Pensavate di poter riporre piumini e guanti nel armadio? Non così in fretta! Mentre la Francia gode di un riscaldamento inaspettato per la stagione, con temperature ben oltre le medie di gennaio, gli esperti di meteorologia stanno monitorando attentamente l’evoluzione della situazione nel Nord Europa. Dall’inizio di dicembre 2025, la Scandinavia e la Sibiria stanno vivendo uno dei ondate di gelo più intense degli ultimi anni. In Lapponia finlandese, il termometro è sceso fino a -42,8°C a Savukoski-Tulppio il 9 gennaio 2026, mentre in Sibiria alcune zone hanno registrato temperature intorno ai -60°C. A Stoccolma, le minime hanno sfiorato i -20°C, e a Yakutsk, i termometri hanno oscillato tra -50°C e -56°C, costringendo alla chiusura delle scuole e causando notevoli disagi nella vita quotidiana. Questo bacino di aria glaciale, attualmente bloccato sopra l’Europa dell’Est, potrebbe spostarsi verso ovest entro la fine del mese, interessando potenzialmente Parigi e la regione dell’Île-de-France.
Da diversi giorni, la Francia beneficia di un flusso atlantico di sud-sud-ovest che trasporta aria calda proveniente dall'Oceano Atlantico. Questo fenomeno si oppone alle masse d’aria continentali più fredde provenienti dall’est. In concreto, le temperature mattutine e diurne superano di gran lunga le medie stagionali, eliminando qualsiasi rischio di gelo. In alcune zone, come il Paese basco, le massime salgono fino a 20°C, mentre in gran parte del territorio si raggiunge o si supera la soglia dei 10°C. Questo riscaldamento, seppur non eccezionale per un mese di gennaio, si distingue per la sua durata e omogeneità. Si prevede che questa ondata di clima mite persista per circa una decina di giorni, senza interruzioni significative. Durante questo periodo, non sono attese minacce di o per l’intero Paese. Tuttavia, questa dolcezza è accompagnata da una forte umidità in alcune zone, in particolare in Bretagna e nel golfo del Leone, dove si accumulano precipitazioni e si rende necessaria una sorveglianza attenta dei livelli dei fiumi attraverso il rete Vigicrues.
Secondo i modelli climatic, ci si appresta a registrare un cambiamento significativo entro la fine della terza settimana di gennaio. Alte pressioni potrebbero rafforzarsi sulla metà settentrionale dell’Oceano Atlantico e dell’Europa del Nord, favorendo l’instaurarsi di un flusso continentale che potrebbe portare aria fredda dal nord o dall’est del continente verso la Francia. In questa cornice, le temperature potrebbero scendere sotto le medie stagionali, con un calo di circa -1°C rispetto al normale. Questo ribaltamento invernale potrebbe manifestarsi già a partire dal 26 gennaio e durare fino al 1° febbraio. La possibilità di un periodo invernale, con potentiali neve in alcune zone, aumenta quindi nel corso del mese. Perché questa situazione si realizzi, sarebbe necessario che un blocco anticiclonico si instaurasse sulla Scandinavia, creando le condizioni per un’adduzione continentale proveniente da est a nord-est, un particolare scenario che i meteorologi chiamano "Mosca-Parigi". Un indebolimento del vortice polare, talvolta legato a un riscaldamento stratosferico, può contribuire a questa tipologia di sblocco.
Stando alle attuali previsioni, il timore di un raffreddamento continentale verso la fine del mese si fa più credibile, anche se al momento i segnali sono ancora troppo sparsi per una conferma certa. Il modello europeo ECMWF è, in questa giornata, tra i più freddi per l’Europa occidentale, mentre altri scenari si avvicinano, seppur con una intensità minore. La chiave sarà la posizione precisa del blocco anticiclonico: uno spostamento di qualche nodo favorirebbe un afflusso di aria fredda verso l’Europa centrale; se invece si determina più a ovest, gli influssi oceanici riprenderanno il sopravvento, rallentando l’arrivo del freddo in Francia. La possibile formazione e l’intensità di un episodio di freddo in Île-de-France dipenderanno quindi da delicate regolazioni sinottiche, che si definiranno solo nelle ore precedenti. È importante ricordare come il riscaldamento globale renda questi eventi meno frequenti ma, quando si verificano, più intensi, come illustrato da La Chaîne Météo.
Insomma, se volete anticipare le vostre uscite a Parigi a fine gennaio, tenete d'occhio le previsioni di Météo-France nei prossimi giorni. In modo più generale, febbraio 2026 potrebbe anche riservare altre onde di freddo, secondo le prime grandi tendenze. Nel frattempo, approfittate del mild weather attuale per esplorare i parchi e giardini della capitale senza dover nemmeno indossare la sciarpa! Per seguire in tempo reale l’evoluzione delle condizioni meteorologiche, consultate i siti di Météo-France, di La Chaîne Météo e del Centro europeo di previsioni meteorologiche a medio termine. E se la neve decidesse di fare visita a Parigi, approfittatene per scoprire i luoghi più belli per godersi una capitale imbiancata, come il Sacré-Cœur o i giardini del Trocadéro.
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