Guru: Pierre Niney nei panni di un manipolatore dalla personalità magnetica

Da Julie de Sortiraparis · Aggiornato il 27 gennaio 2026 alle 20:43 · Pubblicato su 15 maggio 2025 alle 12:12
Gourou, thriller drammatico di Yann Gozlan con Pierre Niney, uscirà nelle sale il 28 gennaio 2026 ed esplora gli eccessi dello sviluppo personale.

Realizzato da Yann Gozlan e scritto da Jean-Baptiste Delafon, Gourou vede protagonista Pierre Niney, accanto a Marion Barbeau, Anthony Bajon e Holt McCallany. Thriller drammatico che esplora le insidie del mondo del miglioramento personale, il film uscirà nelle sale francesi il 28 gennaio 2026.

La storia segue l'ascesa di un coach carismatico i cui metodi riscuotono un successo crescente. Man mano che la sua influenza si espande, i meccanismidi controllo si svelano, rivelando un sistema basato sulla dipendenza affettiva e sul dominio psicologico. La trama si concentra su ciò che spinge un pubblico a cercare punti di riferimento esterni in un ambiente alla ricerca di un senso.

La storia mostra come questo leader dall'aspetto benevolo costruisca una comunità fedele attorno a seminari intensivi. I processi di manipolazione diventano progressivamente visibili, mettendo i personaggi di fronte al confine tra ricerca personale e perdita di libertà. Il film mette in luce i possibili abusi delle strutture di coaching e le fragilità umane sfruttate da questi sistemi.

Il trailer di Gourou

Il film nasce dal desiderio di Yann Gozlan di esplorare le pratiche contemporanee di sviluppo personale. La produzione indica che le riprese sono state realizzate tra spazi urbani e scenografie essenziali per riflettere l'estetica codificata dei seminari. Pierre Niney ritrova il regista dopo Boîte Noire, collaborazione che lo ha reso famoso per ruoli che richiedono un lavoro psicologico marcato. Jean-Baptiste Delafon, sceneggiatore, è noto in particolare per il suo lavoro su serie incentrate sul potere e sulla parola.

Il tono privilegia un approccio teso e realistico. L'atmosfera si basa su un clima progressivo di sospetto e isolamento, destinato a un pubblico interessato alle storie psicologiche e ai temi legati all'influenza sociale. Il film affronta le fragilità individuali di fronte ai discorsi persuasivi e i meccanismi di gruppo che ne possono derivare.

La nostra opinione su Gourou

Gourou, diretto da Yann Gozlan, si inserisce nel filone dei thriller psicologici contemporanei che indagano il nostro rapporto con il potere, l’influenza e il bisogno di credere. La pellicola racconta l’ascesa fulminea di Mathieu Vasseur, detto Matt, coach di sviluppo personale interpretato da Pierre Niney, la cui parlantina convincente e benevola nasconde gradualmente una dinamica di manipolazione sempre più inquietante. Inizialmente figura rassicurante, quasi luminosa, Matt diventa progressivamente prigioniero della propria recita, in una lenta discesa agli inferi.

La regia di Yann Gozlan si distingue per la sua rappresentazione esteticamente impeccabile. Movimenti di macchina fluidi, inquadrature precise, suoni avvolgenti: tutto contribuisce a creare un’atmosfera di fascinazione, quasi ipnotica, che coinvolge lo sguardo degli adepti del guru. Lo spettatore si trova in una posizione scomoda, attratto ma diffidente, proprio come i personaggi che gravitano intorno a Matt. Questa immersione rende palpabile la dinamica di gruppo e il modo in cui un discorso, all’inizio positivo, può diventare uno strumento di dominazione.

Al centro del film, Pierre Niney brinda a una performance straordinaria. Affascinante, energico, poi sempre più paranoico e manipolatore, interpreta con sottigliezza la complessità narcisistica del suo personaggio. Il suo percorso risulta ancora più disturbante poiché cambia meno per convinzione ideologica e più per paura di perdere il suo ruolo, rivelando come il bisogno di riconoscimento possa trasformarsi in violenza simbolica e psicologica.

Tra i comprimari, Anthony Bajon si distingue particolarmente nel ruolo di un partecipante al seminario profondamente segnato da violenze subite durante l’infanzia. Attraverso di lui, Gourou esplora uno degli aspetti più dolorosi dell’endoctrinamento: quello di un uomo in cerca di riscatto, che nel discorso del coach trova una pace reale, quasi liberatoria. Questa fragile rinascita si trasforma progressivamente in un’ancora affettiva. Bajon interpreta con intensità sconvolgente questa svolta, quando un individuo in ricostruzione cerca disperatamente di prolungare quel legame, diventa il più fervente sostenitore di Matt e finisce per definire se stesso solo attraverso il suo sguardo, fino a un finale tragico che il film affronta frontalmente.

Il personaggio di Marion Barbeau, moglie del guru, fornisce un contrappunto importante ma ancora poco approfondito. Presentata come una delle prime a percepire la deriva del marito e la violenza intellettuale nascosta dietro il suo discorso benevolo, rappresenta la lucidità di fronte all’auto-mitificazione del coach. La sua battuta — « È perché ti ho detto che ti amavo che devo dimenticare di avere un cervello e credere a tutto ciò che mi dici? » — racchiude con forza il tema centrale. Tuttavia, nonostante questa funzione drammatica evidente, il personaggio rimane in parte in secondo piano, come se il film esitasse a dargli un punto di vista autonomo.

È proprio in questo che Gourou lascia un’impressione più sfumata. Se il film conquista per il tema trattato, per la regia e per la potenza delle interpretazioni, il suo scénario a volte rischia di disperdersi, mulipitando piste — critica sociale, thriller intimo, studio psicologico — senza approfondirle appieno. Questa esitazione narrativa indebolisce di tanto in tanto la progressione drammatica e il finale, improvviso, può sembrare più una cesura che una conclusione reale.

Resta che il film coglie nel segno in ciò che racconta. Affrontando il fenomeno molto contemporaneo dei coach e dei guru del benessere, Gourou solleva una domanda cruciale: fino a che punto siamo disposti ad andare per trovare risposte semplici a vite complesse? La pellicola non condanna in modo diretto, ma osserva, analizza e inquieta. Ricorda come il confine tra aiuto sincero e manipolazione possa essere tremendamente sottile, soprattutto in una società satura di discorsi motivanti e promesse di trasformazione.

Thriller psicologico imperfetto ma stimolante, Gourou deve molto alla sua regia controllata e alla performance coinvolgente di Pierre Niney. Un film che fa riflettere tanto quanto disturbare, e che, nonostante alcune debolezze narrative, riesce a catturare qualcosa di profondamente attuale sul nostro bisogno collettivo di figure da seguire.

Gourou
Film | 2026
In uscita il 28 gennaio 2026
Thriller drammatico | Durata: 2h06
Di Yann Gozlan | Con Pierre Niney, Marion Barbeau, Anthony Bajon
Nazionalità: Francia

Il film propone una narrazione contemporanea sugli abusi di potere e la costruzione di un potere basato sulla persuasione.

Per prolungare l'esperienza in sala, consulta le uscite cinematografiche di gennaio, i film francesi da vedere in questo momento e prossimamente e la nostra selezione dei film da vedere oggi.

Questa pagina può contenere elementi assistiti da AI, maggiori informazioni qui.

Informazioni pratiche

Date e orari di apertura
Dal 28 gennaio 2026

× Orari di apertura approssimativi: per confermare gli orari di apertura, si prega di contattare la struttura.
    Comments
    Affina la ricerca
    Affina la ricerca
    Affina la ricerca
    Affina la ricerca