Nei cimiteri di Parigi e dell’Île-de-France, alcuni visitatori hanno sviluppato tradizioni sorprendenti per rendere omaggio ai loro artisti, scrittori e personaggi preferiti. Dal Père-Lachaise al cimitero di Montparnasse, passando per Montmartre e Auvers-sur-Oise, questi insoliti omaggi popolari raccontano tanto la storia dei defunti quanto l’affetto che i vivi nutrono per loro. E a volte le offerte sono a dir poco inaspettate!
Al cimitero di Montparnasse, nel 14º arrondissement di Parigi, gli ammiratori fanno a gara a chi ha più fantasia. Sulla tomba di Serge Gainsbourg, i bouquet si affiancano a vecchi biglietti della metropolitana. Un evidente riferimento alla sua canzone Le Poinçonneur des Lilas. Si trovano anche sigarette, a volte bottiglie e persino cavoli, in ricordo del suo album L'Homme à tête de chou. A dimostrazione che anche una discografia si può raccontare con qualche oggetto!
Poco più in là, la tomba di Marguerite Duras a volte sembra una cartoleria in miniatura. I suoi lettori vi depongono penne, pennarelli e matite in piccoli vasetti. Veri e propri bouquet di strumenti per scrivere per l’autrice de L’Amante.
Ma forse le offerte più inaspettate sono quelle destinate ad Agnès Varda. La regista, sepolta accanto al marito Jacques Demy, riceve talvolta patate, anche a forma di cuore. È un riferimento al suo documentario Les Glaneurs et la Glaneuse, in cui si interessava a questi tuberi scartati. Alcuni cesti di patate erano stati portati anche al suo funerale, nel 2019.
E neanche le personalità politiche sono risparmiate da queste singolari attenzioni! Sulla tomba di Jacques Chirac, alcuni visitatori hanno deposto delle mele, in riferimento al celebre «Mangiate mele!», reso popolare durante la sua campagna presidenziale del 1995. A completare questi omaggi golosi sono arrivati anche alcuni dolciumi.
Quanto a Jean-Paul Sartre e Simone de Beauvoir, la loro tomba comune riceve messaggi, libri e talvolta bustine di zucchero, che ricordano i caffè parigini dove i due filosofi amavano tanto discutere.
Il celebre cimitero di Père-Lachaise, nel 20º arrondissement, non è da meno. Sulla tomba di Antoine-Augustin Parmentier, alcuni visitatori depongono patate. Un gesto piuttosto logico per questo farmacista, che contribuì a diffonderne il consumo in Francia nel XVIII secolo.
Qualche viale più in là, Marcel Proust riceve talvolta delle madeleine, in ricordo del celebre episodio di Alla ricerca del tempo perduto, in cui il sapore di un dolcetto inzuppato nel tè fa riaffiorare i ricordi d'infanzia.
Ma uno degli omaggi più misteriosi è rivolto a Marie-Anne Lenormand, celebre cartomante del XIX secolo. Sulla sua tomba, i visitatori depongono carte da gioco, mazzi divinatori e portafortuna. Alcuni spererebbero persino che questi oggetti si impregnino simbolicamente del suo potere divinatorio. Una credenza che, naturalmente, rientra nella superstizione.
Altri visitatori preferiscono manifestare il loro affetto in modo più… tattile. Per anni, la tomba dello scrittore Oscar Wilde è stata ricoperta di baci al rossetto. Una tradizione così popolare da finire per danneggiare la pietra. Dal 2011, una parete di vetro protegge il monumento.
Anche il cantante Alain Bashung ha ricevuto centinaia di impronte di baci sulla sua tomba, soprattutto intorno al suo epitaffio: «Tanto amato».
Quanto al giornalista Victor Noir, la sua statua funeraria in bronzo è diventata oggetto di una singolare leggenda. Si dice che toccare alcune parti della statua favorisca la fertilità e gli incontri amorosi. Sebbene questi presunti poteri non abbiano alcun fondamento scientifico, le zone lucidate dalle mani dei visitatori testimoniano la popolarità di questa credenza.
Infine, gli ammiratori di Jim Morrison, cantante dei Doors, hanno a lungo ricoperto di graffiti i dintorni della sua tomba e, cosa ancora più curiosa, hanno attaccato gomme da masticare alle protezioni degli alberi vicini. Un omaggio decisamente meno romantico e, soprattutto, dannoso per il patrimonio!
Nel discreto cimitero Saint-Vincent di Montmartre, gli amanti dei felini hanno trovato un luogo di pellegrinaggio.
Vengono a deporre fotografie di gatti sulla tomba di Théophile Alexandre Steinlen, il disegnatore della celebre locandina del cabaret Le Chat Noir. Un modo tenero per rendere omaggio a colui che ha raffigurato così spesso i mici della Butte.
Nel grande cimitero di Montmartre, sono piuttosto le canzoni a riecheggiare nella memoria. La tomba di Dalida, sovrastata da una statua della cantante circondata da raggi dorati, riceve regolarmente splendidi mazzi di fiori. Ogni anno, in prossimità dell’anniversario della sua scomparsa, i suoi ammiratori si ritrovano per onorarne la memoria. Nell’aprile 2022, alcuni hanno persino intonato Bambino davanti alla sua tomba.
Non sono solo i cimiteri parigini a custodire queste sorprendenti tradizioni. A Dannemois, nell’Essonne, la tomba di Claude François resta un luogo di ritrovo per i suoi ammiratori. Durante le commemorazioni, i fan hanno deposto bouquet persino tra le braccia della sua statua in bronzo a grandezza naturale. Alcuni vengono anche a cantare i suoi successi, come per prolungare un concerto interrotto.
Sempre nell’Essonne, al cimitero russo di Sainte-Geneviève-des-Bois, sulla tomba di Rudolf Noureev sono stati deposti, oltre ai bouquet, fotografie e scarpette da danza. Una tradizione un tempo praticata da alcuni ammiratori del leggendario ballerino, la cui sepoltura è decorata da uno splendido mosaico che evoca un tappeto orientale.
Infine, nel cimitero dei cani di Asnières-sur-Seine, negli Hauts-de-Seine, i padroni rendono omaggio ai loro compagni scomparsi con oggetti altrettanto personali. Peluche, fotografie, festoni e talvolta persino piccoli alberi di Natale decorano le tombe degli animali.
Nel piccolo cimitero di Auvers-sur-Oise, nel Val-d’Oise, due lapidi quasi identiche si ergono sotto uno spesso manto d’edera. Qui riposano Vincent van Gogh e suo fratello Théo, uniti anche nella morte.
I visitatori arrivano da tutto il mondo per raccogliersi davanti a questa tomba di una semplicità commovente. E alcuni portano un regalo davvero particolare: girasoli!
Va detto che questi fiori gialli sono diventati uno dei simboli più celebri del pittore olandese. Figura del postimpressionismo, Van Gogh si distingueva in particolare per i suoi colori intensi, le pennellate spesse e le composizioni vibranti. I suoi celebri dipinti di girasoli, realizzati ad Arles, hanno contribuito in larga misura ad associare il suo nome a questo fiore.
Il 29 luglio 2015, in occasione del 125º anniversario della sua morte, alcuni discendenti della famiglia Van Gogh hanno deposto girasoli e dalie gialle sulle tombe dei due fratelli, riproponendo un omaggio floreale già presente ai funerali del pittore nel 1890.
Un altro dettaglio commovente: l’edera che unisce le tombe sarebbe stata piantata su iniziativa del dottor Gachet, amico del pittore, per simboleggiare la loro amicizia.
Dietro questi regali talvolta stravaganti si nasconde, in fondo, un’idea piuttosto toccante: continuare a far vivere una persona scomparsa attraverso ciò che la rendeva unica. Una madeleine richiama un romanzo, un biglietto della metropolitana fa rinascere una canzone, un girasole evoca un capolavoro e una semplice fotografia di un gatto prolunga l’universo di un artista.
Queste tradizioni non sono tutte permanenti: gli oggetti possono essere rimossi, sostituiti o collocati solo in occasione di commemorazioni. Alcune pratiche, come strofinare le sculture, baciarle lasciando tracce di rossetto o attaccarvi gomme da masticare, danneggiano inoltre i monumenti e non devono essere imitate.
Perché, nei cimiteri di Parigi e dell’Île-de-France, il più bel tributo resta quello che mantiene viva la memoria dei defunti rispettando al tempo stesso la loro ultima dimora. E poi, chi avrebbe mai immaginato che una patata potesse raccontare così tante storie?
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