Nuremberg: Russell Crowe e Rami Malek confrontano le lati oscuri della Storia

Da Julie de Sortiraparis · Aggiornato il 27 gennaio 2026 alle 19:51
Norimberga, dramma storico di James Vanderbilt con Rami Malek, Russell Crowe e Michael Shannon, uscirà nelle sale il 28 gennaio 2026 in occasione dell'80° anniversario del processo.

Diretto e scritto da James Vanderbilt, il film Nuremberg ripercorre il processo intentato contro i leader nazisti nel 1945. Con Rami Malek, Russell Crowe e Michael Shannon, questo dramma storico distribuito in Francia da Nour Films uscirà nelle sale il 28 gennaio 2026, all'indomani delle anteprime nazionali organizzate il 27 gennaio per la Giornata mondiale dedicata alle vittime dell'Olocausto.

Presentato al Festival di Toronto e in concorso a San Sebastián, il film adotta il punto di vista dello psichiatra americano Douglas Kelley, incaricato di valutare l'idoneità mentale degli imputati. Il suo faccia a faccia con Hermann Göring, figura centrale del regime nazista, struttura un confronto psicologico che interroga la responsabilità individuale e collettiva.

La storia mostra come Kelley si ritrovi coinvolto in un duello intellettuale in cui la manipolazione diventa una questione centrale. Tra archivi, ricostruzioni e dialoghi incentrati sulle questioni del processo di Norimberga, il film mette in luce un momento fondamentale del diritto internazionale.

Il trailer di Nuremberg

 

In quali cinema vicino a me è proiettato il film Nuremberg?

La produzione, acclamata per la sua accuratezza storica durante la presentazione ai festival, ricostruisce il contesto politico e giudiziario del dopoguerra. Sony Pictures Classics ne cura la distribuzione negli Stati Uniti. L'uscita in Francia segna una tappa importante per Nour Films, presentata come la più ambiziosa della sua storia.

Il film è rivolto a un pubblico interessato ai drammi storici, alle vicende giudiziarie e allo studio dei meccanismi del potere. I temi trattati riguardano la giustizia internazionale, le responsabilità individuali e l'impatto memoriale di questo processo.

La nostra opinione su Nuremberg :

Nuremberg affronta un momento fondamentale del XX secolo, quando il mondo, ancora sgomento di fronte all’entità dei crimini nazisti, cerca di giudicare l’indicibile. Piuttosto che ricostruire dettagliatamente il processo, il film sceglie una prospettiva più concentrata, quasi vertiginosa: quella delle analisi psicologiche degli imputati, con un’attenzione speciale per Hermann Göring.

Attraverso questo sguardo, il film pone meno l’accento sulla macchina della giustizia e più sulla natura umana, nel suo aspetto più inquietante, affrontando a viso aperto la domanda che freezing: questi uomini sono diversi da noi, o sono terribilmente simili? La narrazione si sviluppa con un tono classico, mai inertie, alternando scene di aula, colloqui tesi e momenti più introspettivi, con un ritmo che mantiene alta l’attenzione dall’inizio alla fine.

Soprattutto, sfrutta il suo contesto storico immediato — il processo si svolge appena dopo la guerra, quando il mondo si sta appena rendendo conto dell’esistenza dei campi di concentramento e di sterminio — per creare un senso di urgenza morale: si giudica mentre la comprensione si sta ancora formando, tra shock e stupore.

La ricostruzione storica è all’altezza dell’importanza, senza eccessi eidolatrici, credibile nei suoi ambienti, costumi e dettagli protocollari, e abbastanza intensa da mostrare un’epoca che non sembra un museo, ma una piaga aperta. A livello visivo, Nuremberg si distingue anche per la qualità della fotografia e del lavoro di luce: interni scuri e scolpiti, che scolpiscono i volti e creano un’atmosfera di chiaroscuro in cui la verità non emerge mai senza resistenza, in un’elegante sobrietà, senza effetti di superficie.

Ma sono soprattutto gli attori a rendere il film potente. Russell Crowe interpreta un Hermann Göring carismatico e inquietante, capace di passare da una cordialità calcolata a una violenza simbolica che riempie lo spazio; una performance a volte giudicata « XXL » da alcuni, ma che nel suo eccesso racconta qualcosa della mostruosità comune — quella capacità di occupare lo spazio, di sedurre, manipolare e raccontarsi.

Di fronte a lui, Rami Malek dà vita a uno psichiatra più introspettivo, osservatore ma anche intrappolato in ciò che scopre: un uomo che cerca segni di devianza, disumanità e inaptitudine, fino ad affrontare la conclusione più inquietante. Perché la tesi del film, oltre il thriller storico, non è tanto “perché” ma “come”: come è possibile che individui apparentemente razionali e integrati socialmente possano arrivare a tanto orrore — e come l’idea rassicurante di una differenza radicale crolla.

Nuremberg si rivolge prima di tutto a chi ama i drammatici storici e le narrazioni giudiziarie impegnative, che preferiscono la riflessione morale alla spettacolarità. Quelli che apprezzano i film di dialogo, le confronti intellettuali e i dilemmi filosofici su giustizia, responsabilità e memoria troveranno un’opera densa, seria e stimolante. Il film richiede attenzione, ascolto e una certa apertura mentale, ma ripaga questa dedizione con una ricchezza di interrogativi.

Al contrario, chi cerca un film di processo didattico, esaustivo o ricco di tensioni drammatiche intense, potrebbe restare un po’ distante. Nuremberg non mira al spettacolo né alla semplificazione, lasciando deliberatamente da parte una parte della complessità storica in favore di uno sguardo più compatto. Il suo pubblico ideale è quello adulto, curioso e disposto ad accettare un approccio più introspettivo che dimostrativo.

Da un lato, alcune critiche lamentano una semplificazione o una narrazione troppo standard, dall’altro Nuremberg compensa con la forza dell’incarnazione, la cura formale e la capacità di trasformare un capitolo di storia in un’esperienza cinematografica coinvolgente e necessaria, che ricorda senza imporsi. Uscendo dal cinema, si è scossi, non perché il film pretende di dire tutto, ma perché osa affrontare in modo diretto l’idea più scomoda: niente distingue fondamentalmente questi uomini dagli altri, ed è proprio per questo che la vigilanza non è mai un’opzione.

Nuremberg
Film | 2026
In uscita il 28 gennaio 2026
Drammatico, Storico | Durata: 2h28
Di James Vanderbilt | Con Rami Malek, Russell Crowe, Michael Shannon
Nazionalità: USA

In quali cinema vicino a me è proiettato il film Nuremberg?

Questo dramma storico ripercorre un momento fondamentale del XX secolo e mette in luce le sfide del primo grande processo internazionale contemporaneo.

Per prolungare l'esperienza al cinema, consulta le uscite cinematografiche di gennaio, i film da vedere oggi e la nostra selezione di film drammatici al cinema.

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Informazioni pratiche

Date e orari di apertura
Dal 28 gennaio 2026

× Orari di apertura approssimativi: per confermare gli orari di apertura, si prega di contattare la struttura.
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