Nella notte tra il 16 e il 17 settembre 1792, dei ladri sono stati sorprresi al Garde-Meuble national, sull'attuale piazza della Concorde. Le autorità scoprono allora che un saccheggio di portata straordinaria è in corso da diversi giorni all'interno dell’edificio: quasi 9.000 pietre preziose sono sparite, tra cui alcuni dei più famosi diamanti della monarchia francese. Il tesoro accumulato dai re di Francia nei secoli è stato disperso in poche notti!
Per capire come un tale furto sia stato possibile avvenire quasi sotto gli occhi del potere, bisogna tornare al Parigi particolarmente caotico di settembre 1792. La monarchia è caduta dopo la presa delle Tuileries del 10 agosto, Luigi XVI è imprigionato al Tempio e gli eserciti prussiani e austriaci avanzano verso la Francia. Tra il 2 e il 6 settembre, i massacri commessi nelle prigioni parigine fanno più di mille morti. È in questa capitale febbrile che diversi gruppi di ladri sfruttano una sorveglianza lacunosa per prendere di mira uno dei tesori più preziosi d’Europa.




Questo si trova allora al Garde-Meuble, l'attuale Hôtel de la Marine. Costruito nel XVIII secolo da Ange-Jacques Gabriel sulla piazza Louis-XV, futura piazza de la Concorde, l'istituto è incaricato di conservare e gestire i mobili, arazzi, armi e oggetti preziosi appartenenti alla Corona. Alcune delle sue collezioni sono persino esposte al pubblico. Tra queste figurano i gioielli della Corona, la cui storia risale ufficialmente a Francesco I, che aveva voluto costituire un insieme di pietre legate alla monarchia e trasmissibili ai suoi succcessori.
Il contenuto del tesoro provoca vertigine. Un inventario realizzato durante la Rivoluzione ne elenca in particolare 9.547 diamanti, 506 perle, 230 rubini e spinelli, 150 smeraldi, 71 topazi e 35 zaffiri. E alcune pietre hanno già una storia quasi altrettanto celebre di quella dei sovrani che le hanno indossate.




Tra i pezzi più celebri spicca il Régent, diamante eccezionale acquistato nel 1717 da Philippe d’Orléans durante la sua reggenza e, in seguito, impiegato su diverse corone reali. Ma figurano anche il Sancy, passato di mano a varie grandi famiglie europee, e soprattutto il maestoso Grand Diamant Bleu di Luigi XIV, una pietra riportata dall’India dal viaggiatore e mercante Jean-Baptiste Tavernier. Acquistato dalla Corte durante i tempi di Luigi XIV e poi rifilato, questo diamante di circa 69 carati fu integrato da Luigi XV nell’insigne dell’Ordine della Toison d’or.
Un tesoro straordinario, dunque, ma la cui esistenza e composizione non sono affatto segrete. L'inventario dei gioielli è stato reso pubblico durante la Rivoluzione e il Garde-Meuble poteva già essere visitato. Le ricchezze conservate dietro quelle mura erano quindi note a sufficienza da attirare le cupidità!




Le prime effrazioni avvengono nella notte tra l'11 e il 12 settembre 1792. I ladri approfittano della disposizione dei locali e della debole sorveglianza. Giungono nelle stanze dove sono conservati i gioielli entrando dalla facciata e dalle finestre che danno sul colonnato. I sigilli posti sugli accessi principali danno paradossalmente l'illusione che il tesoro sia protetto, mentre le aperture esterne restano vulnerabili.
Soprattutto, i ladri capiscono che possono tornare. Per diverse notti, uomini diversi entrano nell'edificio e portano via pietre e gioielli. Il caso assume così una dimensione quasi incredibile: il tesoro della Corona non viene svuotato in un colpo solo, ma progressivamente, mentre Parigi attraversa uno dei periodi più turbolenti della Rivoluzione.




E i ladri se la prendono comoda!
I resoconti dell'inchiesta citano pasti e bottiglie consumate all'interno del Garde-Meuble. Il furto a volte sembra meno uneoperazione clandestina perfettamente orchestrata che una razia protratta a cui partecipano diversi individui.
Tutto cambia il 16 settembre. Di notte, uomini vengono infine individuati nei dintorni dell'edificio e alcuni sono arrestati con delle pietre addosso. Quando le autorità ispezionano le sale, comprendono la portata della catastrofe. Sparate via circa 9 000 pietre preziose. Il Régent, il Sancy e il Grande Diamante Blu sono scomparsi, così come diversi stemmi e gioielli storici. Il patrimonio dinastico dei Borbone, costruito e arricchito per generazioni, è stato smantellato in pochi giorni.




L'inchiesta parte subito e una parte consistente del bottino riemerge progressivamente. Il Regente viene rinvenuto tra i pezzi recuperati e rientra nelle collezioni nazionali; oggi è conservato al museo del Louvre. Altri pezzi tornano in Francia al termine di una una lunga caccia. Circa due terzi dei gioielli sono effettivamente recuperati dopo due anni di indagine, ma non tutti ritornano però!
Alcuni oggettiscompaiono definitivamente, mentre altri percorrono itinerari ben più enigmatici. Il caso più affascinante resta quello del Grande Diamante Blu di Luigi XIV. Dopo il furto del 1792, la sua traccia si perde. È molto probabile che la pietra sia stata rifilata per celarne l’origine, un’operazione irreversibile che ne cancella la forma storica.




Esattamente vent’anni dopo il furto, nel 1812, a Londra compare un diamante blu più piccolo. Passerà poi nella collezione del banchiere Henry Philip Hope e diventerà il celebre diamante Hope, oggi custodito presso la Smithsonian Institution di Washington. Le ricerche gemmologiche hanno da allora consolidato l’identificazione dell’Hope come proveniente dal Gran Diamante Blu della Corona francese.
L'affare alimenta anche rapidamente i sospetti politici. In una Rivoluzione in cui ogni avvenimento alimenta le accuse di complotto, alcuni contemporanei rifiutano di credere che un tesoro così considerevole possa essere stato sottratto da semplici malviventi. Dei ministri e dei responsabili rivoluzionari sono accusati di aver lasciato fare, o addirittura di aver organizzato il furto. Danton è soprattutto oggetto di alcune voci posteriori, ma nessuna prova solida permette però di stabilire l’esistenza di una vasta cospirazione politica dietro il furto e queste ipotesi devono essere distinte dai fatti accertati dall’inchiesta.




Il furto dei gioielli della Corona resta così straordinario senza che sia necessario aggiungere una cospirazione. Il suo successo dipende in gran parte da una combinazione molto più concreta: un tesoro immenso e ben noto, un edificio poco sorvegliato e Parigi profondamente disorganizzata dalla caduta della monarchia, dalla guerra e dalle violenze di settembre. Il contesto del furto, invece, esiste ancora: il Garde-Meuble è diventato l'Hôtel de la Marine, sulla place de la Concorde.
Per approfondire:
L'Hôtel de la Marine di Parigi, il sublime monumento di Place de la Concorde
Avete mai sentito parlare dell'Hôtel de la Marine? Andiamo a scoprire questo tesoro del patrimonio parigino restaurato, situato in Place de la Concorde! [Per saperne di più]
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Date e orari di apertura
Il 16 settembre 2026
Posizione
Albergo della Marina
2 Place de la Concorde
75008 Paris 8
Pianificazione del percorso
Informazioni sull'accessibilità
Accesso
M° Concorde (linee 1, 8 e 12)



L'Hôtel de la Marine di Parigi, il sublime monumento di Place de la Concorde














