Sciopero dei medici convenzionati: dieci giorni di protesta e una grande manifestazione a Parigi questo sabato

Da Audrey de Sortiraparis · Aggiornato il 4 gennaio 2026 alle 21:20
A partire da lunedì 5 gennaio 2026, il ritmo del mondo medico potrebbe subire un notevole rallentamento. I medici di base hanno indetto uno sciopero senza precedenti, un movimento che si preannuncia molto seguito e che potrebbe avere ripercussioni rapide sui pazienti.

Da lunedì 5 gennaio 2026, gli ambulatori medici potrebbero rimanere vuoti. Gli medici liberi professionisti danno il via a uno sciopero di dieci giorni, senza precedenti per portata, convocato da tutte le loro organizzazioni sindacali, riporta franceinfo. Alla base, diverse misure della legge di bilancio della sicurezza sociale (LFSS) 2026, approvata il 16 dicembre scorso, che i professionisti sanitari considerano inaccettabili.

Responsabili sanitari protestano contro un budget considerato troppo magro rispetto alle crescenti esigenze, chiedono un controllo più severo sulle prescrizioni di certificati di malattia, e contestano la possibilità per lo Stato di ridurre unilateralmente alcuni prezzi delle prestazioni mediche. Inoltre, si oppongono ai progetti di normative che limiterebbero la loro libertà di stabilimento. Tutte decisioni percepite come una minaccia diretta alla loro autonomia professionale, secondo franceinfo.

Potrebbe scatenarsi una mobilitazione di ampio respiro. Secondo un sondaggio interno riportato dal media, l’85% dei membri sindacali ha intenzione di scioperare. Tutti i sindacati sono compatti, dai medici già in attività agli studenti.

Il movimento prenderà sempre più slancio. A partire da lunedì, l’attività delle cliniche sarà diminuita. Dal sabato 10 gennaio, giorno di una grande manifestazione a Parigi, fino al 80% degli interventi chirurgici potrebbero essere sospesi, secondo la Federazione dell’ospedalità privata. I pazienti già ricoverati continueranno a ricevere assistenza, ma al di fuori delle emergenze vitali, i nuovi ricoveri potrebbero essere trasferiti negli ospedali pubblici.

Il Ministero della Salute assicura di essere al passo con i tempi. La ministra Stéphanie Rist si impegna a “riallacciare il dialogo” e ad avviare negoziati sulla retribuzione, ricordando che alcune misure molto contestate sono state ritirate, come evidenziato da franceinfo. Resta da capire se queste azioni basteranno a placare la crisi...

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