maurice Papon. Tra 30 e 200 immigrati algerini, secondo gli storici, furono uccisi e gettati nella Senna,
Ottobre 1961. Sono ormai trascorsi cinque mesi dagli Accordi di Evian, siglati in aprile, e le trattative tra il Fronte di Liberazione Nazionale e il governo francese proseguono a buon ritmo sulla questione dell'indipendenza dell'Algeria, colonia francese dal 1830, sembrando vicine a un accordo con, all'orizzonte, un cessate il fuoco e l’instaurazione di uno stato algerino indipendente.
Ma a Parigi l'atmosfera è pesante e gli scontri tra polizia e immigrati sono pressoché quotidiani. Nominato prefetto di polizia di Parigi nel marzo 1958, Maurice Papon, in precedenza prefetto di Costantina dove aveva creato i distaccamenti operativi di protezione la cui specialità non era altra che la tortura, desidera combattere con maggiore decisione e violenza ancora contro la Federazione Francese del Front de Libération Nationale e importa a Parigi i supplizi già usati in Algeria.
Le perquisizioni e gli arresti all'interno della comunità algerina di Parigi si intensificano nel mese di agosto 1961. In risposta, il FLN mette in scena una serie di attentati che costano la vita a 11 poliziotti francesi. L'andamento della violenza si intensifica su entrambi i versanti e Maurice Papon annuncia che «per un colpo ricevuto», agli agenti è ordine di darne dieci in cambio.
Il 5 ottobre 1961 si registra una nuova provocazione con l'istituzione di un coprifuoco a Parigi per i “Français musulmans d’Algérie” che hanno ordine di non lasciare le proprie abitazioni ogni notte tra le 20:30 e le 5:30. L’ordinanza è formulata così: “Si consiglia con la massima insistenza ai lavoratori algerini di astenersi dal circolare di notte per le strade di Parigi e della sua banlieue, e soprattutto tra le 20:30 e le 5:30 del mattino.”
Ma il Fronte di Liberazione Nazionale non la vede affatto in quel modo. Considerando, a giusta ragione, questa interdizione razzista, discriminatoria e arbitraria, il FLN chiama gli immigrati algerini, uomini, donne e bambini, a manifestare pacificamente la sera del 17 ottobre 1961, contro il coprifuoco decretato dieci giorni prima e per chiedere l’indipendenza del loro paese.
Sono oltre 20.000 Algerini a rispondere all'appello del FLN e a sfidare il coprifuoco. La manifestazione, silenziosa e pacifica - il FLN ha ordinato ai manifestanti di non rispondere a provocazioni - prende il via alle otto di sera. Radunati nelle piazze pubbliche, i manifestanti scandiscono i loro slogan: « No al coprifuoco! » ; « Negoziate con il governo provvisorio della Repubblica algerina » ; « Indipendenza per l’Algeria! » ; « Viva il Fronte di Liberazione. »
Ma gli ordini del ministero dell'Interno sono chiari: a ogni costo bisogna impedire tali raduni. Inizia allora una notte di orrore, apice della rivoluzione algerina in Francia; un vero massacro compiuto dalle autorità francesi contro i manifestanti algerini.
In una sola notte, tra i 22.000 manifestanti, 11.538 algerini sono stati arrestati in modo totalmente arbitrario e trasferiti, a bordo di autobus parigini requisiti per l’occasione, in diversi campi di internamento a Parigi come il Palais des Sports, il Parc des expositions de la Porte de Versailles, lo Stadio Pierre de Coubertin oppure il centro di identificazione di Vincennes, dove sono stati maltrattati, torturati e sottoposti a intensi interrogatori per diversi giorni dalle forze dell’ordine. Alcuni hanno perso la vita.
All’uscita dalle bocche della metropolitana, colpi e insulti piovono sugli immigrati con una violenza estremamente intensa; è scattata la caccia all’identità etnica, e la dimostrazione si protrae per tutta la notte. Per le strade, nelle stazioni della metropolitana, le forze dell’ordine attaccano e uccidono deliberatamente decine di manifestanti e gettano i loro corpi nella Senna.
Nelle prime ore del mattino del 18 ottobre 1961 i quotidiani riferiscono solo di 2–3 morti secondo la polizia e tra 44 e 64 feriti. Si apprenderà, in seguito, che molti giornalisti e fotografi presenti sul posto, la sera della manifestazione, sono stati silenziati dalla prefettura di polizia; solo Libération e L'Humanité osano denunciare il massacro. Ma nei giorni successivi, dizaines de corps sont repêchés, decine di corpi sono stati recuperati, galleggiavano sulla Senna. Secondo gli storici, tra 30 e 200 Algerini sono morti quella notte.
Nonostante l'indignazione di molti parlamentari, tra cui Gaston Defferre ed Eugène Claudius-Petit, che chiedono rapidamente la creazione di una commissione d'inchiesta, Maurice Papon ribadisce il suo sostegno agli agenti francesi, dichiarando che hanno compiuto il proprio dovere.
Per molto tempo, la Francia ha taciuto su questo evento di rara violenza, ritenuto dagli storici britannici Jim House e Neil MacMaster come la repressione statale contemporanea più violenta mai inflitta a una manifestazione di piazza nell’Europa occidentale.
Ci vorrà il 2001 affinché venga apposta una placca commemorativa su cui è inciso «Alla memoria dei numerosi algerini uccisi durante la sanguinosa repressione della manifestazione pacifica del 17 ottobre 1961», installata dal sindaco dell’epoca, Bertrand Delanoë, sul Pont Saint-Michel, a due passi dalla Prefettura di Polizia da cui furono gettati nel fiume tantissimi algerini.
Nel 2012 il presidente della Repubblica François Hollande riconobbe per la prima volta l’impegno della Francia in quel massacro, lasciando trapelare a mezza voce: "Il 17 ottobre 1961, degli algerini che manifestavano per il diritto all’indipendenza furono uccisi durante una repressione sanguinosa. La Repubblica riconosce con lucidità tali fatti. A 51 anni da questa tragedia, rendo omaggio alla memoria delle vittime."
17 ottobre 1961: La guerra d'Algeria nel cuore di Parigi
Il 17 ottobre 1961 a Parigi: una manifestazione algerina, un massacro coloniale
Date e orari di apertura
Il 17 ottobre 2026
Posizione
Stadio Pierre de Coubertin
82 avenue Georges Lafont
75116 Paris 16
Pianificazione del percorso
Informazioni sull'accessibilità
Ulteriori informazioni
Iconografia: Intestazione: Jean Texier/Mémoires d'Humanité - Archives départementales de la Seine-Saint-Denis Foto n. 2: Manifestazione dei lavoratori algerini. Parigi, 17 ottobre 1961 © Roger-Viollet Foto n. 3: 17 ottobre 1961. Métro Concorde © Elie Kagan/Bibliothèque de documentation internationale contemporaine Foto n. 4: Manifestanti algerini fermati a Puteaux, 17 ottobre 1961 - ©AFP Foto n. 5: Prima pagina di Le Figaro, 18 ottobre 1961 Foto n. 6: Targa in memoria degli algerini uccisi, FSouici







































