Bun Hay Mean, il comico franco-asiatico soprannominato il "cinese divertente", è morto giovedì 10 luglio 2025 a Parigi. Il suo corpo è stato ritrovato ai piedi di un edificio del 17° arrondissement, dopo essere precipitato per otto piani. È in corso un'indagine per determinare le circostanze esatte di questa tragedia.
Secondo un comunicato pubblicato sui social network dalla sua casa di produzione, il comico 43enne ha cercato di recuperare il telefono dalla grondaia del suo balcone, prima di scivolare e cadere per diversi piani. Nel testo si legge anche che l'artista doveva volare a Montreal nella tarda mattinata dell'11 luglio. Il comico 43enne aveva da poco lanciato un nuovo tour con il suo spettacolo Kill Bun, che prevedeva diverse date a Parigi e in provincia.
Nonostante il successo, Bun Hay Mean ha attraversato di recente alcuni momenti difficili. Il lancio del suo terzo spettacolo, Kill Bun, è avvenuto in un contesto caotico. È stato ricoverato in ospedale a La Réunion a margine di una data del suo tour, citando un periodo di "sofferenza".
Il suo tour Kill Bun, iniziato nell'aprile del 2025, sarebbe dovuto proseguire fino al 2026, con date previste in tutta la Francia. Lo spettacolo, che combinava aneddoti personali, improvvisazioni e riflessioni su temi come la salute mentale, è stato accolto calorosamente dal pubblico.
La morte di Bun Hay Mean lascia un vuoto incolmabile nel panorama della commedia francese. Il suo stile unico e la sua capacità di affrontare argomenti delicati con umorismo e intelligenza continueranno a ispirare molti artisti.
Nato il 29 novembre 1981 a Lormont, nella Gironda, Bun Hay Mean ha origini cinesi e cambogiane. È cresciuto nella periferia di Bordeaux, dove ha sviluppato una precoce passione per la stand-up comedy. Dopo essersi laureato in informatica, all'età di 24 anni decide di lasciare tutto per dedicarsi alla comicità a Parigi. Nonostante un inizio difficile, segnato da periodi di insicurezza, ha perseverato e nel 2014 è entrato a far parte del Jamel Comedy Club, che ha dato il via alla sua carriera.
La sua prima mostra, "Chinois Marrant dans la légende de Bun Hay Mean", gli ha aperto le porte del successo. Presentava una serie di battute pungenti e riflessioni sull'identità e sugli stereotipi. Seguono "Le Monde appartient à ceux qui le fabriquent" (2019) e "Kill Bun", la sua ultima personale, in cui affronta i temi della salute mentale, sempre con il suo caratteristico mix di ironia e lucidità.
Bun Hay Mean non si è limitato al palcoscenico. Si era fatto conoscere anche sul grande schermo, con ruoli in film come "De l'huile sur le feu" (2011), "Comme un chef" (2012) e, più recentemente, "Astérix & Obélix : L'Empire du Milieu" (2023), diretto da Guillaume Canet.
Con il suo umorismo tagliente e spesso provocatorio, Bun Hay Mean ha esplorato le tensioni sociali, il razzismo e i pregiudizi culturali, mescolando autoironia e critica sociale. È stato una voce singolare sulla scena comica, capace di far ridere e riflettere allo stesso tempo.
Dopo l'annuncio della sua morte, molti artisti e fan gli hanno reso omaggio sui social network, salutandolo come un comico libero e impegnato. La sua morte improvvisa lascia un vuoto, sia per i suoi fan sia per coloro che vedevano in lui una voce potente e necessaria.
È ancora in corso un'indagine per fare piena luce sulle circostanze della caduta.















