Dopo quarantotto ore di lotta intensa, i due incendi della foresta di Fontainebleau, in Seine-et-Marne (77), sono finalmente sotto controllo. Il prefetto della provincia ha confermato: gli incendi, che hanno divorato più di 2.050 ettari di questo massiccio iconico dall’inizio domenica 12 luglio 2026, non avanzano più. Attenzione, sotto controllo non significa spenti, e 800 vigili del fuoco restano al lavoro sul campo.
Sul fronte giudiziario, sei persone sono ora messe in fermo di indagine, e due di esse, tra cui un vigile del fuoco volontario, hanno riconosciuto di essere all'origine degli incendi.
Un incendio stabilizzato è un incendio che non avanza più, senza però essere domato. È una tappa chiave, ottenuta martedì sera grazie a condizioni meteorologiche più favorevoli, ma apre una nuova fase di lavoro, lunga e meticolosa.
Questa mattina di mercoledì sono ancora circa 800 i vigili del fuoco impiegati per evitare qualsiasi riaccensione. Il grosso delle operazioni è ormai un “annegamento” controllato: si procede focolare per focolare a trattare le parti incandescente che restano nel terreno, nelle ceppie o nei rami caduti a terra, affinché nessun focolaio possa riaccendersi. Il portavoce del Service départemental d'incendie et de secours de Seine-et-Marne l'ha spiegato all’Agenzia France-Presse.
Il pericolo porta un nome: fuochi zombie. A causa del terreno torboso della foresta di Fontainebleau, le braci possono covare sotto la superficie per giorni. I vigili del fuoco rimarranno dunque in stato di allerta per un po’, prima di valutare la riapertura delle vie di accesso e il progressivo ritiro di una parte del personale.
Tre focolai di incendio moderato sono stati rilevati nell’area del Grand Parquet, nei pressi di Fontainebleau, secondo il portavoce dei vigili del fuoco del SDIS 77. Proprio lì era scoppiato il secondo incendio, lunedì pomeriggio, che aveva devastato circa 450 ettari.
Il focolaio principale, lui, era partito domenica intorno all'autostrada A6 e aveva percorso quasi 1.600 ettari in due giorni. In due, totalizzano quindi oltre 2.050 ettari, ovvero circa il 10% del massiccio.
Il dispositivo aereo è stato lievemente alleggerito questo mercoledì: tre Canadair, un Dash, due elicotteri bombardieri d'acqua e un elicottero di comando, rispetto ai quattro Canadair e bombardieri annunciati ieri. Una buona notizia sul piano logistico: il Dash può ora rifornirsi a Melun, a poco meno di un quarto d'ora di volo, mentre prima doveva raggiungere le Vosgi o il Maine-et-Loire, a quasi un'ora e mezza.
L'inchiesta sull'origine degli incendi ha portato a sei misure di custodia cautelare. Due sospetti, fermati nella notte precedente vicino ai luoghi di innesco o di ripresa, hanno ammesso la loro responsabilità.
Il primo, nato nel 2007, senza precedenti penali e pompier volontario a Fontainebleau, ha ammesso di aver incendiato ramoscelli con un accendino e della benzina. Le sue confessioni gli sono valso una sospensione da parte del SDIS della Senna e Marna. Il secondo, anch'egli nato nel 2007 e senza precedenti, ha riconosciuto un avvio accidentale lanciando una sigaretta dal lato del Grand Parquet, nei pressi della faisanderie. Le indagini proseguono per gli altri fermati.
Sulla strada, la situazione resta delicata. L'autostrada A6 rimane chiusa nell’area interessata, così come una porzione di D152 e una di D105, chiuse per consentire l’intervento dei soccorsi. Si sta valutando una riapertura progressiva degli assi, ma dipenderà dall’andamento delle operazioni di spegnimento. Si invita a consultare Bison Futé prima di ogni spostamento, e si tenga presente che animali scacciati dalle fiamme potrebbero attraversare le strade della zona.
Per chi è esposto ai fumi, restano valide le precauzioni da seguire:
Circa 800 persone hanno dovuto lasciare le proprie abitazioni in tre comuni principalmente colpiti. Il rientro sarà autorizzato solo quando l’incendio sarà completamente messo in sicurezza. Il punto di situazione ufficiale è aggiornato dai les services de l'État en Seine-et-Marne, e l’accesso al massiccio resta vietato, come ricorda l'Office national des forêts.
Piano meteorologico: la pressione finalmente cede. A partire dalle ore 6 di mercoledì 15 luglio 2026, non c'è più alcuna regione francese in allerta rossa per caldo. Le temperature restano molto elevate su buona parte del paese, ma la massa d’aria bollente che era rimasta stagnante per giorni inizia a ritirarsi dall’ovest, secondo Météo-France. Un sollievo davvero atteso per i pompieri di Fontainebleau, che registrano qualche grado in meno nella loro lotta contro le braci.















