Lo sapevate? Perché un tempo Place de Grève si chiamava Place de l'Hôtel de Ville?

Da Laurent de Sortiraparis · Foto di My de Sortiraparis · Aggiornato il 16 luglio 2025 alle 18:09 · Pubblicato su 15 luglio 2025 alle 18:09
Conosciuta da tempo come Place de Grève, l'odierna Place de l'Hôtel-de-Ville di Parigi è stata utilizzata in molti modi: come porto commerciale, come luogo di esecuzione pubblica e come centro del potere comunale dal 1357. Scoprite la sua storia!

Sapevate che uno dei luoghi più emblematici di Parigi era un tempo un porto, teatro di esecuzioni e simbolo del potere? Situata nel 4° arrondissement di Parigi, Place de Grève - oggi nota come Place de l'Hôtel-de-Ville - era un tempo un'area sterrata sulle rive della Senna. Prima di diventare il centro amministrativo della capitale a partire dal 1357, questa piazza era innanzitutto una "grève" in senso topografico: un'area sabbiosa in leggera pendenza verso il fiume. Questo toponimo, originariamente descrittivo, avrebbe poi assunto molteplici significati storici e sociali.

Lo"sciopero", prima che politico, fu quindi geografico. Nel 1141, Luigi VII cedette parte di quest'area alla potente corporazione dei mercanti d'acqua, che vi installò un porto di scarico. Questo sito strategico si evolve rapidamente: nel 1357, Étienne Marcel, prevosto dei mercanti, acquista la "maison aux piliers " per costruirvi il primo municipio. Da quel momento, Place de Grève divenne il cuore amministrativo di Parigi, ruolo che mantenne ininterrottamente fino alla Rivoluzione.

Un teatro di esecuzioni pubbliche

Ma la Place de Grève è famosa anche per il suo ruolo nella storia criminale. A partire dal XIV secolo, infatti, divenne il luogo di esecuzione preferito dalla giustizia reale e poi da quella municipale. La prima donna ad essere giustiziata, Marguerite Porette, fu bruciata viva qui nel 1310 e per più di cinque secoli, fino al 1830, il luogo fu associato al patibolo. Le persone venivano impiccate, decapitate o bruciate, a seconda del loro status sociale. " Victor Hugo scrisse in Notre-Dame de Paris: "Da allora la Grève ebbe questo aspetto sinistro che conserva ancora oggi per le idee esecrabili che risveglia.

Lo scrittore, che da bambino fu testimone di diverse esecuzioni pubbliche, evoca vividamente queste scene in Le Dernier Jour d'un Condamné (L'ultimo giorno di un condannato). In esso descrive"l'Hôtel de Ville [...] scuro, tetro, con la faccia tutta rosicchiata dalla vecchiaia [...] Nei giorni delle esecuzioni, vomita gendarmi da tutte le porte e guarda il condannato da tutte le finestre". Questo spettacolo, con il suo mix di folla, paura e intrattenimento morboso, ha lasciato un segno indelebile nella nostra memoria collettiva.

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Una funzione amministrativa importante

Accanto a questa dimensione giudiziaria, la piazza mantenne il suo ruolo di centro del potere comunale. Già all'epoca di Francesco I, il progetto di ricostruzione delmunicipio fu affidato a Dominique Boccador. La costruzione iniziò nel 1533, ma fu completata solo nel 1628. L'edificio subì diverse trasformazioni nel XIX secolo, in particolare su impulso del prefetto Haussmann, che vi si trasferì nel 1853.

Nel 1803, nel tentativo di modernizzare la toponomastica, la Place de Grève fu ufficialmente rinominata Place de l'Hôtel-de-Ville. Il termine"grève" (sciopero), che era diventato sinonimo di raduni popolari e persino di proteste, soprattutto in seguito ai successivi movimenti operai, fu sostituito da un nome più istituzionale.

L'eredità di una memoria urbana

Oggi, sebbene le esecuzioni siano cessate nel 1832 (furono trasferite alla Barrière Saint-Jacques), l'antica Place de Grève conserva nella sua pietra e nella sua memoria l'impronta dei secoli. Rimane un luogo di incontro, ma anche un testimone silenzioso delle trasformazioni politiche, sociali e giudiziarie di Parigi. Come scrisse Hugo in Actes et Paroles:"C'è una divinità orribile, tragica, esecrabile, pagana. [...] Ora si chiama Pena di morte".

La Place de Grève, a lungo teatro della violenza di Stato e dell'esercizio del potere municipale, riassume la complessità storica di Parigi: tra giustizia, politica, commercio e memoria collettiva.

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