Figura singolare del panorama audiovisivo francese, Thierry Ardisson è morto lunedì 14 luglio 2025, all'età di 76 anni, a causa di un cancro al fegato. La notizia della sua morte è stata annunciata dalla famiglia tramite l'AFP. Conosciuto per il suo umorismo acido, il suo modo di parlare e la sua estetica in bianco e nero, il produttore e conduttore ha avuto un effetto profondo sulla storia della televisione, imponendo un tono e un'immagine radicalmente diversi ai media.
Nato a Bourganeuf, nella Creuse, il 6 gennaio 1949, Thierry Ardisson ha iniziato la sua carriera nella pubblicità negli anni Settanta, per poi approdare alla televisione negli anni Ottanta. Rimasto a lungo ai margini del sistema audiovisivo dominante, si è costruito una reputazione di agitatore culturale e mediatico, sviluppando uno stile incisivo e interviste accuratamente messe in scena. Il suo caratteristico modo di vestire, sempre vestito di nero, è diventato presto la sua firma.
La sua prima grande affermazione sullo schermo avviene nel 1985 con Lunettes noires pour nuits blanches, un audace programma notturno che gli permette di imporre un tono libero, a volte inquietante, ma sempre accattivante. Questo primo successo ha aperto la strada ad altri format che hanno scosso i codici dei talk show, come Paris Dernière e Rive droite / Rive gauche, trasmessi su Paris Première negli anni Novanta.
È con Tout le monde en parle, lanciato nel 1998 su France 2, che Thierry Ardisson ha lasciato il segno nella cultura popolare. Per quasi otto anni ha invitato artisti, politici e ospiti anonimi a partecipare alla trasmissione, in un'atmosfera ovattata e provocatoria, punteggiata da sequenze diventate cult. Con ironia, impertinenza e franchezza, Ardisson ha trasformato l'intervista in una vera e propria arte scenica. Si è affermato come uno dei pochi conduttori in grado di creare una tensione quasi teatrale in un format così consolidato.
Dopo aver lasciato France 2, ha continuato sulla stessa linea su Canal+ e poi su C8 con Salut les Terriens! e Les Terriens du samedi, mescolando notizie, cultura e satira, dando la parola a editorialisti tanto controversi quanto duri. Questi programmi, spesso criticati ma molto seguiti, continuano l'influenza dell'Uomo in Nero su una nuova generazione di spettatori.
Oltre alla televisione, Thierry Ardisson si è fatto un nome anche nell'editoria e nella produzione. Ha fondato la società Ardimages, che produce una vasta gamma di contenuti per la televisione e il cinema, e ha scritto diversi libri, tra cui Louis XX - Contre-enquête sur la monarchie e Confessions d'un Babyboomer, in cui unisce ricordi personali, convinzioni e gusto per la provocazione. Il suo ultimo libro, L'Homme en Noir, è stato pubblicato il 9 maggio 2025, circa due mesi prima della sua morte.
Figura divisiva ma innegabilmente creativa, Thierry Ardisson lascia dietro di sé una visione singolare della televisione: al tempo stesso intellettuale e popolare, seria e irriverente. Il suo gusto per la parola, la sua fedeltà a una certa idea di scenografia e il suo talento nel rivelare talenti o esplorare tabù lo hanno reso un protagonista della scena mediatica francese.
Questa pagina può contenere elementi assistiti da AI, maggiori informazioni qui.















