Il 14 settembre 1791, Olympe de Gouges pubblica a Parigi Les Droits de la femme, una brochure in cui figura la Déclaration des droits de la femme et de la citoyenne. Due anni dopo la Déclaration des droits de l'homme et du citoyen, la scrittrice ne riprende metodicamente la costruzione per rivelarne una contraddizione: come proclamare diritti "universali" mantenendo allo stesso tempo metà della popolazione ai margini della cittadinanza politica? In 17 articoli, Olympe de Gouges porta i principi del 1789 fino alle loro conseguenze logiche e reclama l'uguaglianza giuridica e politica tra i sessi.
Il momento scelto non è casuale. La Francia sta completando l'elaborazione della sua prima Costituzione scritta. Louis XVI l'ha accettata il 13 settembre 1791 e presta giuramento il giorno seguente davanti all'Assemblea. La Rivoluzione afferma di aver profondamente rifondato l'ordine politico francese, ma le donne restano escluse dal suffragio e dalla rappresentanza nazionale. Partecipano alle giornate rivoluzionarie, frequentano tribune e club, redigono petizioni, lavorano e pagano contributi, senza disporre degli stessi diritti politici degli uomini.




È proprio questa incoerenza che Olympe de Gouges denuncia. Nata Marie Gouze a Montauban nel 1748, vedova molto giovane, si è trasferita a Parigi dove si è imposta nel mondo della letteratura e del dibattito pubblico. Drammaturga, pamphlettista e autrice politica particolarmente prolifica, ha già difeso l'abolizione della schiavitù, il diritto al divorzio, la libertà di espressione e diversi progetti di riforma sociale. La Rivoluzione le offre un terreno politico all'altezza del suo temperamento: moltiplica brochure, lettere e manifesti per intervenire direttamente nei dibattiti del suo tempo.
Con la Dichiarazione dei diritti della donna e della cittadina, il suo metodo è spaventosamente semplice. Olympe de Gouges riprende la struttura della Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino del 26 agosto 1789, ma sostituisce l’universale maschile con una formulazione che rende le donne esplicitamente visibili.




Fin dal primo articolo, è stabilito il principio: "La donna nasce libera e rimane uguale all'uomo nei diritti." L'articolo 3 ridefinisce la nazione come l'unione "della donna e dell'uomo". L'articolo 6 esige che cittadine e cittadini possano partecipare personalmente o tramite i loro rappresentanti all'elaborazione della legge e accedere agli impieghi pubblici in base alle proprie capacità. L'articolo 13 amplia il ragionamento sul piano fiscale: poiché le donne contribuiscono alle spese della società, devono anche partecipare alla distribuzione delle posizioni, delle dignità e delle responsabilità.
Olympe de Gouges non chiede quindi solo un miglioramento della condizione femminile, ma solleva la questione della cittadinanza stessa. Se i diritti sono naturali e universali, su quale principio si possono escludere le donne?




È in questa linea di pensiero che emerge la frase diventata la più celebre del testo. All'articolo 10, essa rileva che « la donna ha il diritto di salire sull'impalcatura; deve avere anche quello di salire in tribuna ». La formula possiede una forza particolare nella Francia rivoluzionaria: le donne sono soggette alle stesse leggi penali degli uomini e possono subire le stesse condanne, ma non dispongono degli stessi mezzi per partecipare alla fabbricazione di queste leggi.
La Dichiarazione va oltre il semplice diritto di voto. Olympe de Gouges affronta l’uguaglianza davanti alla legge, l’accesso alle cariche pubbliche, la proprietà, la libertà di opinione e il riconoscimento dei bambini nati fuori dal matrimonio. Nel preambolo, chiama direttamente le donne a prendere coscienza della loro condizione e critica i rapporti di dipendenza economica e giuridica che strutturano il matrimonio. Immagina perfino un contratto tra uomo e donna destinato ad organizzare in modo più equo i loro beni e le loro obbligazioni!




Il testo è preceduto da un intervento particolarmente audace rivolto a Maria Antonietta. Olympe de Gouges invita la regina a sostenere la causa delle donne e le suggerisce che un simile impegno potrebbe restituirle prestigio. L’atteggiamento riassume bene l’unicità politica della sua autrice: rivoluzionaria nelle rivendicazioni di uguaglianza, non è però fautrice di una Repubblica radicale e resta dunque favorevole a una monarchia costituzionale.
La brochure porta d'altronde un'indicazione rivelatrice: la Dichiarazione è proposta "da decretare dall'Assemblea Nazionale nelle sue ultime sedute o in quella della prossima legislatura". Olympe de Gouges non redige semplicemente un manifesto filosofico, ma presenta il suo testo come una risposta politica diretta all'ordine costituzionale appena instaurato.




Il suo richiamo resta purtroppo privo di effetto legislativo. La Dichiarazione non è adottata e le donne francesi dovranno attendere più di un secolo e mezzo prima di ottenere il diritto di voto, concesso dall'ordinanza del 21 aprile 1944 e poi esercitato per la prima volta nelle elezioni comunali del 1945. Il testo di Olympe de Gouges conosce di fatto una posterità sorprendentemente tardiva: a lungo poco diffuso e ampiamente dimenticato, ritrova una posizione di rilievo nella storia dei diritti delle donne nel XX secolo.
Il destino della sua autrice, lui, cambia rapidamente con la radicalizzazione della Rivoluzione. Olympe de Gouges si oppone alla violenza politica, si avvicina alle posizioni dei girondini e prende di mira in particolare Robespierre. Arrestata nel luglio 1793 dopo la pubblicazione di un manifesto ritenuto controrivoluzionario, è stata processata davanti al Tribunale rivoluzionario poi ghigliottinata il 3 novembre 1793, in piazza della Rivoluzione, l'attuale piazza della Concorde.




Due anni prima, aveva scritto che la donna che ha il diritto di salire sull'impalcatura doveva anche poter salire sulla tribuna. La posterità ha spesso avvicinato questa frase alla propria morte, rischiando di ridurre la Dichiarazione a una formula profetica.
Leggi l'intera Dichiarazione dei Diritti della Donna e della Cittadina
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Date e orari di apertura
Il 14 settembre 2026
Posizione
Piazza della Concordia
Place de la Concorde
75008 Paris 8
Pianificazione del percorso



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