Il Passage Brady, il passaggio coperto di Parigi dall'atmosfera di Little India

Da Manon de Sortiraparis · Foto di Manon de Sortiraparis · Aggiornato il 27 agosto 2026 alle 02:02
Ristoranti indiani, alimentari, profumi di spezie e vetrine dai colori vivaci... Il Passage Brady spicca tra i passaggi coperti di Parigi. Aperto nel 1828 nel X arrondissement, ha perso la sua rotonda e una parte del tracciato nel XIX secolo prima di diventare uno dei volti del quartiere indiano della capitale.

Il Passage Brady merita una deviazione per una ragione diversa dalle mosaici della Galerie Vivienne e dalle dorature di Véro-Dodat. Questa galleria storica, che collega oggi la rue du Faubourg-Saint-Denis al boulevard de Strasbourg, è diventata una delle destinazioni emblematiche del Parigi multiculturale.

Per capire com'è oggi il volto di questo luogo, bisogna risalire a due secoli fa. Il mercante Monsieur Brady, associato a Monsieur Briavoine, dà il via ai lavori nel 1825. Il passaggio aperto al pubblico il 15 aprile 1828, con un progetto ambizioso che prevedeva 113 botteghe e laboratori, sormontati da alloggi.

Il luogo ospita allora negozi di abbigliamento, rivenditori, sale di lettura e persino un stabilimento di bagni pubblici. Ma il successo auspicato tarda ad arrivare. Già a partire dagli anni 1830, le friperies prendono un posto importante nella galleria. Il Passage Brady possiede ancora, in quel periodo, un elemento architettonico oggi scomparso: una rotonda situata al centro del percorso.

La storia del passaggio cambia nel 1854. Lo scavo del boulevard de Strasbourg attraversa il tracciato e fa scomparire la parte centrale nonché la sua rotonda. Da allora Brady presenta una configurazione abbastanza rara a Parigi: il passaggio è diviso in due tronconi dal boulevard. A ovest, tra il 46 rue du Faubourg-Saint-Denis e il 33 boulevard de Strasbourg, si continua a percorrere sotto una vetrata. Dall'altro lato, in direzione del 43 rue du Faubourg-Saint-Martin, la seconda parte è ormai all'aperto!

Alla fine del XIX secolo, anche il settore attira diversi artisti Nabi. Pierre Bonnard, Édouard Vuillard, Maurice Denis, Paul Sérusier, René Piot e ancora Henri-Gabriel Ibels figurano tra gli habitué dei ristoranti del passaggio negli anni 1890. Un passato artistico abbastanza inaspettato rispetto all’identità che Brady svilupperà un secolo più tardi.

Ma a partire dagli anni 1970 e 1980, l'atmosfera cambia davvero. Commercianti e ristoratori provenienti soprattutto dall'India, dal Pakistan e dall'Oceano Indiano si insediano gradualmente nel passaggio e nelle sue immediate vicinanze. Ristoranti, spacci alimentari e negozi specializzati plasmano progressivamente questa identità, che oggi le vale il soprannome di "Piccola India". Il fenomeno va oltre il passaggio Brady: le strade vicine costituiscono ormai uno dei principali quartieri indiani, pakistani e sri-lankesi di Parigi.

Oggi la parte coperta resta quella più riconoscibile. Sotto la vetrata si susseguono ristoranti e negozi, mentre il nome Brady fa ancora capolino in una mosaico blu su sfondo giallo a pavimento. Dall’altro lato del viale, l’atmosfera cambia con la sezione scoperta, maggiormente legata ai negozi di costumi e travestimenti.

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Informazioni pratiche

Posizione

Passage Brady
75010 Paris 10

Pianificazione del percorso

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