Il mondo dell’arte contemporanea perde una figura di grande rilievo. Yayoi Kusama, la celebre artista giapponese d’avanguardia, è venuta a mancare in un ospedale di Tokyo lo scorso 14 agosto. È quanto ha comunicato la sua casa di produzione in un comunicato pubblicato il 27 agosto 2026. Icona dell’arte ipnotica, nota per i suoi pois e le sue opere colorate, Yayoi Kusama aveva 97 anni.
È a marzo del 1929, a Matsumoto, che Yayoi Kusama nasce. Fin dall'infanzia l'artista mostra un forte interesse per l'arte, al punto da dipingere e disegnare già all'età di dieci anni. Dopo gli studi a Kyoto presso la Hiyoshigaoka High School, Yayoi Kusama organizza per la prima volta una mostra personale nel marzo del 1952, a Matsumoto.
Ma Yayoi Kusama sogna in grande e si trasferisce a New York, negli Stati Uniti, nel 1958. Indirettamente, l’artista entra nei movimenti della psichedelia e della Pop Art. Nel 1966 organizza il suo primo happening, «14th Street Happening». A seguiranno altre performance singolari, come «Self-Obliteration, an Audio-Visual-Light Performance» al Black-Gate Theater nell’East Village nel 1967.
È finalmente nel 1973 che Yayoi Kusama decide di rientrare in Giappone, mentalmente esausta. A partire dal 1977, l’artista sceglie di vivere nell’ospedale psichiatrico Seiwa a Tokyo. Vi rimarrà fino alla sua morte. Nonostante questa scelta, Yayoi Kusama non ha mai smesso di creare ed esporre. Fin dall’infanzia ha vissuto visioni e allucinazioni, che materializza sotto forma di fiori, ma soprattutto sotto forma di puntini, diventati nel corso degli anni una vera ossessione al punto da diventare il suo tratto distintivo.
Conosciuta in tutto il mondo per le sue installazioni con gli specchi, le famose «Infinity Mirror Room», ma anche per le sue sculture, in particolare le sue gigantesche zucche, o ancora per le installazioni « Obliteration Rooms » e i suoi dipinti colorati, Yayoi Kusama ha allestito esposizioni in ogni angolo del pianeta nel corso di una carriera che si estende per oltre settant’anni.
È stata protagonista di esposizioni al Musée des Beaux-Arts di Calais nel 1986, alla Biennale di Venezia nel 1993, al Museum of Modern Art (MoMA) di New York nel 1998, al Musée des Beaux-Arts di Nancy nel 2000, senza dimenticare la Tate Modern nel 2012 e il Centre Pompidou a Parigi pochi mesi dopo. Recentemente, la Fondazione Beyeler di Basilea, in Svizzera, le ha dedicato una grande e splendida retrospettiva, che è stata anche presentata a Colonia, in Germania. La stessa mostra sarà proposta al
Con il passare degli anni, Yayoi Kusama è diventata molto più di una figura artistica di primo piano. L'artista è indubbiamente legata ai mondi del design e della moda.
Così, è nel 2012 che Yayoi Kusama collabora con Louis Vuitton Malletier per lanciare una collezione di borse decorate con motivi ideati dall'artista. Nel 2023 Louis Vuitton si associa nuovamente all'artista giapponese proponendo questa volta una campagna pubblicitaria di forte impatto. Molti hanno ancora in mente quegli automi a grandezza reale di Yayoi Kusama al lavoro per dipingere i pois sulle vetrine della boutique parigina Louis Vuitton, situata in place Vendôme. Gli spettatori osservano, con divertimento e stupore, anche gigantesche sculture dell'artista, soprattutto lungo la rue du Pont-Neuf a Parigi, oppure sul tetto della boutique di Avenue des Champs-Élysées.
Oltre l'arte, Yayoi Kusama ha lasciato un segno indelebile anche per la sua personalità eclettica, la leggendaria chioma rossa e la scena spettacolare che sapeva costruire. In seguito all’annuncio della sua morte, gli amanti dell’arte contemporanea perdono una grande artista. Una figura che si è imposta sulla scena mondiale trasformando i propri tormenti interiori in un corpus prolifico e ipnotico.























