Cronaca del 25 ottobre a Parigi: l'installazione dell'obelisco di Luxor sulla Piazza della Concorde

Da Manon de Sortiraparis · Aggiornato il 28 ottobre 2021 alle 15:10
Il 25 ottobre 1836 l'obelisco di Luxor viene innalzato al centro della Piazza della Concorde per volere del re Luigi-Philippe. Offerto alla Francia dal viceré d'Egitto in segno di buona intesa, l'obelisco arriva a Parigi nel 1833 dopo un'incredibile odissea sulle onde.

Martedì 25 ottobre 1836, l'Obelisco viene eretto nel bel mezzo della Piazza della Concorde per iniziativa del re Luigi-Philippe, davanti a oltre 200.000 Parigini accorsi sulla piazza, sui terrazzi circostanti e ai piedi degli Champs-Élysées. Offerto alla Francia nel 1830 da Mehémet Ali, visir d'Egitto, in segno di amicizia, questa gemma egizia alta 23 metri e dal peso di 230 tonnellate, realizzata in granito rosa d’Assuan e vecchia di 3300 anni, proviene dal tempio di Amon a Luxor. Raggiunge la destinazione non senza fatica nel 1833 dopo un viaggio di 2 anni sulle onde.

Arrivato in Egitto nell'agosto 1828 al timone di una missione franco-toscana, Jean-François Champollion, egittologo francese a cui si deve la traduzione dei geroglifici della pietra di Rosetta, resta affascinato di fronte ai due obelischi all'ingresso del tempio di Luxor. Il 24 novembre 1828, scrive: "Un palazzo immenso, preceduto da due obelischi di quasi 80 piedi, da un unico blocco di granito rosa di Assuan, di lavoro squisito, accompagnati da 4 colossi della stessa materia, e alti circa 30 piedi, perché sono sepolti fino al petto. Anche qui si tratta di Ramsès II il Grande."

Con eloquenza, l'egittologo riesce a convincere Mehémet Ali a donare alla Francia questi gioielli eretti sotto il regno di Ramsès II, nel XIII secolo a.C. Il viceregente d'Egitto, che prevedeva piuttosto di offrire alla Francia uno dei due obelischi di Alessandria, l'altro doveva tornare agli inglesi, accetta. Ma ora si presenta il problema del trasporto dei due monoliti, ciascuno dei quali pesa oltre 200 tonnellate.

Entrée Temple d'Amon à Louxor avec ses deux obélisques (RMN-Grand Palais (musée du Louvre) / Les frères Chuzeville)Entrée Temple d'Amon à Louxor avec ses deux obélisques (RMN-Grand Palais (musée du Louvre) / Les frères Chuzeville)Entrée Temple d'Amon à Louxor avec ses deux obélisques (RMN-Grand Palais (musée du Louvre) / Les frères Chuzeville)Entrée Temple d'Amon à Louxor avec ses deux obélisques (RMN-Grand Palais (musée du Louvre) / Les frères Chuzeville)

Dalla fine del 1829, Carlo X, allora re di Francia, affidò al Ministero della Marina l'incarico di concepire un modo per riportare gli obelischi a buon porto. Un'imbarcazione appositamente pensata per questa delicata missione, battezzata Luxor, fu costruita e varata nel porto di Tolone il 26 luglio 1830. Lunga 43 metri e larga 9, lo Luxor doveva essere in grado di navigare sul Nilo, attraversare il Mar Mediterraneo, cabotaggiare sull'Oceano Atlantico prima di risalire la Senna, passando sotto i suoi ponti.

La Rivoluzione del 1830, che vide Carlo X sostituito dal cugino Luigi Filippo d'Orléans, non mise a repentaglio il progetto e pochi mesi dopo, il 29 novembre 1830, l'Egitto consegnò ufficialmente alla Francia i due obelischi di Luxor in segno di buona intesa e di gratitudine per il lavoro svolto da Champollion nella decifrazione dei geroglifici. La Luxor lasciò il porto di Tolone il 15 aprile 1831 al comando di Raymond de Verninac Saint-Maur, inizialmente per riportare indietro solo uno dei due obelischi.

Fu Champollion a scegliere quale obelisco riportare per primo, "il più occidentale, quello a destra entrando nel palazzo". "Il pyramidion ha sofferto un po', è vero, ma tutto il corpo di questo obelisco è intatto e mirabilmente conservato, mentre l'obelisco di sinistra, come mi hanno convinto gli scavi, ha subito una grande frattura verso la base", descrisse l'egittologo per giustificare la sua scelta.

Vue de l'abattage de l'obélisque, dans Campagne du Luxor, Leon de Joannis, Musée national de la MarineVue de l'abattage de l'obélisque, dans Campagne du Luxor, Leon de Joannis, Musée national de la MarineVue de l'abattage de l'obélisque, dans Campagne du Luxor, Leon de Joannis, Musée national de la MarineVue de l'abattage de l'obélisque, dans Campagne du Luxor, Leon de Joannis, Musée national de la Marine

Inizia allora un viaggio oltre le onde che durerà quasi tre anni. Trainato dalla Sfinge, il Luxor arriva a Luxor il 14 agosto 1831 e si avvicina al tempio il più possibile grazie allo scavo di un canale di 400 metri che permette lo sbarco del monolito il 19 dicembre 1831. Ma l'equipaggio deve attendere otto mesi sul posto e la piena del Nilo per poter riprendere la rotta il 18 agosto dell'anno successivo.

Nell'ottobre 1832 si presenta un nuovo ostacolo alla navigazione: bloccato da banchi di sabbia all'ingresso del Nilo, il Luxor è costretto ad aspettare fino al 1° gennaio 1833 prima di riprendere la rotta. Giunto ad Alessandria, la barca deve poi attendere fino al 1° aprile 1833 e la fine delle tempeste d'inverno per proseguire il suo viaggio. Raggiunta Tolone nella notte tra il 10 e l'11 maggio 1833, l'obelisco arriva infine a Parigi il 23 dicembre dello stesso anno, dopo essere stato trainato sul Mediterraneo, aver fatto il periplo della Spagna e risalito la Senna da Rouen.

Ma una volta giunto in Francia, ecco che arriva un nuovo ostacolo: mentre l'obelisco è coperto di geroglifici che raccontano le vittorie di Ramsès II, la sua base originale è ornata da 16 scimmie babuine addestrate sulle zampe posteriori, lasciando così intravedere i loro organi sessuali. Quest'aspetto viene ritenuto indecente per l'epoca, e si decide quindi di sostituirlo con una base più convenzionale, mentre la base originaria entra a far parte delle collezioni del Musée du Louvre.

La corvette Sphinx remorquant la barge Louqsor au retour vers la France, L. de Joannis, Musée national de la MarineLa corvette Sphinx remorquant la barge Louqsor au retour vers la France, L. de Joannis, Musée national de la MarineLa corvette Sphinx remorquant la barge Louqsor au retour vers la France, L. de Joannis, Musée national de la MarineLa corvette Sphinx remorquant la barge Louqsor au retour vers la France, L. de Joannis, Musée national de la Marine

Il 25 ottobre 1836, dopo anni di attesa, l'Obelisco di Luxor è finalmente eretto al centro della place de la Concorde, tra l’avenue des Champs-Elysées e il Jardin des Tuileries. Di fatto, l’erezione dell’obelisco in quel punto mette fine alle polemihe politiche: alle origini place royale costruite in omaggio a Luigi XV, la place diventa infatti sotto la Rivoluzione francese un alto luogo insurrezionale dove finiscono guillottinati Louis XVI, Marie-Antoinette, Charlotte Corday, Danton, Robespierre, e molti altri.

All’alba del 25 ottobre 1836, quasi duecentomila Parigini si accalcano in piazza e sulle terrazze circostanti fino in fondo all’avenue des Champs-Élysées. L’ingegnere Apollinaire Lebas dirige la pericolosa installazione di sollevamento, che richiede macchinari, cavi e un ingegnoso sistema di contrappesi. Durante tutta l’operazione, l’ingegnere resta volutamente sotto l’obelisco per non rischiare di sopravvivere in caso di incidente e così evitare il disonore. Fortunatamente per lui, l’operazione ha successo e l’obelisco si mantiene in verticale per alcune ore.

Osservando discretamente l'e­rezione dell'obelisco dall'hôtel de la Marine per potersi allontanare furtivamente in caso di caduta e di distruzione del monolito, il re Luigi-Philippe compare finalmente sul balcone dell'hôtel in compagnia della famiglia reale e accoglie a lungo l'ovazione della folla. Champollion, morto nel 1832, non vedrà mai l'adempimento della sua opera.

Érection de l’Obélisque de Louxor le 25 octobre 1836 - Musée national de la MarineÉrection de l’Obélisque de Louxor le 25 octobre 1836 - Musée national de la MarineÉrection de l’Obélisque de Louxor le 25 octobre 1836 - Musée national de la MarineÉrection de l’Obélisque de Louxor le 25 octobre 1836 - Musée national de la Marine

Classé monumento storico nel 1936, il più antico monumento di Parigi è coronato dal 1998 da un pyramidion in bronzo, ricoperto da foglie d’oro. Il secondo obelisco, che non sarebbe mai stato riportato a Parigi, è stato infine restituito all’Egitto nel 1981 da François Mitterrand, che annuncia di rinunciare definitivamente a rivendicarne la proprietà. Per curiosità, nel 1845 Luigi-Philippe donò all’Egitto un orologio in rame in segno di ringraziamento. Quest’oggetto, che ora ornă la cittadella del Cairo, non avrebbe mai funzionato correttamente, secondo i Cairoti, probabilmente danneggiato al momento della consegna.

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Informazioni pratiche

Date e orari di apertura
Il 25 ottobre 2026

× Orari di apertura approssimativi: per confermare gli orari di apertura, si prega di contattare la struttura.

    Posizione

    Place de la Concorde
    75008 Paris 8

    Pianificazione del percorso

    Ulteriori informazioni
    Iconografie: Intestazione: Erezione dell'obelisco di Luxor in Place de la Concorde, François Dubois, Musée Carnavalet Ingresso del Tempio di Amon a Luxor con i suoi due obelischi, RMN-Grand Palais (Musée du Louvre) / Les frères Chuzeville Veduta dell'abbattimento dell'obelisco, in Campagne du Luxor, Leon de Joannis, Musée national de la Marine La corvetta Sphinx che rimorchia la chiatta Luxor per riportarla in Francia, L. de Joannis, Musée national de la Marine Erezione dell'obelisco di Luxor il 25 ottobre 1836, Musée national de la Marine

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